«Ecco come lievitano le indennità dei "poveri" consiglieri regionali»

Alessandro Biancardi

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«Ecco come lievitano le indennità dei "poveri" consiglieri regionali»
ABRUZZO. Pio Rapagnà contro la risposta del presidente del consiglio regionale Marino Roselli che sostiene che i consiglieri d'Abruzzo sono i più poveri d'Italia. ROSELLI: «NOI I CONSIGLIERI PIU' POVERI D'ITALIA» 
«Il problema vero», spiega Rapagnà, «è che è stato stabilito, con leggi e leggine regionali, che la "indennità di funzione dei Consiglieri Regionali", pari attualmente a 8.082,31 euro lordi mensili, fosse calcolata in maniera difforme da quanto stabilito dall'art. 1 della Legge 31 ottobre 1965, n. 1261 per l'indennità spettante ai membri del Parlamento, e in secondo luogo che le singole indennità percepite da ogni singolo Consigliere si cumulano con le "indennità aggiuntive e di carica" attribuite a Consiglieri ed Assessori esterni chiamati ad assumere incarichi ulteriori, ma pur sempre nell'ambito e per il funzionamento delle Istituzioni regionali».
Questi trattamenti economici, aggiuntivi rispetto alla indennità di base, sono, secondo l'ex parlamentare «quei compensi supplementari che mensilmente vengono versati ad alcune figure istituzionali: al presidente della Giunta ed al presidente del Consiglio: più 3.730,30 euro; agli assessori ed ai vice presidenti del Consiglio: più 2.486,86 euro; ai presidenti delle Commissioni consiliari, dei gruppi consiliari (anche se composti da un solo Consigliere) ed ai segretari del Consiglio: più 1.865,15 euro; ai vice presidenti ed ai segretari delle commissioni: più 621,72 euro».
Cifre che aggiunte a quelle d'origine danno, nella maggior parte dei casi, tutt'altro risultato.
Lo scandalo che sta venendo fuori a livello nazionale e che coinvolge di conseguenza anche la Regione Abruzzo, attiene al fatto che l'art. 1 della Legge 31 ottobre 1965, n. 1261, parla di una indennità costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza, mentre è l'art. 2 (non richiamato dalla Legge Regionale) che parla di una diaria ai membri del Parlamento a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma.
La "indennità vera e propria" di un Parlamentare dovrebbe essere pari a 4.750 euro mensili e dunque, di conseguenza, quella di un Consigliere e di un Assessore della Regione Abruzzo dovrebbe essere il 65% di 4.750 euro e cioè di 3.087,50 euro mensili. «In realtà il presidente di Regione e di consiglio Regionale percepiscono una indennità di 11.812,61 euro mensili, un semplice assessore interno ed esterno 10.569,17 euro»
«C'è inoltre da abrogare l"assegno vitalizio" per i Consiglieri Regionali cessati dal mandato», ricorda Rapagnà, «che varia da un minimo di 3.170, 75 euro lordi mensili per 5 anni di contribuzione, ad un massimo di 6.658,58 euro per 16 anni ed oltre di contribuzione».

17/05/2007 9.00