Ticket, la battaglia è tutt’altro che chiusa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1080

AGGIORNAMENTO (16.47) ABRUZZO. La politica a volte è contorta e complicata. Se ieri il Consiglio regionale aveva votato compatto la sospensione dei ticket, oggi a freddo le cose sembrano meno semplici. Ieri il documento votato dal centrosinistra implicava quanto meno un ragionamento su come reperire le risorse che non arriveranno dalla nuova imposizione.


AGGIORNAMENTO (16.47)



ABRUZZO. La politica a volte è contorta e complicata. Se ieri il Consiglio regionale aveva votato compatto la sospensione dei ticket, oggi a freddo le cose sembrano meno semplici.
Ieri il documento votato dal centrosinistra implicava quanto meno un ragionamento su come reperire le risorse che non arriveranno dalla nuova imposizione.


Ma se da una parte lo stesso assessore Mazzocca aveva posto la sua firma in calce al documento subito dopo aveva precisato gelando gli animi: «io non sospendo niente, «se non mi dicono dove andare a reperire 4 milioni e 600 mila euro che è la quota a carico della Regione per il disavanzo del 2005, io non mi impegno a fare niente».
Anche l'Ugl oggi si è affrettata a tirare un sospiro di sollievo anche se si sono utilizzati tutti i condizionali del caso.
Insomma se si fa in fretta a fare un bel titolo che sancisce una bella vittoria poi però la realtà resta indietro e pare essere un'altra cosa…
Così oggi approfittando della confusione, delle molte dichiarazioni, molte discordanti, la minoranza si insinua e attacca.
«Ticket sì o ticket no? Per adesso possiamo solo dire “ticket forse”, come se ci si trovasse alle prese con il gioco delle tre carte», contesta il consigliere Dc Bruno Di Paolo, «non è possibile trovare una sintesi diversa che possa meglio rappresentare questa ennesima dimostrazione dell'incapacità politica dei partiti di maggioranza, capaci di perdere compattezza anche quando sono impegnati in una riunione a porte chiuse. Ha chiaramente tutti i connotati di una farsa quella messa in scena dai Segretari Regionali dell'Unione che, prima esultano per un documento unitario sulla “soppressione dei ticket”, poi fanno marcia indietro parlando solo di “sospensione dei ticket”».
Infatti, pare addirittura che siano in realtà due i documenti prodotti in breve tempo, con il secondo edito a rettifica del primo.
Con la nuova versione arrivano le dichiarazioni dell'Assessore Mazzocca, anche lui presente alla riunione, il quale dichiara la propria disponibilità all'annullamento dei ticket solo se gli verranno indicate strade alternative che gli permettano di recuperare i 4 milioni e 600 mila euro a carico della Regione come disavanzo 2005.
«Come si può pensare», aggiunge Di Paolo, «di prendere in giro in tal modo i cittadini, cercando di far passare per accordi già raggiunti delle soluzioni prontamente criticate dal più insigne esponente della Giunta Regionale in materia di sanità? E, soprattutto, quali manovre politiche ci sono in atto se i Segretari Regionali proclamano l'accordo su tale soppressione nonostante il parere negativo dell'Assessore Mazzocca ? Appare evidente che allo stato attuale, più che pensare a strade alternative per rientrare dal disavanzo del 2005, all'Unione serva una strada programmatica ben delineata da seguire con compattezza».
Secondo il gruppo della Dc lascerebbe perplessi la decisione stessa di ridiscutere la delicata questione dei ticket a seguito delle pressanti proteste giunte negli ultimi tempi sia da molte categorie sociali, sia da alcune frange interne alla stessa maggioranza, in particolare DS e Rifondazione.

Non è meno duro Bruno Evangelista (Idv), questa volta una voce della maggioranza.
«Sulla vicenda ticket sui farmaci tutto si può fare meno che prenderci in giro. A nulla servono le dichiarazioni provenienti da tutti i settori politici, in linea di principio - ha aggiunto - se non si entra in maniera seria nel merito del problema. Non basta infatti la volontà di volerli abolire senza che si dica in modo chiaro dove è possibile reperire i quattro milioni e mezzo di euro necessari per il rientro nei parametri fisiologici della spesa farmaceutica. Con questo convincimento Giunta e Consiglio regionale devono intervenire anche per non perdere gli oltre 21 milioni di euro subordinati anche al conseguimento di questo risultato».
«In questa circostanza - ha sottolineato - la posizione dell'assessore alla sanità, Bernardo Mazzocca, trova piena ragionevolezza nel momento in cui l'assessore dichiara la propria disponibilità all'annullamento di questa vera e propria tassa che ha il suo percorso obbligato nel reperimento di risorse sostitutive. Personalmente - ha concluso - non sono più disponibile per chiacchiere inutili, ma solamente per mettere in cantiere risoluzioni rapide e concrete».

