Piano sociale, Sclocco (Pd): «in ritardo e da correggere»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La consigliera regionale: «Gatti dovrà ascoltarci. Occorre ridefinire le priorità».


Ieri mattina la consigliera regionale del Pd Marinella Sclocco ha incontrato i rappresentati dei Comuni, degli Ambiti sociali, delle cooperative e associazioni sociali e dei sindacati dell’intero territorio regionale per lavorare ad un documento di modifiche al Piano Sociale Triennale.
«Oltre a importati problemi di natura finanziaria che gravano sugli operatori del settore, che minacciano di interrompere i servizi, c’è sicuramente quello di un piano inadeguato – dichiara la Sclocco – un piano assolutamente in ritardo, che doveva essere approvato già a dicembre del 2009 e ad oggi , esaminandone la bozza, presenta gravi anomalie»
«Il quadro è drammatico anche per le risorse economiche destinate dal Fondo Sociale Nazionale per le Politiche Sociali vede ridotti i finanziamenti a un settimo rispetto al precedente e in alcuni casi, come nel caso del fondo nazionale per la non autosufficienza, addirittura azzerati. Il fondo per le politiche della famiglia da 185 milioni scende a 52 a quello per le politiche giovanili da 94 a 33» .
Se nel 2000 la regione Abruzzo vantava un primato di efficienza in materia in Italia essendo stata tra le prime a dotarsi di un Piano Sociale e ad anticipare la legge quadro nazionale in materia , oggi è divenuta fanalino di coda.

Nella riunione di ieri si sono evidenziati chiaramente i motivi che ci catapultano all’indietro in materia: l’assenza di una legge quadro regionale in materia di politiche sociali, la mancanza di integrazione socio-sanitaria, il mancato momento di analisi dei bisogni del territorio, la mancata emanazione di una legge per la non autosufficienza .
«Dalla lettura della bozza non possiamo che sottolineare quanto va ancora cambiato, quindi elaborare una controproposta -  riprende   Marinella Sclocco – per questo ho cercato l’incontro con tutti i  referenti di ogni categoria che operano nel sociale e per il sociale, e  l’assessore Gatti, appresa la notizia del nostro tavolo di lavoro si è  detto disposto ad analizzare le nostre proposte. Promessa che mi auguro  vorrà onorare. Nel documento che stiamo stilando chiederemo innanzitutto  una proroga di sei mesi con assicurata copertura finanziaria per poter  continuare a lavorare e che vengano affrontati nel piano sociale   prossimo temi quali l’inclusione sociale, la vita indipendente, le pari   opportunità. Non avremmo voluto evidenziare che nella bozza del piano 
 non si parla mai del terribile Sisma che ci ha colpiti e che ha cambiato  l’assetto geomorfologico della nostra regione, con pesanti ricadute  nella vita di tutti, generando nuove esigenze sociali importanti.  Tutto  questo - conclude -  nella speranza che questa maggioranza si decida,  anche e al più presto, ad approvare la Legge Quadro regionale sulle  politiche sociali e quella sulla famiglia.  Solo così ci daranno  concreta prova di voler affrontare i veri problemi della nostra Regione 
 e della sua cittadinanza».

 Era presente all’incontro di lavoro anche il consigliere Claudio  Ruffini che ha sottolineato come la bozza di  piano «non tenga conto di attori importantissimi per il funzionamento dei  servizi sociali, qui non si comprende ad esempio l’importanza del ruolo  del Comune che al contrario rappresenta l’Ente principale, il primo al  quale il cittadino si rivolge. Inoltre a Gatti chiederemo di mantenere i 
 trasferimenti finanziari senza riduzioni per i servizi sociali non  dimenticando di prestare attenzione all’importanza della integrazione  socio-sanitaria già prevista, in fase evolutiva, dal piano sanitario 
 regionale vigente»

04/12/2010 10.19