Atessa: qui non conosciamo l'addizionale Irpef

Alessandro Biancardi

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ATESSA.Anche quest’anno Atessa si conferma uno dei pochi centri abruzzesi in cui non è stata istituita l’addizionale Irpef. Non solo. La giunta comunale ha infatti deliberato un ulteriore aumento della detrazione dell’Ici per la prima casa, che passa da 129 a 200 euro, restando ferma l’aliquota al 4 per mille.
Non è stata poi ritoccata nessuna tariffa per i servizi a domanda individuale, bloccata ai livelli degli anni precedenti.
«Ma Atessa è sicuramente uno dei Comuni italiani in cui la pressione fiscale è la più bassa», sostengono da Palazzo di città.
Gli uffici tributari municipali hanno infatti redatto una sorta di classifica, prendendo come modello di riferimento una famiglia composta dai coniugi e da un figlio, con un reddito annuo lordo di 50mila euro e con un'abitazione principale di proprietà di 100 mq, con un valore ai fini Ici di 50mila euro.
«Ebbene», ha spiegato il sindaco Giuseppe Cellucci, «questa famiglia residente ad Atessa spende ogni anno tra Ici, tassa per i rifiuti solidi urbani e addizionale Irpef (che in città non è applicata) appena 57 euro. Se la stessa famiglia vivesse ad esempio a Lanciano spenderebbe 487 euro, se abitasse ad Ortona ne sborserebbe 521, a Vasto 545 e se si trasferisse a Guardiagrele ben 628. Non va meglio altrove: se la nostra famiglia decidesse di stabilirsi a Casalbordino dovrebbe pagare 533 euro, a Casoli 494 euro e a San Salvo 399 euro».
«In un momento in cui tutti parlano dell'aumento della pressione fiscale – ha concluso il sindaco – noi andiamo esattamente in controtendenza, riducendo addirittura i tributi a carico delle famiglie che vivono nella nostra città. E questo continuando comunque ad offrire un ampio ventaglio di servizi di qualità e una serie di possibilità e occasioni per vivere meglio, come corsi gratuiti e occasioni di svago».

17/02/2007 10.07


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