I Presidenti delle Province: «battaglia per la democrazia, non per le poltrone»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Non stiamo qui per difendere le poltrone, la nostra non è una posizione corporativa come si vorrebbe far credere, siamo qui per difendere la democrazia e per evitare che le amministrazioni territoriali, attraverso il ricorso ad un decreto d’urgenza, vengano gettate nel caos».

 

 Lo hanno detto il Presidente dell’Unione delle Province abruzzesi nonché Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio ed i Presidenti delle Province di Pescara, Teramo e L’Aquila, Guerino Testa, Walter Catarra e Antonio Del Corvo, in occasione della riunione, tenutasi oggi a Pescara, degli Stati Generali delle Province Abruzzesi.

«Oggi – hanno aggiunto i quattro Presidenti – abbiamo ribadito che i costi della politica da tagliare non si annidano nelle Province ma nelle centinaia di consigli di amministrazione, consorzi ed enti strumentali il cui funzionamento costa oltre 7 miliardi di euro. Abbiamo anche ribadito che sui banchi delle Province siedono amministratori eletti dai cittadini e che solo in un periodo buio della nostra storia, sotto la dittatura fascista, i Consigli provinciali furono sciolti. Abbiamo posto anche problemi di ordine pratico oltre che giuridico: ci chiediamo, ad esempio, chi si farà carico dei mutui, che fine faranno i progetti a valenza europea già avviati, a chi sarà affidata la gestione di strade e scuole. Siamo d’accordo per una rivisitazione in termini più moderni ed efficienti del ruolo delle Province ma questo non può avvenire in maniera frettolosa. Al contrario se si vuole centrare l’obiettivo di una riduzione dello sperpero del denaro pubblico, ciò potrà avvenire solo attraverso una rivisitazione organica di tutti gli enti locali e, non ultimo, prestando grande attenzione a tutti gli organi di sottogoverno (enti d’ambito, consorzi, enti strumentali) perché solo così a nostro giudizio gli Enti locali, Province in primis, potrebbero probabilmente riacquisire un ruolo importante e determinante sia per il conseguimento di finalità politico amministrative che per la riduzione della spesa».

Oggi gli Stati Generali della Province Abruzzesi si rivolgono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e gli chiedono di intervenire con la sua autorevolezza presso tutti gli Organi di Governo affinchè venga posto termine al continuo sconvolgimento degli equilibri normativi della Costituzione.

«Mentre  alla Regione Abruzzo, che nei suoi organi di governo oggi è stata assente, e questo ci rammarica», si legge inuna nota, «chiediamo che attraverso il Presidente Gianni Chiodi provveda, con tutta l’urgenza che il caso richiede, a presentare un ricorso alla Corte Costituzionale per le palesi e inconfutabili violazioni degli articoli 5, 114 e 118 della Costituzione. Il provvedimento così come delineato dal Governo Monti – hanno concluso i Presidenti delle quattro Province -  conseguirà l’unico obiettivo di colpire un Ente come la Provincia, divenuto ingiustamente emblema dello sperpero, ma che non elargisce né sostanziose indennità né ricchi vitalizi. Non ci si rende conto, invece, che lo svuotamento delle Province priverà i cittadini e i più deboli, specie in materia di servizi sociali, di un supporto fondamentale, producendo paradossalmente un incremento della spesa pubblica. E’ per evitare che tutto ciò accada che facciamo appello a chi ha  ancora a cuore le sorti della democrazia rappresentativa e dei bisogni dei cittadini affinchè non crolli un pilastro del nostro apparato democratico  e amministrativo».

19/12/2011 17:56