Amministrative, tra Rossi e Cialente c'è ancora l'incognita Leopardi

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La sfida elettorale per il nuovo sindaco dell'Aquila potrebbero battersela ormai di sicuro l'avvocato Stefano Rossi (Cdl) e Massimo Cialente (Unione).
Ma se il nome di Cialente ormai è cosa certa, grazie al responso delle primarie di un mese fa, per la conferma di Rossi dovrà pensarci il partito da Roma a dare l'ultima risposta. L'Udc, infatti, preme per candidare Maurizio Leopardi.
«Comunque vada a finire», sostiene oggi il movimento "L'Aquila città Unita", «il centrodestra aquilano lascerà un morto sul campo: o l'avvocato Stefano Rossi o l'ingegnere Leopardi. Il primo voluto, come espressione della società civile fino a ieri tanto vituperata, da tutta la ricompattata Casa delle Libertà (tranne l'Udc e Enzo Lombardi) in sede locale in aperto dissenso alle decisioni imposte da Roma; il secondo proposto dalla dirigenza nazionale dell'Udc come «il migliore candidato possibile» e già benedetto, un mese fa, dal cosiddetto "tavolo romano"».
Ora deciderà Roma: «comunque vada sarà un disastro», continua il movimento, «perchè si lascerà ferito un affermato professionista».
Solo la scelta condivisa di Angelo De Nicola per il Polo dei Moderati, rappresenta l'unica certezza nel panorama politico cittadino. «Una candidatura senza imposizioni ma, anzi, frutto di un lungo percorso di partecipazione e condivisione teso alla nascita di una nuova classe dirigente che faccia della partecipazione dei cittadini alla vita politica il suo obiettivo principale».
20/03/2007 15.03