Buontempo (An) dopo rissa: «inventano saluto romano per nascondere assenti»

Alessandro Biancardi

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IL RACCONTO. Seduta sospesa per qualche decina di minuti giovedì scorso nell'aula della Camera dove è scoppiata una bagarre durante le votazioni sul decreto sulle liberalizzazioni. All'origine dello scontro il presunto non raggiungimento del numero legale e un saluto fascista mimato dal deputato abruzzese Teodoro Buontempo di An. E sono arrivati anche gli spintoni tra l’esponente di Alleanza Nazionale e Erminio Quartiani, dell'Ulivo, al banco della presidenza. Subito dopo la sospensione Emanuele Fiano, anch'egli dell'Ulivo, ha cercato di scagliarsi contro Buontempo, ed è stato bloccato dai colleghi e dai commessi
Dopo lo scontro l'onorevole abruzzese Teodoro Buontempo si difende: «avevo più volte segnalato per iscritto al presidente di turno Castagnetti i nominativi di quei deputati “pianisti”, quelli cioè che stavano votando per i colleghi assenti». «Mentre svolgevo il mio compito di Segretario di presidenza», spiega ancora Buontempo, «che, come da Regolamento, m'impone di coadiuvare il presidente nel corso delle votazioni, il vicepresidente del gruppo parlamentare dell'Ulivo, Erminio Quartiani, è salito minaccioso sul banco della presidenza (zona nella quale si può accedere solo su autorizzazione del presidente), inveendo contro di me. Quando gli ho fatto notare che stavo svolgendo una funzione istituzionale, Quartiani mi ha apostrofato, urlando “Sei un fascista. Stai rallentando le votazioni”, e alle parole ha fatto seguire un tentativo di aggressione, alzando la mano sul mio volto».
«L'ho invitato a scendere – continua Buontempo – e come in un'azione concordata dai banchi dell'estrema sinistra molti deputati hanno cominciato a gridare slogan contro di me, gridando ripetutamente “fascista, fascista”». Una decina di parlamentari vicini al banco della presidenza «continuando le invettive nei miei confronti ha aggredito il collega Stefano Saglia, che è stato preso con forza per la gola».
«Nel tentativo di calmare gli animi – aggiunge il deputato di An –ho alzato le braccia per invitare alla calma, ma il presidente Castagnetti, anziché adoperarsi per riportare l'ordine, decideva di sospendere la seduta».
«Tra i più scalmanati – dice Buontempo – si è distinto il deputato dell'Ulivo Emanuele Fiano, che scagliandosi con violenza nella mia direzione ha procurato ferite all'onorevole Giachetti, vicepresidente dei parlamentari dell'Unione, che tentava di fermarlo».
«Solo alla ripresa dei lavori - precisa - il deputato di Rifondazione, Franco Russo ha tirato fuori la storia del saluto romano».
Fin qui la descrizione dettagliata di quanto avvenuto in aula, ieri, «dalla quale risulta evidente – afferma Buontempo - come i parlamentari di centrosinistra abbiano reagito alla mia legittima e doverosa richiesta di verifica del numero legale, determinando strumentalmente un' azione di copertura non riuscendo, la maggioranza, a garantire il numero legale».
«Se, infatti, - commenta il parlamentare – il presidente avesse fatto rimanere accese le luci che segnalano il voto, come da me richiesto, sarebbe stato evidente che, considerata l'esiguità dei voti che mantenevano la Camera in numero legale, il numero dei presenti era inferiore ai voti espressi».
«Quanto accaduto ieri rischia di dare un'immagine distorta del mio lavoro parlamentare, ma i resoconti dell'Aula sono lì pronti a testimoniare con quale serietà e correttezza svolgo le mie funzioni di deputato prima e di Segretario di presidenza, poi».