Vertenza Abruzzo, il Pd lancia la sua offensiva nelle istituzioni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «250 milioni di euro l’anno, subito tavolo nazionale per Regione»

Un emendamento per finanziare con 250 milioni di euro l'anno, per due anni, gli assi portanti alla base del Master Plan abruzzese. Un emendamento che non stravolge gli equilibri di bilancio sul quale il centrodestra abruzzese è chiamato ora ad esprimersi per tutelare l'Abruzzo e la sua economia: la discussione inizierà, infatti, proprio questa settimana per chiudersi giovedì.

E’ il cuore dell’«offensiva» che il Pd abruzzese lancia a sostegno dell’economia e dell’occupazione della regione, dopo la storica sottoscrizione, da parte di tutte le associazioni imprenditoriali e dei sindacati, di un documento unitario che denuncia la condizione economica e sociale dell’Abruzzo. L’accelerazione arriva dopo l’incontro che il Pd abruzzese ha organizzato con i vertici delle organizzazioni firmatarie e il leader nazionale del partito Pierluigi Bersani.

L’«offensiva» democratica parte, dunque, dall'emendamento per l'Abruzzo al quale si accompagna la richiesta dell'apertura di un tavolo nazionale di confronto con la partecipazione di tutte le parti sociali e dei parlamentari abruzzesi, per aprire una vera e propria Vertenza Abruzzo nei confronti del governo nazionale. All'impegno romano si affianca una risoluzione in Consiglio regionale: «un pressing istituzionale a tutti i livelli». 

Il Pd mette nero su bianco la necessità di ri-programmazione dei fondi FAS e di un intervento normativo di modifica del Decreto sulla Ricostruzione, che consenta di finanziare gli interventi più urgenti contenuti nel Master Plan, e chiede al governo di attivare la Zona Franca Urbana a L'Aquila e la Zona a Burocrazia zero a Pescara. I democratici chiederanno all’esecutivo anche la verifica della finanziabilità degli interventi infrastrutturali più urgenti, provvedendo a modificare le priorità definite dal CIPE e contenute nell'allegato infrastrutture alla Dfp, e di mettere urgentemente in calendarizzazione la legge speciale per la ricostruzione post terremoto.

«La crisi economica e occupazionale – si legge nella risoluzione che il Pd presenterà in Consiglio regionale – non è stata adeguatamente contrastata, anche in virtù della crisi finanziaria della Regione, oltreché della lentezza nell'impegno delle risorse straordinarie europee e statali disponibili e,in particolare, la programmazione delle risorse del FAS regionale non ancora approda a risultati concreti sia per la non corretta impostazione  da parte della Regione del documento di definizione delle priorità ed obiettivi attuativi del PAR FAS, già rilevato dal Governo nazionale, che per le incertezze nazionali sull'impegnabilità delle risorse».

«Il Master Plan degli interventi diretti a favorire la ripresa produttiva dell’Abruzzo, predisposto dalla Regione nel dicembre del 2009, non risulta finanziato anche perché basato sulle risorse incerte e inadeguate stanziate per la ricostruzione» prosegue il documento dei consiglieri regionali che denuncia anche la situazione per cui «le imprese abruzzesi risultano gravate dal livello massimo di pressione fiscale in virtù delle addizionali necessarie per il ripiano del deficit sanitario mentre quelle aventi sede nel cratere dovranno sopportare anche il pagamento delle rate delle imposte e contributi sospesi a seguito del sisma del 2009». Non manca il tema della ricostruzione dell’Aquila, che «procede con lentezza e nell'incertezza di risorse, tempi e procedure».

Per questo il Pd fa proprie le istanze nate dallo storico documento sottoscritto da imprese e sindacati e chiede immediatamente «lo sbocco, l'impegno e l'accelerazione di spesa dei Fondi Master Plan, FAS, APQ infrastrutture, ricostruzione post sisma per le aree terremotate privilegiando i settori produttivi», accanto all’«attivazione immediata dalla Zona Franca già accordata alle zone terremotate e la previsione di procedure amministrative speciali per poter affrontare la situazione di assoluta emergenza in quelle aree, anche con interventi a sostegno delle attività esistenti» ed alla «previsione di un Piano infrastrutturale che attraverso l'avvio delle opere programmate e la progettazione di nuove darebbe alla Regione un enorme beneficio sia per il miglioramento delle infrastrutture, e quindi la propria capacità competitiva/attrattiva, sia per ridare fiato all'economia locale, con immediate ripercussioni sull'occupazione e sulla creazione di ricchezza». Per sostenere il reddito dei dipendenti il Pd ritiene indispensabile infine «il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga per tutto il 2011, necessario per fronteggiare gli effetti occupazionali della crisi».

30/11/2010 9.28