Frattini: «linea comune dell’Europa sull’immigrazione»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea comune sul tema dell’immigrazione, un piano d’azione al quale tutti gli stati membri hanno aderito e che prevede, in primo luogo, l’aiuto ai paesi meno sviluppati per incrementare le condizioni di sviluppo ed incoraggiare le persone a restare. Sono le parole del vice presidente della Commissione Europea, Franco Frattini, intervenuto all’incontro promosso da “Il Circolo” dell’Aquila sul tema “Immigrazione e integrazione: verso la cittadinanza?”, che si è svolto ieri pomeriggio al palazzetto dei Nobili.  

L'AQUILA. L'Unione Europea ha finalmente adottato una linea comune sul tema dell'immigrazione, un piano d'azione al quale tutti gli stati membri hanno aderito e che prevede, in primo luogo, l'aiuto ai paesi meno sviluppati per incrementare le condizioni di sviluppo ed incoraggiare le persone a restare. Sono le parole del vice presidente della Commissione Europea, Franco Frattini, intervenuto all'incontro promosso da “Il Circolo” dell'Aquila sul tema “Immigrazione e integrazione: verso la cittadinanza?”, che si è svolto ieri pomeriggio al palazzetto dei Nobili.


 

Sono intervenuti, oltre alla vice presidente del Circolo, Fabrizia Aquilio e al vice sindaco Ernesto Placidi, numerose autorità istituzionali e militari.
In un momento in cui il tema dell'immigrazione è tornato si stretta attualità, Frattini ha annunciato che la Commissione Europea ha stanziato, nel bilancio 2007, 17 miliardi di euro per investimenti nelle aree meno sviluppate dell'Africa, che saranno erogati sulla base di progetti concreti che riguardano l'ambiente, l'agricoltura e il micro-credito, progetti che aiuteranno i paesi africani a migliorare le proprie condizioni e a non essere più solo un territorio da cui scappare.
«L'Europa sta accelerando questo processo – ha affermato il vice presidente della Commissione – in cui sarà favorito lo sviluppo locale dei paesi africani, il luogo da cui ogni anno migliaia di persone cercano di fuggire per raggiungere le nostre coste. Il divario tra la loro povertà e la nostra ricchezza è talmente ampio che è impossibile scongiurare il fenomeno dell'immigrazione. Faremo in modo che l'intera somma investita dalla Commissione Europea giunga a destinazione, fino ad ora ci sono stati enormi sprechi, pensate che su 100 euro investiti in Africa lì ne arrivano solo 20, il resto si perde tra corruzione e burocrazia».
L'immigrazione va governata, secondo Frattini, che ha sottolineato come non bisogna farsi prendere dall'emergenza, troppo spesso immigrazione viene associata alla criminalità, «non sempre è così – ha detto Frattini – l'immigrazione è un fenomeno che esiste da sempre e non possiamo pensare di arrestarlo. Sono contrario a costruire un muro attorno l'Europa, quello che dobbiamo fare è cercare di favorire l'integrazione e il rispetto della vita umana, che viene prima di ogni altra cosa».
In Italia sono tre milioni gli extracomunitari regolari, a questi se ne aggiunge un altro milione non a norma.
Il vice presidente della Commissione, che giorni fa aveva parlato della necessità di varare provvedimenti che forniscano maggiori tutele all'immigrato affinché non diventi preda del traffico di manodopera illegale, si è adoperato per la creazione di condizioni che favoriscano l'inserimento regolare degli stranieri nel mondo del lavoro e per l'adozione di norme più pesanti contro il lavoro nero. Frattini ha infatti annunciato che nel mese di maggio emanerà una direttiva europea con la quale sarà punito in misura eguale lo sfruttamento del lavoro in nero, perché basato sulla concorrenza sleale e sul traffico illegale di manodopera.
Cosa fare allora per favorire l'integrazione e consentire agli stranieri di vivere in modo adeguato nel nostro Paese?
Secondo Frattini, in questo, il ruolo della Pubblica Amministrazione dovrebbe essere quello di educare sin da piccoli all'integrazione e al rispetto reciproco, favorire una condizione di vita dignitosa agli immigrati, attraverso alloggi pensati per i più indigenti ed infine favorire l'occupazione, quella regolare e combattere il lavoro nero.
Sui fatti di Milano e sulla rivolta nel quartiere cinese Frattini ha parlato di un «problema serio, le comunità cinesi che vivono in Italia – ha detto – spesso rifiutano di integrarsi e continuano a vivere secondo le loro regole, nostro dovere è incoraggiare l'integrazione».
Frattini ha parlato anche della situazione aquilana: «la città ha dato, oggi come ieri, chiare dimostrazioni di attaccamento all'Unione Europea – ha detto – spero che passate le elezioni sia in grado di rafforzare questo legame, e portare avanti progetti di sviluppo locale che trovino un riscontro in ambito europeo».

