Trasporti, Idv attacca: «l’Arpa taglia le corte per pagare il cda»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’ultima protesta è di appena qualche giorno fa con centinaia di pendolari della Valle Peligna contro i tagli annunciati dall’Arpa sul collegamento da Sulmona a Roma.

A ci sono anche altre contestazioni nelle aree interne dell’Abruzzo per il servizio di trasporto su gomma e su rotaia. La linea ferroviaria L’Aquila - Sulmona, chiusa d’estate e con corse limitate per il resto dell’anno, la linea Sulmona-Carpinone, praticamente chiusa. «L’Arpa razionalizza e taglia per far quadrare il bilancio, ma lo fa in modo indiscriminato», attacca Lelio De Santis (Idv), «guardando ai numeri e non al servizio di un territorio ampio, disagiato e spesso poco abitato. L’Arpa deve evitare sprechi, è vero, ma dovrebbe ricercare altrove eventuali sprechi, non sui collegamenti delle zone interne, che sono essenziali per la vita e la sopravvivenza delle popolazioni della montagna e per i tanti giovani che studiano a L’Aquila, a Sulmona o Avezzano».

De Santis chiede perché la Regione, titolare della maggioranza delle quote del capitale, non interviene. «L’assessore regionale al ramo assiste indifferente a questa gestione verticistica e ragionieristica, non ascolta nemmeno le legittime proteste dei cittadini, tanto dopo la protesta, non succede nulla»
Secondo l’esponente dipietrista per assicurare una corsa in più ai pendolari della Valle Peligna o agli studenti dell’Università dell’Aquila basterebbe ridurre »le tante e corpose indennità di carica e di funzione degli amministratori e dei direttori dell’Arpa: 1 presidente, 1 vice presidente, 4 membri del Consiglio di Amministrazione, 5 direttori e 3 membri del Collegio sindacale, tutti con lauti stipendi, non sono un po’ troppi solo per tagliare le corse e per ridurre i collegamenti nell’Abruzzo interno?»
«In un momento di difficoltà economica, di evidenti disfunzione dei servizi pubblici e di grave crisi del rapporto politica-cittadini», domanda ancora De Santis rivolgendosi a Chiodi, «un segnale di moralità e di rigore sarebbe essenziale per frenare il giustificato senso di sfiducia che cresce verso le Istituzioni locali e regionali».
30/11/2011 11:00