Elezioni Montesilvano, Unione spaccata: Rifondazione e Idv corrono da soli

Alessandro Biancardi

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Elezioni Montesilvano, Unione spaccata: Rifondazione e Idv corrono da soli
MONTESILVANO. Alla fine l'accordo non è riuscito. Così Rifondazione Comunista si presenterà alle prossime elezioni senza il gruppo che, almeno per numero di voti, pesa di più sulla bilancia elettorale: la Margherita (ma anche i Ds). L'Unione non comincia con il piede giusto questa lunga Campagna di primavera, dimostrandosi nient'affatto compatta o capace di seguire un'unica linea di pensiero.
In questo caso la linea di condotta era stata tracciata da Rifondazione Comunista che per la legislatura scorsa, interrotta con lo scandalo tangenti, era stata all'opposizione a denunciare le malefatte. E così prendere o lasciare, Cristian Odoardi ed il partito di Rc erano stati chiari: agli elettori dobbiamo far capire che si cambia rotta: a noi il sindaco e dunque l'ultima parola sui futuri assessori. Ecco la garanzia che chiedevano i “rifondaroli”
Il partito di riferimento dell'ex sindaco Cantagallo, evidentemente, non ha fornito elementi soddisfacenti per convincere i colleghi di coalizione che forse era il caso, per una volta, di essere uniti.
Rifondazione, dal canto suo, non ha ceduto di un passo.
Una scelta di principio, sembra, che ha prodotto però un'altra “unione di fatto": a correre insieme al candidato rosso Cristian Odoardi arriva, dunque, l' Italia dei Valori, il partito che da sempre fa della pulizia morale la propria linea di condotta.
Anche per il partito di Di Pietro un passo importante verso la rottura in bilico ormai da mesi sia a Pescara che alla Regione.
Domani mattina ci sarà la presentazione ufficiale del candidato, che svelerà sicuramente i motivi di questa corsa solitaria, o quasi.
L'ufficializzazione di Odoardi segue di pochi giorni quella già annunciata ad inizio settimana dalla Casa delle Libertà che ha scelto Lillo Cordoma (An) come proprio uomo di riferimento.
Destra e sinistra hanno quindi deciso di giocare la loro partita schierando i due uomini simbolo di una opposizione forte (anche se a tratti addormentata, non si può nascondere) dell'ex giunta Cantagallo, sciolta poi in tutta fretta dopo l'arresto del sindaco.
I due, nel corso dei due anni di amministrazione, hanno portato avanti una battaglia decisa contro i premi di cubature e gli accordi di programma, passatempo preferito dell'ex governo cittadino. Cordoma lo ha fatto portandosi dietro tutta la minoranza di centrodestra compatta. Odoardi l'ha fatto da solo (prendendo addirittura posto a sedere nei banchi posizionati "a destra"), rifiutando le avances dell'allora primo cittadino che più volte ha tentato di spingerlo dentro con appetibili e comodi strapuntini di potere.
A giorni Margherita e Ds faranno i loro nomi.
19/04/2007 13.46