Area vestina, lo sviluppo passerà per uno studio del Dart

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un protocollo d'intesa tra la Provincia di Pescara e le istituzioni della zona vestina, per la valorizzazione di quell'area, è stato firmato questa mattina in Provincia, da Giuseppe De Dominicis, presidente dell'ente, Fabio Savini, presidente della Comunità montana vestina, e i rappresentanti dei Comuni di Loreto Aprutino (Terenzio Chiavaroli), Penne (Alberto Giancaterino), Collecorvino (Andrea Faieta), Picciano (Nicola Di Giovacchino) e alla presenza di Antonello De Vico, assessore provinciale al Bilancio, e dei consiglieri provinciali Enzo Di Simone e Sandro Di Minco, rispettivamente presidente della commissione consiliare Lavori pubblici e Cultura.
L'accordo porterà alla redazione di uno studio che sarà coordinato da Roberto Mascarucci, titolare della cattedra di Urbanistica del dipartimento ambiente reti e territorio (dart) della facoltà di architettura dell'università “Gabriele d'Annunzio” di Chieti-Pescara. Studio che, una volta terminato («Orientativamente entro natale: in tutto ci serviranno sei mesi pieni di lavoro senza contare la pausa estiva», come ha fatto sapere lo stesso Mascarucci), farà da guida per interventi concreti grazie ad un finanziamento regionale. Per questa analisi l'amministrazione di Palazzo dei Marmi verserà 25mila euro, e, -come si legge nel testo- servirà a definire «proposte strategiche funzionali al rilancio complessivo del tessuto socioeconomico dell'area vestina, strettamente legate al tema del potenziamento della dotazione di infrastrutture della zona in attuazione del progetto del nuovo collegamento cosiddetto mare-monti».
Si tratta però, precisa il protocollo, di «elaborazioni di strategie di rilancio del territorio vestino, che non si configurino come un'inutile replica di altre già svolte, ma costituiscano, piuttosto, un utile approfondimento di alcuni temi di natura urbanistica e territoriale già emersi dallo studio per lo schema direttore della Valle del Tavo, svolto dall'amministrazione provinciale in attuazione del proprio Piano territoriale».
Cioè, in concreto, come ha precisato ancora Mascarucci, «l'innovazione che proponiamo è l'approccio strategico, che è poi la frontiera più avanzata per lo sviluppo locale, coniugando, attraverso l'utilizzo di indicatori qualitativi, l'approccio spaziale con lo sviluppo socio-economico. Esempi di lavori analoghi li abbiamo già realizzati per Sulmona e per San Salvo-Vasto».

04/04/2007 15.45