L’Abruzzo non ci sarà alla Conferenza nazionale sulla Famiglia

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO GIOVEDì 17 MAGGIO AN: «LA MURA DEVE DIMETTERSI»
ABRUZZO. «La Conferenza Nazionale sulla Famiglia ha acutizzato il dibattito presente nel Paese sul diritto ed il rispetto delle relazioni tra persone laddove queste decidono progetti di vita futuri in comune».
Lo ha dichiarato l'assessore alle Politiche Sociali, Betty Mura. Secondo Mura, «affrontare il tema focalizzandolo esclusivamente sulla famiglia basata sul matrimonio come unica forma di convivenza depositaria di diritti rende difficile un approccio laico pragmatico ed apre spazi ad un approccio esclusivamente ideologico e purtroppo escludente. Ritengo infatti - precisa l'Assessore - che l'affetto che induce le persone a sviluppare progetti di vita comuni, è una grande ricchezza della società ed è in nome di questa risorsa che vanno stabilite tutele e diritti. Purtroppo l'impostazione data alla Conferenza Nazionale sulla Famiglia, con l'esclusione delle Organizzazioni omosessuali e delle Associazioni che rappresentano le coppie di fatto, inibisce la condivisione politica delle scelte avvenute e la volontà di partecipazione da parte della Regione Abruzzo, nonostante il rispetto e la stima per la Ministra Bindi. La Regione Abruzzo - conclude l'Assessore - garantirà comunque la partecipazione ai lavori della Conferenza Nazionale, inviando un proprio dirigente».
16/05/2007 14.33

AN: «LA MURA DEVE DIMETTERSI»

«La Mura deve dimettersi» è la richiesta che giunge dal consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano alla notizia che l'assessore alle politiche sociali non parteciperà alla Conferenza nazionale sulla famiglia.
«L'Abruzzo merita di essere rappresentato con i suoi vertici istituzionali alla Conferenza, perché la famiglia è un tema di tutti che riguarda il futuro del nostro Paese e non può essere ridotto ad una personalissima questione partitico-ideologica di qualche pasdaran del fondamentalismo laicista» prosegue Di Stefano.
«Chi rappresenta la nostra Regione – ancorché da assessore nominato e non eletto dal popolo – ha il dovere morale di ascoltare l'appello che viene dagli abruzzesi, che in massa hanno partecipato alla festa della famiglia di Piazza San Giovanni, e non obbedire ai diktat romani di un Ferrero o di un Luxuria qualunque» spiega l'esponente di An.

LA RISPOSTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

«Di Stefano proietta sull'assessore Mura una chiusura ideologico-fondamentalista propria di chi vuol negare i diritti e non estenderli. Chiedere che sulla famiglia tutte le cittadine e i cittadini “…senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…”, possano dibattere ci sembra una semplice necessità democratica. L'impegno dell'assessore Mura sul rafforzamento delle politiche sociali, sui diritti delle persone e delle famiglie è inequivocabile. Ricordiamo che grazie al suo impegno e alla sensibilità dimostrata dalla maggioranza di Governo regionale gli ambiti sociali territoriali possono usufruire di un aumento di risorse rispetto agli anni precedenti che va dal 70 al 100%».

17/05/2007 14.33