Liquidazione Sviluppo Italia, Ruffini (Pd): «Castiglione aveva fatto promesse»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ruffini interviene nel dibattito Sviluppo Italia dopo la notizia apparsa sulla stampa in merito alla liquidazione della società.

 

Il consigliere regionale del Pd ricorda che sulla questione aveva presentato un'interpellanza con la quale aveva chiesto di conoscere dalla Giunta e dall’assessore competente, se vi era la volontà di acquisire la società sopratutto tramite la “cessione” a titolo gratuito così come la Legge 296/2006 prevede, inoltre se vi era la volontà di attivare le procedure per l’acquisizione di Sviluppo Italia Abruzzo con la trasformazione di società in house providing, ed evitare la sua messa in liquidazione, avviando la fusione degli Enti Abruzzo Sviluppo S.p.A., F.I.R.A. S.p.A. e Sviluppo Italia Abruzzo S.p.A. al fine di dotarsi di un’Agenzia di Sviluppo Regionale.

«Ricordo che l'assessore Castiglione rispose che sulla possibilità di acquisire la società Sviluppo Abruzzo era stata già avviata un’attività di negoziazione con Invitalia, trattativa che non aveva dato alcun esito. Attraverso Abruzzo Sviluppo, aveva detto Castiglione, si stava poi approfondendo l’opportunità di acquisizione di Sviluppo Italia valutando come la società si poteva inserire nelle strategie di politica industriale di Abruzzo Sviluppo, e come la stessa poteva essere complementare e sinergica alle attuali strutture operative della Regione come Fira e Abruzzo Sviluppo», dice Ruffini.

Ma dopo i dubbi e le incertezze sul futuro adesso è arrivata la risposta definitiva. «Castiglione aveva preso degli impegni precisi», continua il consigliere, «ed erano il mantenimento dei servizi e la salvaguardia degli incubatori d'impresa. Ad oggi purtroppo l'unica cosa certa è che Sviluppo Italia è in liquidazione, i suoi lavoratori sono in mobilità e presto saranno nuovi disoccupati».

Ruffini ha anche sollecitato di recente l'assessore Castiglione chiedendogli un incontro alla presenza delle rappresentanze sindacali, proprio per evitare il peggio.

«Ritengo che ci siano ancora degli spiragli per non disperdere il patrimonio materiale e di conoscenza accumulato da Sviluppo Italia. Siamo in una fase di forte crisi occupazionale e nonostante ciò Sviluppo Italia continua ad avere numerose commesse. Questo significa che questi lavoratori non possono essere mandati a casa ad ingrossare le fila dei disoccupati proprio perchè creano e favoriscono occupazione. Inoltre bisogna evitare la vendita degli incubatori in quanto sono luoghi in cui si favorisce la creazione di nuove imprese. Castiglione inoltre potrebbe impegnarsi affinchè una parte del personale continui a garantire i servizi esistenti mentre un' altra parte potrebbe essere impiegata nella gestione dei fondi comunitari Fesr la cui attuazione è in forte ritardo».

Ruffini rivolge un appello anche al presidente Chiodi «affinchè segua la vicenda e non alzi sempre le braccia dicendo che ci posso fare io se c'è la crisi».

L’Assessore al Lavoro e l’Assessore alla Formazione non comunicano tra loro: nulla di strano se non fosse che, nella nostra Regione, si tratta in entrambi i casi della stessa persona, l’assessore Gatti! Il quale – dichiara il Consigliere regionale Cesare D’Alessandro (Idv) – è più prodigo di notizie e comunicati, quasi mai seguiti dai fatti, che non di fondi e aiuti per lo sviluppo”.
«Soltanto una settimana fa», contesta invece il consigliere regionale dell'Idv, Cesare D'Alessandro, «l'assessore Gatti, da assessore alla Formazione, ha annunciato urbi et orbi l’imminente utilizzo di ingenti risorse (12 milioni e mezzo di euro) del Fondo sociale europeo 2007-2013, da destinare alla creazione di nuove imprese attraverso la gestione del progetto più complessivo Creaimpresa. Lo stesso Gatti ha subordinato l’utilizzo dei fondi a un percorso integrato di formazione e assistenza affidato a Sviluppo Italia Abruzzo, capofila di un raggruppamento di imprese. L'assessore non poteva non essere al corrente di un fatto già noto nello scorso mese di luglio: l’imminente messa in liquidazione di Sviluppo Italia Abruzzo conseguente, tra l’altro, alla mancata acquisizione da parte della Regione».
«L’effetto immediato di questa maldestra operazione – sottolinea D’Alessandro – sarà il blocco totale e immediato dei corsi di formazione e, quindi, l’impossibilità per le donne, i giovani ed i cassintegrati di accedere subito ai pochi fondi reali disponibili. Un danno enorme per la collettività regionale».

 16/10/2010 9.59