Castiglione sfoglia la margherita di Fli: "resto, non resto, resto…"

Alessandro Biancardi

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ALFREDO CASTIGLIONE

ALFREDO CASTIGLIONE

ABRUZZO. «E’ ancora presto per dire che me ne vado da Futuro e libertà».

«Ci penso ancora un pò, diciamo che sono in standby. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, la nomina di Giampiero Catone a Coordinatore del movimento di Fini non l’ho vissuta bene. E con me non l’hanno digerita molti esponenti di Generazione Italia e molti simpatizzanti che stavano per aderire a Fli. In Abruzzo ci sono dimissioni, proteste, ripensamenti. Ed anch’io forse lascio».

Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta regionale, sembra deciso ormai al gran rifiuto (qualcuno la definisce retromarcia) per tornare armi e bagagli e voti nel Pdl. Dopo essere stato il punto di riferimento - insieme ad Emilio Nasuti - dello strappo nel Pdl regionale e della formazione di una corrente finiana alla Regione, Castiglione si è “raffreddato” dopo la delusione per non essere stato nominato lui coordinatore, visto che ne aveva tutti i titoli. Tra l’altro anche il viceministro Urso aveva benedetto questa possibilità, legata anche alla fondazione che lo stesso Castiglione ha fondato in tempi non sospetti.

«Avrei piacere che fosse chiara una cosa – continua il vicepresidente – non è un fatto privato contro l’onorevole Catone. Io contesto il metodo: la nomina a mia insaputa, appresa dalla stampa. Mi sono sentito scavalcato».

 Ma Catone non è Coordinatore del movimento, coordina solo la Costituente che darà vita a Fli in Abruzzo, come altri parlamentari in Italia. Saranno gli iscritti a decidere il nome: «Non ci nascondiamo dietro un dito – conclude Castiglione – l’investitura di Roma è una nomina politica in cui non mi riconosco. Non è un buon inizio».

«Alfredo si agita inutilmente – gli risponde il consigliere Emilio Nasuti, tra i primi a giurare (meglio sarebbe dire “confermare”) fedeltà a Fini come punto di riferimento politico ed elettorale dei consiglieri eletti come ex An – e gli parlerò a lungo perché se crede in un progetto non sarà un nome o un altro a far cambiare idea. Per usare le sue parole, non è un buon inizio nemmeno litigare per le poltrone. Che possa aver avuto un ripensamento è legittimo, soprattutto per il ruolo di vicepresidente della Giunta che ricopre. Ma se ci crede, da giovedì parte la macchina di Fli e lui avrà un posto di rilievo».

Chissà se è lo stesso discorso che potrebbe aver fatto a Castiglione Chiodi, preoccupato di perdere i pezzi della sua maggioranza. Tutto sta a sapere in concreto quale sarà il futuro prossimo e quello lontano del vicepresidente. Se torna sarà accolto come un figliol prodigo nella famiglia del Pdl: quindi feste e riconoscimenti. Ma la politica non è la Bibbia e questi slanci di affetto non durano a lungo. Castiglione lo sa: nella cultura di destra che gli appartiene (e che anche il Pdl condivide) la coerenza è un valore che non si dimentica e non si accetta facilmente un comportamento ondivago: prima o poi te lo rinfacciano. Strappo per strappo, tanto vale rimanere con Fini?

Sebastiano Calella  20/10/2010 9.06