Tutte le crisi del centrosinsitra: Montesilvano un nodo intricato

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Che fare, come comportarsi e con quale vestito presentarsi alle prossime elezioni amministrative che investono diversi comuni abruzzesi? E’ un lavoro duro quello che il centrosinistra sta affrontando da mesi alla ricerca di nuove forze e possibilità di cavalcare le situazioni createsi negli ultimi mesi. Ma è evidente come la lista dei mal di pancia dentro la coalizione e dentro ogni singolo partito sia davvero lunga.
Polemiche infinite nei Ds per presunte regole violate per le votazioni delle mozioni congressuali che dovrebbero aprire la strada al partito democratico.
Situazioni paradossali (o ostruzionistiche volute) come quelle dello smarrimento della tessera di un Ds doc, il presidente della Provincia di Pescara Giuseppe De Dominicis: alla sezione di Bussi hanno smarrito la sua tessera, tessera da veterano ed ora per riparare al misfatto dovrebbe iscriversi di nuovo, come “novellino”, con la non trascurabile conseguenza di non poter votare alle mozioni.
Si parla poi di lettere spedite all'interno dei Ds per invitare a votare una mozione piuttosto che un'altra, mentre qualcuno si appella alle regole della correttezza e della democrazia.
Ma sono tutte beghe interne ai partiti che prendono grandissimo spazio sui quotidiani locali e pochissimo nel cuore della gente che probabilmente non è attratta da come all'interno di un qualsivoglia partito ci si spartisce il potere.
Ma tant'è.
Questo è il clima che si respira, e solo per fare qualche esempio.

LA PIAGA MONTESILVANO

Intanto oggi si svolgerà il 2° congresso provinciale della Margherita di Pescara. Nel corso dell'incontro saranno eletti il Coordinatore Provinciale, i 50 membri componenti l'Assemblea Provinciale, e i delegati del partito al Congresso Regionale.
Una sfilata di servitori del partito pronti per nuove avventure elettorali e conquiste.
Ma a dilaniare una Margherita sempre più in balia delle correnti interne è il caso Montesilvano.
Quello proprio non ci voleva: il Ciclone che ha spazzato via l'amministrazione Cantagallo travolta dalla grave accusa di aver fatto il gioco di alcuni costruttori e di aver accettato mazzette. Non tutti, certo molti non sono stati sfiorati dalle recenti indagini. E qui sta il problema.
Che fare con quelle stesse persone che facevano parte di quella amministrazione: ricandidarle oppure no?
Sono candidati “bruciati” oppure possono ricostruirsi una loro vita amministrativa?
In questo contesto non valgono presunzioni di nessun tipo come ad esempio “si faceva tutti parte della stessa giunta dunque non potevano non sapere”.
E così fiumi di parole che straripano mentre la gente sta a guardare (forse).
Così il deputato e segretario regionale della Margherita Giorgio D'Ambrosio dice: «la vicenda giudiziaria che ha coinvolto solo alcuni esponenti del Comune di Montesilvano non può oggi penalizzare un'intera classe politica dirigente. Chi è uscito indenne dall'inchiesta ha dunque il sacrosanto diritto di riproporsi all'elettorato nelle prossime amministrative».
Ma poco prima il segretario provinciale Attilio Di Camillo aveva appena detto il contrario: «meglio non candidarli».
Certo, quanto accaduto «non può penalizzare un'intera classe politica. Anzi: ritengo», dice ancora D'Ambrosio, «che chi abbia amministrato e sia uscito indenne dalle indagini giudiziarie, abbia il sacrosanto diritto di ripresentarsi alla verifica delle urne, a Montesilvano, e al giudizio del proprio elettorato. In altre parole, ha il diritto di essere ricandidato alle prossime amministrative. Penso sia opportuno non confondere il lavoro della politica con quello della magistratura, che deve continuare a fare il proprio corso e accertare, ancora, in via definitiva eventuali responsabilità».

