Una legge regionale per tutelare animali e bambini dai bocconi avvelenati

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Quest'anno la piaga dei bocconi avvelenati in Abruzzo si ripresenta in maniera drammatica e pericolosa, sia per la salute e la sicurezza dei cittadini che per gli animali. In pochi giorni sono morti 11 grifoni e due sono in prognosi riservata, rinvenuti nella zona del Parco Sirente Velino. L'utilizzo di bocconi avvelenati è un crimine ( L.N. 157/92 art.21) e nonostante ciò, la diffusione del fenomeno è preoccupante e crescente con rischi sempre maggiori per l'incolumità' collettiva e per la salute dell'ambiente».
Walter Caporale, capogruppo regionale dei Verdi si dice molto preoccupato per gli strani fenomeni di avvelenamento delle ultime settimane.
Secondo il consigliere I bocconi avvelenati verrebbero rilasciati, in prossimità delle aree faunistiche, «soprattutto per eliminare le specie considerate "nocive": l'abbandono di carcasse di animali riempite di veleno ha lo scopo di attirare lupi, volpi e rapaci e avviene maggiormente in primavera, periodo di ripopolamento della selvaggina».
Ma l'utilizzo dei bocconi avvelenati è molto pericoloso innanzitutto per la salute dei cittadini, sia dei bambini che giocano nei prati, nei giardini, nelle campagne sia degli agricoltori, dei cercatori di tartufi, degli amanti della montagna e delle famiglie che pranzano all'aperto nei weekend.
«E' dunque indispensabile una maggiore vigilanza da parte delle Forze dell'Ordine e del Corpo Forestale per salvaguardare la nostra incolumità, la nostra sicurezza, la nostra salute», ha continuato Caporale.
Per quanto riguarda gli animali, i Verdi azzardano una stima provvisoria di tutti i selvatici sterminati negli ultimi dieci anni in Abruzzo: 30 volpi, 10 tassi, 30 grifoni, 3 orsi, 15 lupi oltre a centinaia di cani e gatti, considerati in competizione con le attività venatorie, agricole e di allevamento.
Le analisi condotte negli ultimi giorni dagli Istituti Tossicologici preposti, sui bocconi rinvenuti estratti dai corpi degli animali uccisi, hanno rilevato la presenza di stricnina, veleno letale in brevissimo tempo, endosulfan, carbammati e il potentissimo fosfuro di zinco, riscontrati ad altissima concentrazione.
La concentrazione di queste micidiali armi è alla portata di tutti e purtroppo si possono reperire con facilità e in grossa quantità.
«Alla luce dei fatti, ritengo fondamentale ed improcrastinabile che anche l'Abruzzo approvi una Legge contro l'utilizzo delle esche avvelenate, come ha già fatto la Toscana e come si appresta a fare l'Emilia Romagna».
23/02/2007 14.59