Ad un anno dalla frana nella discarica La Torre le soluzioni sono ancora lontane

Alessandro Biancardi

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Ad un anno dalla frana nella discarica La Torre le soluzioni sono ancora lontane
TERAMO. Discarica comunale La Torre (Corsu) a un anno esatto dall’evento franoso della massa putrida. Per superare l’emergenza, tra spese e impegni, l’Amministrazione ha già anticipato somme pari a circa 2,1 milioni di euro. Ma l’amministrazione comunale di centrodestra critica l’inerzia della Regione. RIFIUTI E DISCARICA "LA TORRE"
Se i grandi numeri della messa in sicurezza della discarica comunale La Torre, premiano l'impegno dell'Amministrazione comunale aprutina per far fronte all'emergenza, va anche detto che in questi 365 giorni in molti hanno sbagliato: molte responsabilità, in sede regionale, non sono venute affatto alla luce come dovuto, determinando un deficit ingiustificabile di democrazia e di rispetto dei diritti di tutti i cittadini teramani, non solo quindi dei cosidetti “discaricati” che abitano presso la discarica comunale Corsu.
Se decine di persone ieri mattina, a un anno esatto dall'evento franoso che ha interessato la massa putrida de La Torre, hanno deciso di trascorrere una mattinata di protesta, un motivo ci sarà.
La Regione non ha agito tempestivamente, anzi tutt'altro, creando non pochi problemi all'Amministrazione comunale di Teramo.
«Come si evince dai dati forniti – ha dichiarato l'assessore Berardo Rabbuffo - l'amministrazione comunale ha fatto tutto il possibile dopo il crollo dei rifiuti nella discarica La Torre. Con gli interventi tempestivi, il territorio non è stato inquinato e si sono ottenuti anche i contributi del Governo. Sono inoltre state realizzate opere per più di un milione e mezzo di euro. Per quanto riguarda la centralina per il monitoraggio dell'aria, dati scientifici evidenziano come non ci sia inquinamento e di conseguenza come non vi siano meno pericoli per la salute dei cittadini residenti in zone limitrofe alla discarica».
Nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 febbraio 2006, verosimilmente nelle prime ore della giornata, l'impianto di discarica denominato La Torre in Poggio Cono-Poggio S. Vittorino, è stato interessato da un complessivo movimento franoso della massa di rifiuti abbancata con il conseguente loro scivolamento verso il basso.
L'area è stata sottoposta a sequestro giudiziale e la Magistratura sta ancora indagando sui fatti con tecnici di fiducia.



Allo stato attuale non sono emerse indicazioni particolari sulle cause dell'evento ed il Governo nel 2006 ha decretato lo stato di emergenza per l'evento franoso, prorogato sino al 30 giugno 2007.
A seguito di sopralluogo per accertamento tecnico del 17 febbraio 2006 alla presenza dei tecnici dell'Arta e comunali venivano individuati, ed autorizzati dal magistrato, i primi interventi per la messa in sicurezza e bonifica, consistenti, in sintesi, nella sistemazione morfologica della massa dei rifiuti franata e smottata, nell'isolamento idraulico del laghetto interessato dallo sversamento degli stessi e dall'alleggerimento del carico idraulico mediante aspirazione e smaltimento delle acque del laghetto stesso.
Con verbale dello stesso giorno, dette attività venivano dichiarate di somma urgenza ed immediatamente avviate con affidamento a ditte già operanti presso la discarica per le attività correnti ordinarie o presenti e disponibili in luogo.
Senza soluzione di continuità, alla chiusura della somma urgenza in data 30 aprile 2006, con verbale del 2 maggio seguente, si disponeva il prosieguo di talune lavorazioni ritenute urgenti ed indifferibili, riguardanti interventi igienico sanitari, di rimozione.
Alla fine dell'agosto 2006 le attività svolte avevano riguardato nell'ordine: realizzazione di piste di servizio per l'accessibilità ai luoghi; realizzazione della tubazione di bypass delle acque di monte del laghetto; realizzazione di nuovi argini e rinforzo degli esistenti per l'isolamento idraulico del laghetto; realizzazione di canale di sfioro monte-valle provvisorio; sistemazione dei canali di sgrondo perimetrale e disciplina delle acque meteoriche di monte esterne l'invaso dei rifiuti; completo espurgo delle acque inquinate (circa 18.000 mc) e prosciugamento dell'ex laghetto con essiccamento dei rifiuti sversati; parziale regolarizzazione della superficie dell'invaso e rimozione di masse franate incombenti; rimozione e riabbancamento dei rifiuti franati oltre la diga dell'invaso esistente con regolarizzazione del piano di posa per il previsto nuovo paramento di valle; realizzazione della nuova recinzione che include le aree interessate dai lavori; sistematiche attività sanitarie di disinfestazione e deodorazione; installazione centralina meteorologica; avvio delle attività di monitoraggio e controllo della qualità dell'aria.




