«Inaccettabile, l’Aquila come le città del profondo sud»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il capogruppo della Margherita si accorge che, dopo i dati di Legambiente, la situazione in città è drammatica.

«Mi rattrista, anzi m'indigna, la pessima immagine dell'Aquila nel rapporto di Legambiente sull'Ecosistema Urbano 2005, pubblicato su Sole 24 Ore. Sarà che in questo periodo abbiamo ben altri problemi, con una crisi del lavoro di crescenti dimensioni senza ancora soluzioni e prospettive di ripresa. E tuttavia anche questo segnale negativo, evidente nel rapporto citato, deve preoccupare e far riflettere».
Lo dice oggi Goffredo Palmerini, capogruppo consiliare della Margherita, che punta l'attenzione sulla necessità di azioni concertate, all'interno del sistema-città, per recuperare all'Aquila una buona immagine con un ecosistema urbano accettabile e di qualità.

«Non è infatti sopportabile», dice Palmerini, «che L'Aquila, nella graduatoria delle 103 città capoluogo di provincia, si collochi all'87° posto, come quelle del profondo sud d'Italia. E tuttavia non accadrà nulla di meglio nel 2006 se, nell'immediato, l'Amministrazione comunale non assume la responsabilità d'un progetto di qualità urbana, chiamando a raccolta tutto il sistema-città: istituzioni ed enti pubblici, università, associazioni produttive e dei servizi».

«Insomma», aggiunge, «ne deriva un rapporto che ci mortifica. Avverto, pertanto, l'esigenza d'una riflessione seria sulla questione, per assumere urgenti iniziative che recuperino migliori condizioni per la città. Non c'è bisogno d'evidenziare quanto danno provoca alla sua immagine un così mediocre posto nella classifica nazionale della qualità della vita urbana (almeno per la qualità ambientale): molto stridente per una città dei Parchi, di belle architetture e di notevoli valenze storico-artistiche, che nel turismo ha una delle più promettenti prelazioni».
24/11/2005 11.39


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