Saga, Fli: «c’è bisogno dell’ingresso di nuovi privati»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Mettere sul mercato, per la cessione ai privati, il 41.3 per cento delle azioni della Saga (la società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo) di proprietà della Regione.

La proposta è del capogruppo di Futuro e Libertà in Consiglio regionale Berardo Rabbuffo, che ha depositato un progetto di legge sottoscritto anche dalla Consigliera Daniela Stati. «La nostra iniziativa – ha sottolineato Rabbuffo – nasce dalla necessità di programmare e garantire il futuro dello scalo, che pur avendo raggiunto risultati lusinghieri, è ancora lontano dalla soglia di equilibrio. Il rischio è che il piano di riorganizzazione nazionale penalizzi ulteriormente l’aeroporto d’Abruzzo, che soffre anche di carenze per quanto riguarda l’intermodalità. Di qui l’opportunità di favorire l’ingresso degli imprenditori privati, che potrebbero individuare nuove e più incisive strategie per il rilancio, finanziando i progetti con propri capitali e competenze».

I vantaggi dell’operazione, secondo Rabbuffo, sarebbero molteplici. Oltre agli introiti per le casse regionali derivanti dalla cessione delle quote (stimati in circa un milione di euro), si risparmierebbero ingenti risorse che la Regione spende ogni anno per i piani di marketing dello scalo e per la ricapitalizzazione della società. «Fondi – ha continuato il capogruppo – che potrebbero essere impiegati invece per il potenziamento dell’intermodalità con la rete ferroviaria, autostradale e portuale. Del resto anche il Governo Monti è orientato verso la privatizzazione degli aeroporti: a Fiumicino i privati hanno annunciato di voler investire 12 miliardi nell’infrastrutturazione e ad Ancona è stata portata avanti un’iniziativa simile a quella da noi proposta, che sta dando risultati positivi».

Ad oggi l’85 per cento del capitale della Saga è detenuto dal settore pubblico (Regione e Camere di Commercio). «C’è bisogno di una svolta – ha concluso l’esponente di Fli – e l’aumento della presenza dei privati nella compagine azionaria è l’unica strada percorribile, altrimenti rischiamo di continuare a destinare fondi ad un investimento che potrebbe rivelarsi inutile».

 17/12/2011 09:13