Amministrative L’Aquila. L’intervista al candidato sindaco Luca Bergamotto

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Luca Bergamotto, candidato sindaco per la Democrazia Cristiana per le Autonomie , ex consigliere regionale e comunale, ha una lunga esperienza politica sul territorio tanto che alle elezioni politiche del 2001 è stato il candidato più votato del Centro-Sud. In quell’occasione non riuscì a conquistare un seggio da parlamentare solo perché il suo partito non raggiunse il quorum. TUTTI I CANDIDATI DELL'AQUILA - TUTTI I CANDIDATI NEGLI ALTRI COMUNI ABRUZZESI
Oggi Luca Bergamotto, personaggio di punta della Democrazia cristiana per le Autonomie dell'Aquila, dopo una pausa di lavoro che lo ha temporaneamente allontanato dalla politica attiva, torna in prima linea, pronto anche a presentare la propria candidatura a sindaco dell'Aquila. Il suo partito, infatti, non ha digerito la scelta della coalizione di centrodestra di candidare Maurizio Leopardi, sacrificando il nome su cui inizialmente la Cdl aveva trovato l'accordo, cioè quello dell'avvocato Stefano Rossi. Dopo la decisione imposta da Roma, la DcA non intende scendere a compromessi, nella convinzione che il candidato sindaco della città dell'Aquila debba essere espressione del territorio e della società civile e non di logiche di potere.

L'Aquila sta vivendo in un momento storico di “emergenza”. Tra le cause di tale situazione c'è l'occupazione, in crisi dopo le vicende del Polo Elettronico che hanno lasciato senza lavoro centinaia di lavoratori. Ma anche i giovani hanno difficoltà. Quali sono le azioni previste nel suo programma in merito a questa problematica?
«Premesso che le competenze di un sindaco in materia occupazionale sono ridotte, quello che si può fare è favorire l'insediamento di nuove aziende nel territorio».

Un esempio?
«Un esempio può essere il commercio nel centro storico, che può essere incentivato attraverso un piano parcheggi adeguato».

Passiamo alle incompiute: la metropolitana di superficie, e l'impianto dei rifiuti. Gli aquilani pagano una tassa molto alta per conferire i rifiuti fuori Provincia. Quali potrebbero essere le soluzioni?
«La metropolitana di superficie va completata – afferma Bergamotto – per concludere i lavori si potrebbe usufruire della legge che fa riferimento alle incompiute che consente di cancellare i debiti pregressi»

Una volta completata l'opera come far fronte alla gestione?
«Si potrebbe chiedere alla Regione Abruzzo di applicare anche per la città dell'Aquila le stesse tariffe di rimborso chilometrico che utilizza per il comune di Chieti, ed utilizzare le linee Arpa e Paolibus per collegare il centro alle frazioni. In questo modo si potrebbero recuperare 2,2 milioni di euro. Per la soluzione del problema rifiuti Bergamotto lascia la competenza alla Provincia, affermando di essere d'accordo sull'individuazione del sito di Avezzano come soluzione ideale».

Le frazioni reclamano una maggiore attenzione da parte dell'Amministrazione comunale. I cittadini si lamentano di essere stati lasciati nel completo abbandono ed auspicano che l'Amministrazione si occupi dell'intero territorio. Quali sono le politiche da attuare per dare la giusta valorizzazione del comune, e come si pone il ruolo delle Circoscrizioni?
«Occorre aumentare la capacità di spesa alle frazioni, attraverso un fondo più cospicuo per la manutenzione ordinaria, che sarà affidata direttamente alle Circoscrizioni, le risorse perverranno dall'assessorato ai Lavori Pubblici».

L'Aquila e l'isolamento regionale e nazionale. Da tempo si discute su quali possono essere le azioni da intraprendere per ridare la giusta voce al capoluogo di regione, messa in discussione anche dopo la decisione della Regione di realizzare le cosiddette Tre Torri a Pescara.
«L'unica soluzione per recuperare la centralità di capoluogo è politica, bisogna ritornare al collegio unico regionale, per l'elezione dei consiglieri, non più su una base provinciale».

Il ruolo dell'Università per il territorio aquilano è quello di una preziosa risorsa sia per la ricerca che per le imprese. Come tutelare l'Ateneo e quali sono le strategie per costruire una rete al servizio della città?
«Il Comune dovrebbe aderire alla Fondazione, sarebbe il primo passo per creare un rapporto stabile e proficuo come non c'è stato dal 1994».

Le politiche giovanili e culturali sono state spesso trascurate. All'Aquila mancano spazi adeguati per grandi iniziative culturali ma anche per concerti. Quali sono le azioni politiche in merito?
«La città dovrebbe catalizzare eventi di media portata, che potrebbero essere realizzati in un palazzetto dello Sport. “L'Aquila città dello sport” sarebbe il marchio sul quale puntare, per realizzare una serie di eventi sponsorizzati dal Comune e da privati. Bisogna realizzare un cartellone unico degli eventi culturali finanziato da enti privati, al cui interno dovrebbe spiccare la figura dell'Art Advisor che sia in gradi di puntare su un evento di rilevante portata».

L'Aquila come città di cultura e centro storico di notevole pregio, si trova anche in una posizione ideale, vicino ai Parchi e alle stazioni sciistiche. Come valorizzare questa importante risorsa che è la montagna, e come incentivare il turismo, soprattutto quello religioso?
«Sono due le strade percorribili: puntare su Celestino V, una tipologia di turismo che avrebbe una importante ricaduta sull'intera città, e sul Gran Sasso, favorendo gli investimenti dei privati dopo aver eliminato il problema degli usi civici».

Le cinque priorità del suo programma.
«Non ho priorità, il mio programma è laterale, ho in mente i progetti per la città e tutti vanno nella stessa direzione e hanno lo stesso obiettivo».

Quali siano le sue doti personali che meglio lo caratterizzano e lo distinguono dagli altri candidati sindaco?
«Solidità e trasparenza, per me la politica è passione, non un lavoro. Per il resto, sono una persona semplice, con una propria famiglia, che ama lavorare e nel tempo libero rilassarsi leggendo».

Mara Iovanone 12/05/2007 11.53