Sfl: «A Montesilvano c'è il rischio che non cambi niente»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. «La vecchia classe politica sopravvive a se stessa trasformando i propri componenti nei nuovi "paladini" della legalità e della trasparenza».
L'allarme viene lanciato da Alberto Gradin, candidato sindaco della lista SFL - Innovazione per Montesilvano, che in vista delle prossime elezioni amministrative sottolinea: «i giochi di potere sopravvivono attraverso accordi dei vari schieramenti che presentano in maniera più o meno occulta gli antichi attori di un melodramma già vissuto e pronto a ripetersi in modo identico al passato».
Parole forti quelle del rappresentante di Sfl, infatti «i cittadini non avranno la piena possibilità di cambiare le sorti di un comune già duramente colpito» perché «ad oggi nel panorama politico montesilvanese di candidati realmente estranei al vergognoso passato ce ne sono veramente pochi».
E così è nata l'esigenza di "scendere in campo": «Da cittadino che fino a ieri era estraneo alla politica», sostiene Gradin, «e subiva in maniera passiva gli eventi, ho sentito la necessità di aprire un serio dibattito costruttivo con le istituzioni. Non sentendomi protetto dai miei
rappresentanti sono sceso in prima persona per tutelare me, la mia famiglia e tutta la gente che come me, ha bisogno di trasparenza e certezze nella propria vita. Questo mio essere un semplice cittadino ha suscitato l'ilarità e l'indignazione dei politici di professione, che, mi hanno accusato in tutti i modi, temendo questa mia non appartenenza alle lobby del potere».

 
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12/03/2007 14.25