Centrosinistra in frantumi verso le primarie fa fuori Di Stefano

Alessandro Biancardi

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Centrosinistra in frantumi verso le primarie fa fuori Di Stefano
MONTESILVANO. In sei per un posto: quello di candidato del centrosinistra alle prossime elezioni di Montesilvano. Di Stefano eliminato dalla rosa. Centrosinistra: «non rispecchia i nostri valori»

La strada per arrivare fino a questo punto non è stata facile, anzi tutt’altro. L’impressione che si ha oggi dal di fuori è una coalizione che invece di compattarsi è riuscita nel difficile compito di dividersi, frammentarsi. Di sicuro oggi il Partito Democratico sta peggio di qualche mese fa. O almeno se una crisi interna già c’era adesso è uscita allo scoperto. In questi mesi si è visto un po’ di tutto: gli scontri interni al centrosinistra e le difficoltà di arrivare ad una visione comune (gli indagati in lista sono stati lo scoglio più duro da superare). Poi Rifondazione Comunista si è dissociata e gridato più volte alle «primarie truffa».

Malumori anche in casa Idv e Sel che più volte hanno chiesto al Partito Democratico di stringere i tempi e scegliere, fino a lanciare un ultimatum: o si chiude in fretta o salta tutto. E il risultato finale vede proprio il Pd in difficoltà tanto che non si è riusciti a trovare un accordo sul candidato unico.  Non solo: qualche settimana fa il coordinatore del circolo di Montesilvano Nino Fusco ha lasciato i colleghi e sbattuto la porta dicendo a mezzo stampa «il Pd è la reincarnazione del ''sistema Montesilvano''». Quel ‘sistema’ che si sta cercando di chiarire in un’aula di tribunale e proprio l’ex primo cittadino indagato si è fatto rivedere ad una riunione, dove era stato invitato, creando malumori e mal di pancia. Poi c’è l'ex assessore provinciale Vincenzo Fidanza che sembrava fino a qualche settimana fa in pole position per la candidatura. E’ stato scalzato dall’architetto Volpe e ora sta meditando di abbandonare il partito.

Nel fine settimana i giochi si sono chiusi. In sette si presenteranno alla sfida delle primarie del centrosinistra il prossimo 15 gennaio. Per il Pd Nino D’Annunzio, ex Ds, e l’architetto Marco Volpe. Ci sono poi Candeloro Forestieri, ex dirigente della Provincia di Pescara, e Gabriele Di Stefano, ex Pd poi allontanato dal partito dopo che ad ottobre del 2010 ha salvato il governo Cordoma da un tracollo ormai vicinissimo. Lui stesso ha confessato che si aspettava una apertura da quella parte politica ma non c’è stata sintonia.

Sel schiera invece Paolo Di Girolamo, Psi Pino Costa e l’Idv Attilio Di Mattia, già consigliere provinciale. I prossimi 30 giorni la città vivrà la campagna elettorale e dovrà decidere chi schierare contro il candidato del centrodestra.

12/12/2011 12:27

DI STEFANO FUORI: «NON RAPPRESENTA I NOSTRI VALORI»

Dopo ampia discussione, il Comitato ha preso «la sofferta decisione», si annuncia in una nota, «di escludere uno di essi, ovvero il consigliere comunale Di Stefano Gabriele». L’esclusione è stata decisa in quanto il consigliere non «è stato ritenuto idoneo nel profilo politico a rappresentare i valori e le linee guida della coalizione di centro sinistra. Tale decisione è stata raggiunta dopo aver attentamente verificato», si spiega ancora, «il comportamento tenuto nel corso della sua presenza dell'istituzione comunale. Con particolare riferimento alla scelta di costituire un soggetto politico distinto e alternativo che il comitato non reputa nei fatti e nelle idee espresse, coerente con i valori fondanti del centro sinistra. Il comitato augura a tutti i candidati di riuscire ad esprimere i massimi valori del riformismo democratico attraverso una leale e solidale competizione che favorisca un'attenta partecipazione dei cittadini di Montesilvano».

12/12/2011 14:25