Amministrative. Il centrosinistra si consulta, Pri e liberali ci sono.

Alessandro Biancardi

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Amministrative. Il centrosinistra si consulta, Pri e liberali ci sono.
MONTESILVANO. Clima ancora frenetico quello che si respira a Montesilvano mentre si delineano faticosamente candidati e liste alla ricerca del migliore assetto possibile da presentare agli elettori per le prossime consultazioni amministrative. Così la Margherita ha stilato un calendario di incontri con i «personaggi influenti» per fare il quadro della situazione. Ieri Renzo Gallerati, capogruppo della Margherita in consiglio provinciale, ha incontrato l’imprenditore del turismo Silvio Maresca e programmato col collega dei Ds Nino D’Annunzio una serie di altri incontri per contribuire alla scelta di soluzioni politiche per Montesilvano. IL CODICE DELL’ANTIMAFIA: NO A CANDIDATI IMPUTATI
«A partire da dopo Pasqua», spiega l'esponente dei Dl, «abbiamo previsto colloqui con una serie di persone che risiedono in città e che, a vario titolo, potranno contribuire alla scelta dell'opzione migliore da proporre al tavolo del centrosinistra in vista delle elezioni amministrative del 27 maggio prossimo. Si tratta di Ezio Ardizzi, presidente della Camera di commercio di Pescara, Antonio Di Cosmo, presidente provinciale dell'Associazione piccole imprese (Api), Anna Morgante, preside della facoltà di Economia dell'università “Gabriele d'Annunzio” di Chieti-Pescara, Dino Lucente e Giuseppe Fischietti, presidente e vice di Casartigiani, don Antonio Rapagnetta, vicario foraneo della diocesi di Pescara-Penne, Pietro Odoardi, presidente della banca Serfina, Carlo D'Angelantonio, direttore della Banca di credito cooperativo, Andrea Gentile, ex prefetto di Pescara e Vitaliano Patricelli, ex presidente provinciale del Coni. Ed inoltre, perchè l'elenco è destinato ad ampliarsi, esponenti del volontariato, sia laico che cattolico, i territoriali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, componenti degli ordini professionali, del mondo dello sport, della scuola, delle associazioni di categoria dei piccoli albergatori e ristoratori, dei balneatori. Perchè, come ho già spiegato», conclude, «pur non essendo interessato a candidature di alto vertice istituzionale cittadino, sono pronto ad assicurare un'azione di concorso nella ricerca di soluzioni da offrire alle dirigenze locali del nostro schieramento e alle liste civiche aderenti che siano adeguate ed in grado di distinguersi in positivo rispetto a quelle del centrodestra».

UNA LISTA DEL PRI E DEI RIFORMATORI LIBERALI

Anche il PRI ed i Riformatori Liberali presenteranno una lista in occasione delle prossime elezioni comunali di Montesilvano in appoggio al candidato sindaco espresso dal centro destra.
«Da diversi mesi stiamo lavorando insieme agli amici Riformatori Liberali – ha dichiarato Nicola Di Federico, coordinatore provinciale del PRI – per mettere a punto una lista che unisca le forze migliori della tradizione repubblicana, liberale e riformatrice della Città di Montesilvano».
«In qualche modo possiamo dire di aver precorso i tempi – ha aggiunto Alessio Di Carlo, coordinatore regionale dei Riformatori Liberali – dando vita su base locale a quel patto federativo che proprio in queste settimane è al vaglio, a livello nazionale, degli organi dirigenti dei nostri partiti. Si tratta – ha aggiunto Di Carlo - di un incontro quantomai opportuno, viste le consonanze che da sempre caratterizzano i partiti del Patto cui stiamo dando forma».
«Abbiamo cercato fin da novembre – ha spiegato Di Federico - durante le consultazioni per la scelta del sindaco, di garantire il nostro apporto insistendo per un candidato che marcasse la discontinuità rispetto alle passate giunte di centro sinistra, se del caso anche attingendo da personalità provenienti dalla società civile».
«Certo è – hanno concluso Di Federico e Di Carlo – che la situazione che si è determinata nelle ultime settimane rende sicuramente più opportuna – visti i tempi ormai strettissimi – la scelta di un candidato che sia già noto e radicato sul territorio e dotato dell'esperienza politico-amministrativa necessaria per affrontare una sfida che si profila durissima».
Tra le candidature preannunziate dai due partiti figurano, tra gli altri, il repubblicano storico Gianni Paoletti , il foto-giornalista e regista Gianfranco Marrocchi, Moreno Colaiocco (giovane istruttore di varie discipline sportive), gli avvocati Lorenzo Cardone ed Andrea Ramondetti, Franco Di Campli (manager commerciale) e l'Ingegner Mauro De Flaviis.

