Sanità. Emendamenti e polemiche sul piano di riassetto

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si fa più frenetica l’attività politica alla Regione in questi giorni indaffarata a smaltire il piano di rientro dei debiti della sanità. E gli scontri si fanno più duri a colpi di emendamenti, ostruzionismo e «regole democratiche calpestate», così come successo questa mattina durante la riunione dell’Ufficio di presidenza del consiglio regionale.


129 EMENDAMENTI: 80 SONO DELLA MAGGIORANZA

«Più che un piano di riordino ospedaliero siamo di fronte ad un piano di spartizione di materassi. La proposta di piano ancora non arriva in aula e la maggioranza di centrosinistra già ha presentato oltre 80 emendamenti sui 129 complessivi depositati stamattina, a dimostrazione dell'assenza di una strategia condivisa e indirizzata a dare all'Abruzzo una sanità migliore».
Il capogruppo di AN Alfredo Castiglione critica l'atteggiamento del centrosinistra su un tema che «dovrebbe anteporre le reali esigenze del territorio e le necessità delle aziende sanitarie ai particolarismi della piccola politica».
«L'aspetto paradossale – sottolinea Castiglione – è come gli emendamenti presentati da diversi esponenti della maggioranza siano contraddittori e in evidente competizione. Nei prossimi giorni – conclude – assisteremo ad una guerra interna alla maggioranza che la dice lunga sull'inadeguatezza e la irresponsabilità di chi oggi governa l'Abruzzo».


DI STEFANO (AN): “SANITÀ: MANCA IL RISANAMENTO E AUMENTANO I SACRIFICI”

«Ad una prima analisi del piano di riordino della rete ospedaliera emerge con nettezza che tale documento, per molti aspetti, è carente» è quanto ha affermato nel corso della conferenza stampa di oggi il consigliere regionale di AN Fabrizio Di Stefano.
«Manca, ad esempio, la tanto proclamata riduzione delle ASL – prosegue Di Stefano – così è assente qualsiasi riferimento al processo di aziendalizzazione degli ospedali di L'Aquila e Chieti, nonostante le direttive del Ministro Turco, in tal senso, siano molto chiare».
«Se le aziendalizzazioni verranno attivate, e non può essere altrimenti, il piano è da rivedere completamente» spiega il consigliere di AN.
«In particolare, poi, dobbiamo dire che la parte che riguarda i piccoli ospedali non ci soddisfa affatto: né in termini di costi, né in termini di utilizzo efficace ed efficiente delle risorse umane», sottolinea Di Stefano.
«La ridefinizione imposta agli ospedali delle aree interne – continua ancora Di Stefano – rischia di alterare profondamente equilibri ampiamente consolidati e di determinare un ulteriore depauperamento di servizi in zone in cui i bisogni socio-sanitari della popolazione sono in crescita».
«A fronte di questi sacrifici – rileva l'esponente di AN – si ha una diminuzione della spesa irrisoria: la giunta stessa, a conti fatti, parla di un risparmio di 8 milioni di euro sugli attuali 610, pari ad un misero 1,3%».
Il consigliere di AN, infine, parla di un piano che non piace neanche alla maggioranza considerato che «dei 129 emendamenti presentati in commissione ben 83 portano la firma di consiglieri di centro-sinistra, nonostante le frenetiche consultazioni e le varie “cabine di regia” istituite: come si dice in questi casi la confusione regna sovrana e noi faremo di tutto per impedire che a pagarne le spese siano i cittadini abruzzesi».


STATI (FI) E DI STEFANO (AN) ABBANDONANO I LAVORI DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE IN POLEMICA CON ROSELLI.

