Idrocarburi, Sel presenta quattro osservazioni contro i progetti petroliferi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Federazione Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà insieme ai Circoli, ha presentato quattro osservazioni alla Regione e a tutti gli Enti competenti «per salvaguardare l'Abruzzo dai progetti petroliferi».

Le osservazioni riguardano Villa Mazzarosa, Villa Carbone (entrambe delle Medoilgas Italia), Cipressi e Santa Venere (di Società Adriatica Idrocarburi) ovvero i quattro avvisi per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. Tre dei quattro riguardano la provincia teramana tra i comuni di Teramo, Bellante, Canzano, Castellalto, Cellino Attanasio, Cermignano, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Pineto, Roseto Degli Abruzzi, Atri, Castiglione M.R., Cellino Attanasio e Montefino. L’istanza Santa Venere riguarda invece i comuni di Cappelle sul Tavo, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Montesilvano, Moscufo, Pescara, Pianella e Spoltore.

«I danni relativi al turismo, all'agricoltura, alla pesca e all'ambiente in generale saranno gravissimi, con pesanti ripercussioni sull'economia regionale», denuncia il coordinatore provinciale di Sel Tommaso Di Febo. «Ovviamente il caso più emblematico è l'avviso di ricerca riguardante la Riserva Naturale del Borsacchio, in cui la società Medoilgas Italia omette in modo strumentale la presenza stessa della Riserva, istituita con un'apposita Legge Regionale nel 2005». In merito alle istanze avanzate dalla Medoilgas Italia e dalla Società Adriatica Idrocarburi s.p.a.

Sel mette l’accento sull'«atteggiamento scandaloso del centro destra per il modo in cui sta gestendo questa gravissima problematica, lasciando trasparire in modo evidente da una parte una sorta di “menefreghismo” nei confronti dei cittadini e dall'altra un assoggettamento delle istituzioni provinciali e regionali alle società petrolifere».

«E’ obbligatorio esprimere un parere negativo», scrive Sel nelle quattro osservazioni, «al fine di evitare installazioni di pozzi che potrebbero restare nell’area per decenni, e a lungo andare raffinerie, oleodotti, stazioni per il transito di idrocarburi e stoccaggio di materiale di scarto. L’attività»; si legge ancora, «comporta anche il rischio di scoppi accidentali, l’inquinamento delle falde acquifere, la contaminazione dei prodotti agricoli e rischi sismici».

 

29/12/2011 08:34