La gara per la ristrutturazione del palazzetto dello sport va deserta

Alessandro Biancardi

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CELANO. Gli impianti sportivi al palo. I tempi brevi per la ristrutturazione e la piena fruizione non c’è stata così come promesso dalla amministrazione comunale. Questo vale almeno per il palazzetto dello sport per il quale la gara prevista dal bando è andata deserta. Un evento che dovrebbe far riflettere i celanesi è l’opinione dell’assessore allo sport nella passata amministrazione ed ora dirigente dei Democratici di Sinistra, Fabiana D’Andrea.
«Il sindaco e la giunta», dice D'Andrea, «aveva fatto credere ai cittadini che la funzionalità degli impianti sportivi sarebbe stata ripristinata in tempi brevi, mentre invece ci duole constatare che la gara con cui si intendeva raccogliere un progetto di investimento per la ristrutturazione e la gestione del Palazzetto dello Sport, è scaduta il 16 aprile scorso senza che nessuno rispondesse. È andata deserta, come si dice tecnicamente. E tutto ciò mentre quello che un tempo era un fiore all'occhiello per Celano in tutta la Marsica assomiglia sempre più ad un edificio fatiscente».
Ma perché una gara va deserta?
L'esito del bando sarebbe, per i Ds, indicativo di come un progetto serio di ristrutturazione e di rimessa in funzione degli impianti «sia un'impresa ardua da un punto di vista logistico e imprenditoriale».
«Si tratta, infatti», ha aggiunto D'Andrea, «di fare i conti con un investimento di una certa entità, che è assai difficile far fruttare, nella condizione di concorrenza con l'offerta di diversi servizi sportivi nell'area avezzanese. Celano, sarebbe stupido fare del campanilismo su questo, no ha il bacino d'utenza necessario a rendere redditizia un'impresa così importante. E infatti i privati hanno declinato l'invito. L'assessore allo sport Rosati, a questo punto, dovrebbe ripensare alle tante, troppe, accuse di immobilità rivolte alla sottoscritta proprio in merito alle iniziative di ripristino degli impianti sportivi. Fare i conti con la realtà è sempre diverso che parlare a sproposito. E non pensate di fare il solito giochetto di qualche interventino “palliativo” per smuovere le acque e dare a credere ai cittadini che qualcosa si sta facendo, in modo da raggranellare qualche voto. I nostri elettori non sono più così ingenui e noi denunceremo qualsiasi tentativo di prenderli in giro».
Ma i Ds ricordano anche i titoloni legati alle promesse non mantenute.
«Il 26 settembre del 2004, poco dopo l'insediamento della Giunta Piccone», ricordano i Ds, «sulla stampa uscirono i titoloni che promettevano l'ingresso di Celano nel sistema dei Giochi del Mediterraneo del 2009, per i quali la nostra città sarebbe stata dotata di un centro di nuoto di rilevanza olimpica. Per i soldi non c'era problema, si disse: i fondi sarebbero arrivati dal Coni, dalla Fin e dalla Regione. Il progetto, a quell'epoca era già in cantiere. Ma caro sindaco e caro assessore Rosati, dov'è la piscina? Dov'è quanto meno il progetto? Nel frattempo il Sindaco è diventato Senatore, ma le bugie di allora non si sono trasformante in realtà».

23/04/2007 8.36