Mafia in Abruzzo, Ugl: «serve progetto anticriminalità»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un progetto "anticriminalità" è quello che propone l'Ugl, dopo l'intervento dei giorni scorsi del presidente della commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione. «Le sue allarmanti parole», ha spiegato il segretario del sindacato Geremia Mancini, «risuonano come un pesantissimo rimprovero per chi in questi anni ha sempre voluto nascondere e sottovalutare il fenomeno criminalità. La nostra classe politica ha sempre voluto disegnare e mostrare un Abruzzo "isola felice" a dispetto della realtà, una realtà che da tanti, troppi anni, vede l'espandersi di fenomenologie criminali assai pericolose». LA MAFIA IN ABRUZZO SECONDO FORGIONE
L'Ugl già nel febbraio del 1991 (quando era ancora Cisnal) «aveva denunciato questo stato di cose e richiedeva all'allora presidente della Regione, ai sindaci delle Province ed ai Prefetti, l'attivazione di un vero e proprio Pool anti-criminalità motivando così la richiesta "l'Abruzzo non è più quell'isola felice che tutti ci invidiavano…… i nostri territori sono oggi da ritenere a rischio……troppi morti per droga, furti, rapine, estorsioni, racket e usura" e solo qualche giorno dopo Leoluca Orlando, l'ex sindaco di Palermo, affermava "la piovra avvolge anche l'Abruzzo"».
Parole che oggi risuonano esattamente identiche. «Ma allora», continua Mancini, «si preferì far finta di nulla, naturalmente si preferì parlar d'altro, con la conseguenza che oggi ci si trova dinanzi ad una realtà ancora peggiore e di fronte a livelli di criminalità ben diversi e purtroppo ben più agguerriti. Adesso serve un organismo che stili una vera e propria mappa dei rischi ed offra l'opportunità a chi deve poi intervenire di farlo con la maggiore efficacia possibile. Tutto questo con l'intento di rassicurare la nostra gente e soprattutto di non lasciarla sola dinanzi al loro dramma».
16/04/2007 15.05