A salvare l'orso marsicano ci pensa l'università

Alessandro Biancardi

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Anche l'Università di Roma "La Sapienza" scende in campo per salvare l'orso marsicano.
Lo fa con un progetto di ricerca e di conservazione della specie che andrà avanti nel prossimo quinquennio.
L'intenzione è però quella di prolungare il discorso per altri, ulteriori, cinque anni.
La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, ha avallato l'idea, concedendo alla "Sapienza" un contributo di diecimila euro.
Per l'ateneo capitolino, lo stauts dell'orso, in Abruzzo, è tutt'altro che stabilizzato. Gli esemplari non hanno riguadagnato, nel tempo, una consistenza numerica adeguata alla sopravvivenza.
Oltre al numero di orsi presenti nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ci sono stati avvistamenti anche fuori dell'area che i ricercatori romani considerano, tuttavia, come semplici episodi.
«Le conoscenze utili alla conservazione dell'orso - si legge nel progetto/proposta della 'Sapienza' - sono, nonostante alcuni studi, molto ridotte e del tutto insufficienti a sostenere alcuna strategia o azione di conservazione importante. D'altra parte l'orso è una specie non facile da gestire: la sua storia naturale è complessa e si sviluppa su archi temporali pluriennali o su ambiti spaziali molto estesi. Il nucleo abruzzese - continuano i proponenti il progetto, gli ecologi Luigi Boitani e Paolo Ciucci, del Dipartimento di biologia animale e dell'uomo - è probabilmente confinato ad una variabilità genetica ridottissima che potrebbe avere conseguenze letali per la sua sopravvivenza. Alla luce di queste premesse, il futuro dell'orso è una sfida difficilissima per la conservazione, ma deve essere affrontata subito e con le migliori forze (scientifiche e politiche) in campo».
Boitani e Ciucci individuano in cinque punti gli scopi del progetto: assicurare la conservazione a lungo termine delle popolazioni di orso nell'Appennino centrale; fornire la base informativa necessaria alla conservazione dell'orso nel contesto della sua distribuzione; stabilire una base-line per il monitoraggio sia della popolazione di orso che della efficacia delle azioni di gestione; puntare al trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecniche nei programmi operativi di gestione delle specie nei Parchi e nelle politiche territoriali delle Regioni; capire la dimensione umana della conservazione dell'orso nella preparazione e realizzazione delle strategie di conservazione.
Già dopo il primo anno sono previsti i primi risultati.
L'operazione è cofinanziata dal Dipartimento di biologia animale e dell'uomo della "Sapienza" che metterà a disposizione dei due ricercatori senior, personale e mezzi logistici.
Il costo totale stimato è di euro 90.000,00 all'anno.
28/11/2005 12.56