Una mozione per mantenere la legge che favorisce la confisca dei beni mafiosi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'iniziativa è del capogruppo dei Verdi alla regione, Walter Caporale e mira ad ottenere l'impegno della Giunta per opporsi ad un nuovo disegno di legge in discussione.
L'APPELLO DELL'ASSOCIAZIONE LIBERA

E' in discussione alla Camera dei Deputati un disegno di Legge, del deputato di Forza Italia, Nicolò Ghedini, che depotenzia l'efficacia della legge Rognoni-La Torre, fondamentale per la lotta alle mafie.
La Legge Rognoni-La Torre attua un'azione patrimoniale repressiva per la costituzione di nuove attività mafiose con la confisca dei beni sottraendo, dunque, gli strumenti economici per ricostituire le risorse e il controllo del territorio in termini di uomini e mezzi. Una legge che impedisce, in Abruzzo come in tutta Italia, lo sviluppo dell'imprenditoria mafiosa, e favorisce lo sviluppo di energie economiche locali pulite.

«La Legge Rognoni-La Torre», dice il capogruppo dei verdi al Consiglio regionale, Walter caporale, «in ventitre anni ha permesso la confisca di 6566 beni immobili e di quasi 700 aziende sottratte alla gestione dei boss. Se dovesse passare il Disegno di Legge Ghedini si toglierebbe allo Stato un'arma fondamentale e si farebbe un regalo di inaudito valore a quelli che tutti noi abbiamo il dovere di contrastare e, possibilmente, sconfiggere. Inoltre si annullerebbero le decine di esperienze positive che sono nate in Italia, non solo nel meridione con il riutilizzo sociale dei beni mafiosi. La Mozione che ho presentato chiede al Consiglio Regionale, di impegnarsi per contrastare tali interessi e colpire il nefasto intreccio tra mafia e politica, che ormai coinvolge anche l'Abruzzo. Mi auguro», conclude Caporale, «che il Consiglio Regionale esprimerà unanimamente la sua contrarietà al cambiamento della Legge Rognoni-La Torre e che divenga parte attiva a sostegno di chi, anche in Abruzzo, si batte contro le mafie affinché non venga più lasciato solo».


LA MOZIONE

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L'Aquila, 30 novembre 2005

Al Presidente del Consiglio Regionale
SEDE



OGGETTO : Mozione di sostegno a favore dell' assegnazione dei beni confiscati alle mafie.



Il Consiglio Regionale d'Abruzzo, preso atto dall'appello dell'associazione "Libera":

"La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre venti anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un interesse giuridicamente riconosciuto, dei provvedimenti definitivi di confisca.
In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l'impegno di quanti, dalle forze dell'Ordine alla magistratura, dalle associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo. Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell'iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca. Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1° lettera 'm' dell'art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante “Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali”, tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell'ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza.
Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati. Una situazione che richiede normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie.
E' per queste ragioni che l'associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole, cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinché deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell'illegalità e nel sangue.
Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia."



DELIBERA

Di attivarsi in ogni modo presso il Parlamento e gli organi competenti dello Stato, affinché sia garantita la certezza dell'assegnazione definitiva per scopi sociali dei beni confiscati alle mafie. In particolare, da mandato al Presidente del Consiglio Regionale e dal Presidente della Giunta Regionale affinché si facciano interpreti della volontà espressa da questo Consiglio Regionale presso le più alte cariche dello Stato e del Governo.




Walter Caporale
Capogruppo dei VERDI alla Regione Abruzzo