Razzi tende la mano a Berlusconi, Aracu: «si è innamorato»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Aracu racconta la svolta di Razzi: «ha capito che stava dalla parte sbagliata». E su Facebook gli insulti all'ex dipietrista. «Vergogna».

ABRUZZO. Aracu racconta la svolta di Razzi: «ha capito che stava dalla parte sbagliata». E su Facebook gli insulti all'ex dipietrista. «Vergogna».

Giorni cruciali per la fiducia al Governo Berlusconi. I numeri saranno decisivi e i 'traslochi' dell'ultim'ora potrebbero fare la differenza.

Nei giorni scorsi ha lasciato l'Italia dei Valori per confluire in 'Noi sud', che sosterrà nelle prossime ore il premier Silvio Berlusconi, Antonio Razzi.

«Dopo una sofferta decisione, non mi sento più appartenere al partito che ho servito e onorato per molti anni», ha spiegato il parlamentare nei giorni scorsi annunciando il suo passaggio al gruppo misto.

Lo scorso settembre, Razzi balzò agli onori della cronaca per avere denunciato le 'avances' del Pdl. Il partito del premier, secondo le rivelazioni dello stesso parlamentare, si sarebbe spinto a offrirgli la ricandidatura e il pagamento del mutuo della casa acquistata a Pescara.

Oggi di quella casa parla su Repubblica il deputato del Pdl Sabatino Aracu che vive nello stesso stabile, in via Carducci e che non è più il presenzialista di un tempo dopo che nei mesi scorsi è stato travolto dall'inchiesta Sanitopoli. La Procura chiese anche il suo arresto ma il gip disse di no perché non c'erano più il pericolo di reiterazione del reato della stessa specie .

Aracu oggi vive all'attico di via Carducci. Razzi due piani più sotto. E quanto ha influito Aracu sul trasformismo politico del deputato amico, fino a qualche settimana fa, di Tonino Di Pietro?

«Non ho avuto nessun ruolo», assicura. «Quel che ha deciso di fare lo ha maturato da solo. Sono suo amico e basta. E' stato come tra un ragazzo e una ragazza che dopo una lunga amicizia scoprono di essere innamorati. Lui a un certo punto, dopo l'ennesima chiacchierata, ha capito che forse militava nel partito sbagliato».

Razzi ha lascia l'Abruzzo, dove è nato, nel 1965 emigrando a Emmenbrücke (Lucerna) in Svizzera, lavorando per l'attuale ditta tessile Tersuisse Multifils SA (allora Viscosuisse).

Sposato con una spagnola, è padre di due figli. È socio fondatore (e l'attuale presidente) del Centro regionale abruzzese di Lucerna dal 1977.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008.

Il 17 settembre 2010 Razzi denunciò pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte del partito di riferimento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando: «Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura».

Oggi di quel mutuo Aracu dice di non saperne nulla. «Io di mutuo conosco solo il mio, che per altro è superiore ai 150 mila che paga lui. Quelle illazioni sono solo sciocchezze».

Ma l'abbandono dell'Italia dei Valori e la vicinanza al premier Berlusconi ha scatenato le ire degli ''amici'' di Facebook di Razzi che da giorni continuano a pubblicare sulla sua bacheca commenti negativi e aspre critiche.

«Magari ti può essere utile risentire quello che dicevi qualche mese fa a Vasto ... che fine hanno fatto quelle parole?», scrive Luca postando il video in cui il deputato denunciava le offerte della maggioranza.

«Razzi dovrebbe ricordarsi», scrive Phil, «che è stato eletto grazie al voto di circa 3000 Italiani all'estero che gli hanno dato fiducia come affiliato a Idv, voto che ha tradito passando dall'altra parte della barricata, tradendo il Partito e le sue aspettative a pochi giorni dalla sfiducia. Imperdonabile».

«E meno male che all'incontro nazionale di Vasto si era presentato come l'incorruttibile...», dice Manuela.

«Voglio augurarmi», scrive Arianna, «che abbia un sussulto di onestà intellettuale e che voti SI’ alla Sfiducia o perlomeno si astenga......»-

«Mi chiedo», aggiunge l'Italia dei Valori di Viareggio, «se Lei abbia mai una dignità! vergogna!»

Ma c'è anche chi lo difende, come Massimo: «Razzi non aspira a poltrone e ad altro, vuole per i suoi concittadini più voce e ha sempre lavorato anzi sacrificato Famiglia, Figli e Amici per dare dignità noi emigranti, veri esportatori di valori e made in Italy».

«Con la sua ingenuità», dice Rocco, «stava diventando uno strumento dell'Idv e del Pd...che rivendicano tuttora come oggetto di appartenenza».

«Svegliatevi......», scrive Aldo. «Credete ancora alle chiacchiere di Di Pietro. Dal '92 quello che ha fatto di buono e aver precipitato l'Italia e aversi sistemato lui e compagni».

Intanto il deputato ha preferito chiudere il sito internet e il blog dove campeggiava a tutta pagina il logo dell'Italia dei Valori.

13/12/2010 10.12