Comune di Chieti, «imbattibile nel reciclaggio….dei politici»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un reciclaggio «stupefacente» tanto da raggiungere «il 35% prescritto dal decreto Ronchi per l'abolizione dell'Ecotassa». Peccato però che non si tratti di rifiuti ma di quei politici che, secondo il coordinamento teatino della "Base del centrosinistra", «affollavano le file del centrodestra fino a due anni fa, sparando a zero sul centrosinistra e sulla sinistra in particolare», e che oggi «trovano ospitalità, nomine, incarichi e quant'altro nell'Amministrazione di centrosinistra arrivando a superare la famosa soglia del 35%».
«Il reciclaggio tira», continua la Base, «ed è un piacere (mortificante per i più) udire gli squittii di gioia che si levano da "autorevoli" esponenti del centrosinistra ad ogni "salto di quaglia" che si realizza; ed i nuovi adepti vengono salutati ed acclamati come persone di "alta autorità morale e che hanno a cuore le sorti della città».
Ai margini di questi frenetici giri di valzer c'è «l'incredulità di quei tanti che avevano creduto, sperato che Chieti potesse finalmente girare pagina, ripartire come recitava un dimenticato slogan di due anni fa invece di ritrovarsi ancora più impantanata, spopolata, impoverita, triste e presa per i fondelli».
E la domanda è una: «a chi serva questa opera di riciclaggio continuo? Serva ai partiti o a qualche personaggio di spicco, o a entrambi, tesi come sono ad allargare a più non posso alleanze e bacini elettorali al solo scopo di accrescere sempre più potere e clientele».
15/02/2007 15.49