FORZA NUOVA RACCOGLIE LE FIRME

La segreteria provinciale di Forza Nuova, ha comunicato invece che, da martedì 3 aprile a Sabato 7 aprile, proseguirà la raccolta firme per la presentazione della lista di Alternativa per l'Abruzzo a sostegno della candidatura a sindaco di Oronzo Valeriano.
«Il banchetto», precisa una nota del segretario Italo Tieri, «verrà allestito nei pressi del Palazzo di Città. Il caloroso consenso dimostrato dalla popolazione di Montesilvano nelle giornate di sabato e domenica, non fa altro che ribadire l'essenza rivoluzionaria del Movimento Forza Nuova, ormai unica espressione di quella parte sana della popolazione che in quanto tale respinge e condanna il sistema demoplutocratico impregnato di servilismo e clientelismo quale è quello di Montesilvano; intendiamo quindi imporre un'inversione di rotta nell'attuale stato di cose, certi di un seguito sempre più in crescita».

IL CODICE DELL'ANTIMAFIA: NO A CANDIDATI IMPUTATI

La Commisione antimafia parlamentare ha varato ieri un codice di autoregolamentazione che, alla vigilia delle elezioni amministrative, impegnerà i partiti e le formazioni politiche a non presentare come candidati alle elezioni di Consigli provinciali, comunali e circoscrizionali uomini e donne rinviati a giudizio o condannati, anche in via non definitiva, per reati di associazione mafiosa, narcotraffico, estorsione, usura, riciclaggio, traffico illecito dei rifiuti.
Lo ha approvato all'unanimita' la commissione parlamentare Antimafia presieduta da Francesco Forgione.
«Si tratta - ha spiegato Forgione - di un atto politico forte che chiama i partiti, le formazioni politiche e le liste civiche ad assumere, su base politica e non penale, la responsabilita' della trasparenza delle liste, della pulizia dei candidati, della bonifica dei possibili punti di contatto
con la criminalita' organizzata negli enti locali che possono essere sciolti per infiltrazione mafiosa. I partiti che non aderiranno al codice, dovranno rendere pubblicamente conto della loro scelta. Sara' l'opinione pubblica a giudicarli».

Il Codice ha soli tre articoli.
Con il primo, partiti, formazioni politiche e liste civiche «si impegnano a non presentare come candidati alle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata ne' annullata, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva».
Il "divieto" di inclusione nelle liste riguarda anche (comma 2) coloro nei cui confronti «sia stata disposta l'applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorche' non definitive»; «siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze»; «siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti».
L'articolo 2 stabilisce che il Codice di applichi anche «alle nomine di competenza del sindaco o del presidente della Provincia», mentre l'articolo 3 prevede che i partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che intendono presentare candidati che si trovino nelle condizioni previste dall'articolo 1 «si impegnano a rendere pubbliche le motivazioni della scelta di discostarsi dagli impegni assunti con l'adesione al Codice».
La principale novita' del Codice sta nella non candidabilita' dei rinviati a giudizio: il «sistema di cautele»

«Il presente Codice - si legge nella relazione introduttiva - diviene, quindi, il mezzo anticipato per contribuire alla trasparenza, alla tutela e e alla libera determinazione degli organi elettivi locali, troppo spesso eterodiretti e condizionati dagli inquinamenti mafiosi: l'obiettivo e' quello di impedire che il procedimento di selezione democratica dei rappresentanti delle comunita' territoriali e di individuazione degli amministratori locali subisca alterazioni ad opera di fattori, esterni al quadro degli interessi locali e riconducibili alla criminalità organizzata».

04/04/2007 8.46