IMMIGRAZIONE, RISORSA PER IL FUTURO

Immigrazione ed integrazione: i temi sono stati al centro di un altro convegno tenutosi sempre ieri promosso dalla Provincia dell'Aquila dal titolo “Immigrati: una risorsa per il futuro” nell'ambito del progetto Equal Extra Quality che vede l'amministrazione provinciale aquilana capofila in ambito europeo nell'iniziativa che utilizza lo strumento della formazione per combattere le discriminazioni nei confronti degli immigrati nel mercato del lavoro.
L'incontro è stato moderato dalla giornalista di La7 Rula Jebreal, in sala numerose autorità, tra cui la presidente Stefania Pezzopane, l'assessore regionale Mimmo Srour, e quello provinciale, Benedetto Di Pietro, il prefetto Aurelio Cozzani, ed esponenti del mondo dell'associazionismo e del volontariato.
Sono circa 10 mila gli immigrati regolari che risiedono nel territorio aquilano, provenienti in prevalenza da Albania, Cina, Macedonia, Marocco, Romania, Senegal e Ucraina.
«La loro presenza può rappresentare una risorsa per il nostro territorio – ha sottolineato la presidente Pezzopane – la nostra attività nell'ambito del progetto Equal è quella di favorire l'accesso al mondo del lavoro, molti di essi, infatti, sono in possesso di titoli di studio qualificati ma da noi non riescono ad utilizzarlo per trovare un lavoro adeguato».
Le iniziative della Provincia mirano dunque all'ottenimento di qualifiche professionali e al loro immediato utilizzo sul mercato del lavoro, attraverso corsi di formazione professionale per gli immigrati, quelli attuali riguardano i profili di Operatore Edp ed Elettricista Ac.
L'assessore Di Pietro ha sottolineato l'importanza della formazione come mezzo fondamentale per procedere verso l'integrazione, compito che la Provincia si prefigge anche con l'Osservatorio scolastico, che ha il compito, tra gli altri, di monitorare le necessità delle classi miste del territorio. Rula Jebreal ha ricordato che non sempre la formazione è adeguata nelle scuole, molti bambini infatti hanno non pochi problemi con la lingua italiana. La giornalista ha quindi auspicato che la Provincia promuova al più presto corsi per insegnare la lingua ai bambini, ma anche ai genitori.
La giornalista palestinese e l'assessore Srour, siriano, hanno fornito due esempi di immigrazione riuscita, anche se, ha sottolineato Srour, «non voglio usare la mia esperienza per far passare il messaggio che la vita per un immigrato sia sempre facile, io ce l'ho fatta, perché ho trovato una società che mi ha accolto senza problemi».
La Jebreal ha affermato che tuttavia, l'Italia è ancora indietro rispetto ad altri paesi, dove gli immigrati sono tollerati di più. «Ma non siamo razzisti – ha detto Srour – e dobbiamo lavorare tutti insieme per favorire l'integrazione e la conoscenza reciproca così scopriremo che in realtà abbiamo molte cose in comune, ed è su queste che dobbiamo contare».
In serata si è esibita l'Orchestra di Piazza Vittorio, composta da 15 musicisti provenienti da 11 paesi e tre continenti, un vero esempio di integrazione e interculturalità.

Mara Iovannone 17/04/2007 7.55