«Non defraudate la Val di Sangro»

Alessandro Biancardi

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«Non defraudate la Val di Sangro»
ATESSA. «La Val di Sangro non va assolutamente toccata nel suo sviluppo di insediamenti industriali. Nessuna delocalizzazione di aziende nella Valle Peligna». A chiederlo è stato ieri il segretario provinciale Udeur, Tonino Settimio, a margine della presentazione del candidato sindaco di Atessa Tito Antonini per le prossime amministrative.
Le considerazioni di Settimio fanno riferimento all'incontro avuto lunedì a Roma dal Governatore abruzzese Ottaviano Del Turco, il quale al Ministero dell'Industria, e in un incontro con i
parlamentari abruzzesi ha indicato la necessità di delocalizzare
il probabile incremento dell'indotto della Sevel della Valle Peligna
.
 
«Se si arriva a defraudare il territorio sangrino si perde la propria identità di area maggiormente sviluppata del centro-sud - ha proseguito Settimio -. Oltretutto non ci sarebbe nessuna
convenienza economica per le aziende essere distanti dai centri di produzione, visti gli costi di trasporto».
Contrario all'idea anche il sindaco di Atessa Giuseppe Cellucci che non dà possibilità di indietreggiare: «l'opposizione sarà netta a qualsiasi tentativo di spoliazione. Finora ci
siamo fatti carico noi dello sviluppo comprensoriale. Le altre zone in crisi vanno aiutate, ma con altre iniziative di programmazione e sviluppo, non impedendo l'arrivo di aziende in
Val Sangro, motore economico dell'intero Abruzzo. Atessa è primo comune chietino, su indicatori del Sole 24 Ore, per sviluppo, rispetto ambiente, qualità di vita».

IL NO DI FRENTANIA PROVINCIA

«L'attacco alla Frentania è frontale», ha dichiarato Giuseppe Valente dell'associazione Frentania Provincia, «è necessaria la mobilitazione non solo dei cittadini ma anche delle forze sociali e politiche frentane, senza distinzioni di appartenenza, tutti uniti nel difendere quel patrimonio unico che ci invidia tutto il centro-sud e cioè il polo industriale della Val di Sangro».
L'Associazione Culturale Frentania, sempre attenta ai problemi dei lavoratori, lancia la proposta di utilizzare i nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare con l'arrivo del nuovo indotto Sevel per aiutare le zone limitrofe che soffrono di crisi occupazionali come l'ortonese ed in particolare il vastese, con i casi della Denso e della Golden Lady.
« È bene che i politici frentani si ridestino e guidino la rivolta», li sprona Valente, «per fermare questo tentativo di depredare il nostro territorio dei tanti agognati nuovi posti di lavoro, che si attivino per far scattare la cosiddetta solidarietà frentana per cui i nuovi posti di lavoro vengano utilizzati al fine di reinserire i tanti lavoratori frentani espulsi dal ciclo produttivo, in particolare come già detto nel vastese ed ortonese».

04/04/2007 9.07