Auto blu a Lamberto Quarta: Amicone:«il caso alla Corte dei Conti»

Alessandro Biancardi

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Auto blu a Lamberto Quarta: Amicone:«il caso alla Corte dei Conti»
ABRUZZO. Si trascina botta e risposta il caso preso a cuore dal consigliere regionale Udc Mario Amicone della auto blu concessa al segretario generale della Presidenza, Lamberto Quarta. Amicone, presidente della commissione di vigilanza assicura che ben presto il caso sarà al vaglio della magistratura contabile per valutare se «non sia eccessivo il peso ingombrante di quello che non è un semplice consulente politico». Una querelle, assicura il consigliere di minoranza, più fondata sulla «classe e lo stile» per il «cattivo gusto» di perseverare in privilegi, al momento, «fuori luogo» viste le «altissime possibilità di nuove tasse per i cittadini».
«Quarta mi sollecita la segnalazione alla Corte dei Conti ed io al più presto lo accontenterò poiché è enorme ed ingiustificato, secondo me, l'onere finanziario a carico del bilancio regionale che deriva dalla sua ingombrante presenza nelle stanze della Regione», assicura Mario Amicone.
«Non si tratta», continua Amicone, «del solito “consulente politico” di fiducia del Presidente a cui lo stesso Del Turco, sfidando tutti e tutto, ha voluto conferire con inspiegabile ostinazione e persino attraverso modifiche di alcune leggi regionali, un vestito di grande e qualificato consulente prima, per professionalità non dimostrate, e da funzionario d'elevato livello dopo, senza possederne i prescritti requisiti di legge, il tutto con un potere invasivo all'interno della struttura regionale da mortificare, offendere e limitare l'autonomia e le prerogative di chi legittimamente, tra eletti e funzionari, opera e rappresenta l'Istituzione regionale».
«La richiesta personale ed “ufficiale” di una macchina blu, doviziosamente descritta nelle caratteristiche e negli accessori a mo' di macchina di famiglia (a nessun Assessore è stato mai possibile scegliersi il tipo di macchina)», continua Amicone, «è la prova dei limiti professionali e dell'arroganza acquisita all'interno della struttura regionale con l'avallo del Presidente. Quanto infine al mandato che avrebbe dato al suo legale», conclude Amicone,«credo che abbia fatto bene, perché cautelarsi è buon'abitudine per tutti e anche lui potrebbe prima o poi averne bisogno».

14/03/2007 8.42