 I COSTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLA DISCARICA “LA TORRE”. UN ANNO DOPO.

L'amministrazione comunale di Teramo ha fornito i costi sostenuti in un anno per la messa in sicurezza della Discarica La Torre. Ammontano a complessivi € 1.618.029,78. Di tale somma € 677.468,58 sono stati spesi per lo smaltimento di acque e percolato, ed € 940.561,20 per noli attrezzature e varie.
A seguito di tali attività, svolte sino a tutto l'agosto 2006 venivano raggiunte, perlomeno in normali situazioni di tempo avverso, condizioni di sufficiente equilibrio stabile riguardo il pericolo di ulteriore inquinamento.
Nel frattempo con Conferenze di Servizi del 16 marzo e 20 aprile 2006, l'Amministrazione presentava, senza obiezione da parte dei soggetti convenuti, il programma di Messa in Sicurezza, contenente le azione effettuate, in corso e da attivare per il rientro dell'emergenza e ripristino ambientale, dell'importo di oltre 6 milioni di Euro, ed il Piano di Caratterizzazione per il controllo e monitoraggio dell'inquinamento.
Successivamente, viste le somme spese ed i risultati, la Giunta comunale, con propria Delibera nr.436 del 28.08.06, la Giunta disponeva il prosieguo delle sole attività di mantenimento delle minimali condizione di sicurezza ed igiene ambientali in attesa degli sviluppi che si avevano, a distanza di oltre sei mesi dalla dichiarazione di stato di emergenza, con la Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri nr.3542 del 1° settembre 2006, con la quale venivano emanate disposizioni urgenti per la nomina del Commissario Delegato per la gestione dell'emergenza in relazione al movimento franoso in discarica, individuato nella persona del Prefetto di Teramo, assegnandogli da subito fondi per 2 milioni di Euro.
Ordinanza poi modificata dalla successiva nr.3552 del 17 novembre 2006 con la quale si sono meglio specificati i compiti assegnati al Commissario, prima descritti in generale ed in maniera onnicomprensiva.
Pertanto dalla fine di agosto 2006, stante la situazione e le competenze, gli interventi svolti si sono limitati ad: attività di pompaggio e smaltimento del percolato, manutenzione delle strutture dell'impianto, delle strade e piste di accesso, pulizia dei canali di scolo delle acque meteoriche, attività di disinfestazione e derattizzazione, aspersione e nebulizzazione di prodotti enzimatici per l'abbattimento dei processi di degradazione e delle emissioni odorose.
Per tali attività sono state stanziate somme dell'ordine di € 360.000,00 che si spera sufficienti sino all'attuazione delle azioni previste dal progetto di competenza del Commissario delegato. Tra gli ulteriori interventi posti in essere dall'Amministrazione si segnalano le analisi per la qualità dell'aria, svolte di recente ed ancora in corso, al fine di monitorare la situazione in ordine all'igiene e salute pubblica in ottemperanza al Piano di Caratterizzazione per le quali si sono impegnati € 50.000,00 per l'installazione della centralina meteorologica ed il monitoraggio, ed ulteriori € 50.000,00 per sondaggi sul terreno e prove in sito.
A tal proposito si segnala come dai i primi risultati acquisiti non si evincono nell'aria inquinanti e/o concentrazioni di sostanze pericolose per la salute ed incolumità pubbliche.
In complessivo tra spese o impegnate, l'Amministrazione ha già anticipato, per le attività in discarica a seguito dell'emergenza, somme pari a circa 2,1 milioni di Euro, delle quali ha già chiesto il ristoro per quanto ad oggi contabilizzata in oltre 1,6 milioni di Euro.

Nicola Facciolini 17/02/2007 9.25