Con una nota congiunta Daniela Stati (FI) e Fabrizio Di Stefano (AN) comunicano che hanno abbandonato i lavori odierni dell'Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale per denunciare «che ormai da due anni il metodo attuato dal Presidente Marino Roselli è privo di ogni requisito di democraticità interna e di rispetto dei più elementari principi di partecipazione».
«Assistiamo stupefatti ed impotenti – proseguono i due esponenti del centro-destra – ad una gestione monocratica che offende il mandato elettivo che i cittadini hanno conferito all'opposizione».
«Così come accade da troppo tempo anche in Consiglio Regionale – sottolineano la Stati e Di Stefano – veniamo riuniti con convocazioni ad horas con ordini del giorno incompleti o inesistenti e senza avere la possibilità di accesso alla documentazione in discussione che, spesso, è priva anche dei prescritti pareri di legittimità».
«Non possiamo tollerare oltre questo affronto alla dignità nostra e del Consiglio tutto – concludono i due – e auspichiamo che almeno gli altri componenti di centro-sinistra dell'Ufficio di Presidenza, dopo un accurato esame di coscienza, riescano ad arginare la deriva autoreferenziale di cui è vittima Marino Roselli e a ripristinare le regole di trasparenza».


INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE PAOLO TANCREDI.

Il Consigliere regionale Paolo Tancredi, vice coordinatore regionale di Forza Italia, ha presentato un'interrogazione all'Assessore alla Sanità Mazzocca, per sapere se risponde a verità che «il DGR n. 1086/2.10.06 e n. 1539/27.12.06 intervengono a modificare un Livello Essenziale di Assistenza (LEA), con ciò invadendo una competenza statale e, nell'affermativa, quali provvedimenti intenda adottare per ripristinare condizioni di legittimità nella fruizione dei farmaci di fascia A da parte di cittadini abruzzesi».
«La Giunta regionale», si legge nelle premesse, «ha adottato le deliberazioni n. 1086 del 2 ottobre 2006 e n. 1539 del 27 dicembre 2006 inerenti “interventi urgenti relativi all'assistenza farmaceutica”, contenenti disposizioni relative alle modalità di prescrizione e dispensazione di particolari farmaci. Tali delibere rientrano tra quelle che a parere dell'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ledono il “principio dell'unitarietà del sistema farmaceutico in quanto la materia dei prezzi e rimborso dei farmaci di fascia A costituisce un LEA che non può essere modificato dalle singole regioni. Tuttavia tale principio non può essere messo in discussione, neppure al fine di concorrere al risanamento della spesa, in quanto i cittadini hanno diritto ad accedere alle stesse condizioni ai farmaci di fascia A, senza distinzione di area geografica d'appartenenza».

AMICONE CONTRO IL CONTROLLO DEL MANAGER DI PESCARA


Sulle 400 delibere in 48 ore di Cordone le polemiche non si sono ancora sopite. Ieri i sindacati sono tornati a ribadire l'opportunità di una revisione dei provvedimenti urgenti, che tali, per i sindacati non sarebbero, accogliendo il favore della stessa giunta regionale che ha nominato il nuovo manager della Asl di Pescara, Antonio Balestrino.
«Noto con sgomento che la giunta non si cura dei costi ingenti che l'annullamento delle delibere potrebbero comportare», ha detto oggi Mario Amicone.
Così l'argomento approderà in consiglio regionale con una interrogazione a firma dello stesso capogruppo Udc.
Amicone si chiede «come mai il Dott. Balestrino che viene da lontano lo stesso giorno del suo insediamento nomina un legale di Parma per mettere in discussione sia la legittimità che l'opportunità di alcuni atti adottati dal suo predecessore».
Inoltre chiede di sapere se «è vero che la maggior parte delle delibere riguardano l'assunzione di personale medico vincitori di regolari concorsi espletati durante il blocco delle assunzioni, blocco tra l'altro revocato dalla stessa Giunta con legge regionale del 28 luglio 2006».
Infine nel documento si chiede al presidente Del Turco «se è stato valutato il rischio di un pesante contenzioso con eventuale onere a carico della Sanità per la nullità della nomina di Balestrino che potrebbe inficiare tutti gli atti da lui adottati e quindi vedere soccombente la Asl e la Regione in tutti i giudizi che potrebbero scaturire da un insensato mandato di epurazione politica».

15/03/2007 14.57