DS E LA GRANDE FESTA DEGLI AMICI RITROVATI

I Ds da queste parti non hanno certo meno problemi.
A giorni alterni il segretario cittadino Mirko Secone richiama i compagni all'unità.
«Lo scioglimento del consiglio comunale, la grave crisi politica e amministrativa che ha colpito la nostra città», ripete, «impone una profonda analisi delle insufficienze e inadeguatezze che sono alla base di tale situazione e che rende necessaria un'assunzione di responsabilità da parte dell'intero gruppo dirigente impegnato negli ultimi anni nella gestione del partito in tutte le sue articolazioni senza autoassoluzioni e scorciatoie varie. La tumultuosità dei fatti succedutesi negli ultimi mesi», ha continuato Secone, «tuttavia, non ha consentito la necessaria discussione tra i compagni, e più in particolare, con coloro che hanno manifestato malesseri e critiche fino al punto di sospendersi dal partito stesso».
Ma con il congresso «si può, e si deve, voltare pagina».
E così sarà grande festa?
«Ebbene, io mi aspetto di rivedere tanti volti amici, protagonisti della politica», si augura Secone, «in occasione delle prossime assemblee congressuali. In particolare auspico - insieme all'intero gruppo dirigente – che negli imminenti congressi vi sia la partecipazione, anche se critica ma comunque attiva e preziosa, dei compagni auto sospesi per il raggiungimento di tali comuni obiettivi».
Il Congresso della sezione Gramsci si svolgerà presso l'hotel Duca degli Abruzzi (zona Grandi Alberghi), mentre il congresso della sezione Berlinguer presso l'hotel Prestigi (Via Marinelli) a Montesilvano: entrambe le assemblee si apriranno oggi sabato 24 marzo alle 16 e proseguiranno domenica 25 marzo, dalle 9,30 in poi, con la votazione delle tre mozioni (Fassino, Angius, Mussi).

E RIFONDAZIONE CHE FA?

Oggi, sabato 24 e domenica 25 marzo 2007 presso la sala congressi della CGIL –Camera del Lavoro di Pescara, in Via Benedetto Croce 108 a Pescara, si svolgerà la Conferenza di organizzazione della Federazione provinciale di Pescara.
«La conferenza d'organizzazione», spiegano dal partito, «è un momento importante per la vita del
nostro Partito. Il percorso ha già visto lo svolgimento delle conferenze dei circoli territoriali, ora prevede la conferenza di federazione e poi quella nazionale che si svolgerà dal 29 marzo al 1° aprile a Carrara. La crisi della politica tocca la maggioranza delle cittadine e dei cittadini e noi, spesso, non ne siamo immuni. Vogliamo raccogliere questa sfida e provare a colmare la distanza
che il “Palazzo del potere” dai comuni alla regione, dalla provincia alla governo nazionale ha dimostrato nei confronti del paese reale»

SFL-INNOVAZIONE:«VOLTI NUOVI ZERO, LOGICHE VECCHIE TUTTE»

Per ritornare al nodo non sciolto di quali facce mettere sui manifesti elettorali da affiggere sui muri di Montesilvano non sembra benevolo il giudizio del candidato sindaco della lista Sfl-Innovazione per Montesilvano, Alberto Gradin.
«Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Allo stesso modo nella città di Montesilvano una vecchia classe politica sopravvive a se stessa trasformando i propri componenti nei nuovi “paladini” della legalità e della trasparenza. Le colpe, però», sostiene Gradin, «non si cancellano facilmente ed i giochi di potere sopravvivono attraverso accordi dei vari schieramenti che presentano in maniera più o meno occulta gli antichi attori di un melodramma già vissuto e pronto a ripetersi in modo identico al passato. Ahimè, il voto di scambio è duro a morire. Taluni “scienziati” della politica approfittano delle necessità altrui prendendo gli elettori per il collo ed ottenendo così i loro sporchi scopi».
«Ad oggi nel panorama politico montesilvanese di candidati realmente estranei al vergognoso passato», aggiunge Gradin, «ce ne sono veramente pochi. Se aggiungiamo che, di quei pochi, si è persa traccia attraverso una scientifica operazione di occultamento, vedi varie trasmissioni televisive, ecco che l'elettore in maniera senziente e non, si trova ad avallare un nuovo “Sistema Montesilvano”».

24/03/2007 8.17