Idv: «anagrafe pubblica degli impianti fotovoltaici, eolici e biomasse»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il gruppo regionale dell'Italia dei Valori ha presentato ieri un progetto di legge per la creazione di un'anagrafe pubblica degli impianti fotovoltaici.

Lo scopo sarebbe quello di «moderare» e «coordinare» lo sviluppo sfrenato di queste strutture nel territorio abruzzese.

La problematica del proliferare incontrollato delle centrali a biomasse era stata già sollevata nei giorni scorsi dal consigliere regionale dei verdi Walter Caporale che ha puntato il dito contro la malavita e la politica corrotta che con la loro presenza altererebbero la bontà di queste centrali.

Altra nota dolente la non necessità si sottoporsi a Valutazione d'Impatto ambientale se l’impianto non supera un megawatt. Risultato finale? Anarchia completa.

A tal proposito la proposta di legge espressa dall'Italia dei Valori dovrebbe regolamentare questo fenomeno in aumento esponenziale e disordinato.

«Permanendo la mancanza di un' anagrafe degli impianti industriali di fotovoltaico ed eolico, oltre che delle centrali a biomasse», spiega il consigliere Cesare D'Alessandro, «legittimamente può dubitarsi anche della bontà dei pareri e delle autorizzazioni rilasciate dagli Uffici regionali, che spesso ineriscono soltanto la validità formale dei singoli progetti, senza tener conto dell’effetto cumulativo degli stessi. Il reale impatto sull’ambiente, sul tessuto socio-economico e produttivo, deve invece essere commisurato alla sommatoria dei singoli insediamenti su aree omogenee. E’ necessario introdurre subito un sistema di programmazione degli interventi sul territorio, che deve fondarsi sul possesso di dati certi e condivisi. Diversamente saremmo, come siamo, nel caos assoluto dove primeggia su tutto l’interesse dei privati».

Secondo l'Idv, infatti, le proteste contro l’insediamento di impianti sul territorio possono scaturire anche dalla carenza informativa, dalla mancanza di dati conosciuti sul rischio di depauperamento e compromissione definitiva delle potenzialità del territorio.

«Il diritto all'informazione», conclude D'Alessandro, «è, invece, un presupposto essenziale ai fini della partecipazione dei cittadini alle decisioni sulle questioni ambientali».

01/12/10 9.25