Del Turco:«La propensione al favoritismo ha penalizzato l’Abruzzo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

984

ABRUZZO. «Non ho difficoltà a riconoscere alle imprese il merito se le cose vanno bene, ma è onesto che si ammetta che se vanno male la responsabilità è di tutti». Per il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, intervenuto stamattina alla presentazione del volume di Pino Mauro e Andrès Rodrìguez-Pose, incentrato sugli squilibri regionali e sulla crescita economica dell'Unione, il rapporto tra economia e politica si deve fondare sulle "reciproche responsabilità".
Nel suo intervento, Del Turco ha individuato nella «propensione al favoritismo» una particolare condizione psicologica e culturale che, a suo dire, avrebbe avuto l'effetto di privare l'Abruzzo della capacità di governo delle sue potenzialità.
«E' il caso della generosissima gestione delle nostre autostrade affidate ad un privato, che giustamente fa utili ma senza offrire servizi ai cittadini» - ha ricordato il Presidente, annunciando subito dopo anche l'apertura di una vertenza Enel.
«Proprio ieri - ha anticipato - ho dato mandato all'avvocato Cerulli Irelli di aprire una vertenza giudiziaria affinché l'Abruzzo si riappropri della gestione delle sue acque».
Il Presidente, che non ha mancato di deprecare una vecchia mentalità abruzzese che fa «pensare all'acqua o agli ospedali non già come ad un diritto ma come ad un favore», ha dichiarato di non «avere nessuna intenzione di farmi mettere i piedi addosso. Capisco che qualcuno pensi che si stia facendo poco per ridurre i costi della politica, ma come mai qualche anno fa, quando nascevano consigli di amministrazione ogni 30 giorni, nessuno ne parlava? E' difficile perseguire la strada del cambiamento: trovo molte resistenze e i conservatori sono sempre in agguato».
Entrando nel merito della cifre proposte da Mauro, il Presidente si è detto sostanzialmente d'accordo con le previsioni economiche formulate: «Nessuno - ha sottolineato può pensare di fare campagna elettorale con dati che si limitano a fotografare la realtà».
In precedenza l'autore aveva parlato di ripresa in Abruzzo definendola «selettiva», in quanto premiante solo per le imprese aperte al mercato, non omogenea, nè settorializzata.
Se sul fronte dell'occupazione maschile l'Abruzzo, nel 2006, ha superato i limiti fissati dal Trattato di Lisbona è pur vero che sono ancora molti i rischi del sistema economico regionale.
In particolare l'elevato debito regionale, che sottrae risorse allo sviluppo, e la frammentazione delle imprese.
I punti di forza, sempre secondo lo studio, sono ravvisabili in un tessuto ricco sia di piccole sia di grandi imprese e nell'ottima capacità di export.
«L'Abruzzo ha vissuto il suo momento più drammatico dal 2002 al 2004 - ha detto Mauro - quando il suo Pil è stato il più basso negli ultimi trentanni. Ora per sostenere la riprese e renderla consistente e duratura è necessario ridurre la spesa regionale, rendere attrattivo il territorio, rafforzare il tessuto produttivo, spingere l'innovazione, guardare al modello metalmeccanico-terziario».

02/05/2007 15.59