Insomma un bel problema politico di coesione che si aggiunge a quello già sul tavolo: l'imposizione dei ticket.

Oggi peraltro sono giunte due voci allarmanti dal capoluogo di regione che gettano pesanti ombre sulla gestione proprio della sanità (di quella vissuta sulla pelle dei pazienti).
Il difensore civico regionale ha infatti bacchettato pesantemente la direzione della Asl aquilana per i ritardi su alcune cure mediche importanti ed i tempi di attesa enormi.
Poi, se possibile, una voce più dura è arrivata dalla assemblea dei sindaci riunitasi oggi.
«Le linee guida del piano di riordino della sanità abruzzese penalizzano fortemente il
territorio aquilano. I sindaci saranno compatti nel chiedere cambiamenti. In caso contrario, sarà mobilitazione».
E' la linea dei rappresentanti del Comitato ristretto dei sindaci dell'Aquilano in una conferenza stampa.
Il presidente del Comitato, Luigi Di Luzio, consigliere comunale dell'Aquila delegato dal sindaco Tempesta, il sindaco di Montereale, Lucia Pandolfi e il sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, non hanno solo espresso contrarietà e preoccupazione, ma hanno indicato quali sono i punti fondamentali sui quali intervenire.
«Non vogliamo che ci siano drastici tagli ai distretti sanitari, che nel piano a livello regionali passano da 73 a 24, dissentiamo con la mancata previsione del dipartimento di oncologia e del declassamento del reparto di ematologia in servizio - hanno detto -; inoltre, la sede della Asl deve rimanere all'Aquila e non, come ipotizzato, spostata ad Avezzano con la sede dell'azienda mista ospedaliero-universitaria che rimane all'Aquila».
La proposta viene indirizzata alla Regione e al direttore generale, Roberto Marzetti, «che deve fare di più per questa città e per questa Asl - hanno sottolineato i sindaci - visto che non dimostra una presenza forte su questo territorio».
I sindaci hanno annunciato che la prossima settimana convocheranno una riunione dell'assemblea dei 36 sindaci dell'Aquilano «ai quali spiegheremo la situazione e sicuramente saranno compatti con la nostre richieste».

14/02/2007 18.07

FEDERFARMA: «AVEVAMO SUGGERITO DA MESI L'ALTERNATIVA AL TICKET»

«Si parla ancora di misure alternative per abolire il ticket? Sono mesi che abbiamo detto in tutte le salse – e non solo a Mazzocca – quali sono i metodi per risparmiare sulla spesa farmaceutica, senza vessare i cittadini più deboli, cioè i malati. Mi sembra che si stia perdendo tempo ed intanto il ticket sui farmaci si continua a pagare».
A parlare è il vicepresidente di Federfarma Chieti, Enrico Bruno.
«La politica abruzzese è in drammatico ritardo rispetto alle esigenze reali dei cittadini».
Non sono bastate le polemiche e i cortei contro la decisione dell'assessore Mazzocca per la sua scelta di far pagare il ticket e di distribuire negli ospedali farmaci importanti.
E nemmeno i sindaci sono riusciti a farsi ascoltare, dopo i disagi segnalati soprattutto nei Comuni dell'interno per raggiungere le farmacie ospedaliere.
«E' così difficile risolvere questo problema? Mazzocca ha deciso senza ascoltare le proposte alternative che ora si cercano – continua Enrico Bruno – è stata una decisione autoreferenziale che ha provocato la solitudine politica dell'assessore ed i dubbi degli alleati. Noi gli avevamo proposto ricette più semplici e di sicuro più vantaggiose per le casse regionali, senza tartassare i cittadini. La prima era il controllo delle prescrizioni mediche attraverso i dati forniti dalla Sogei (quella del tesserino sanitario) e l'incrocio dei dati di consumo dei farmaci che Promofarma (cioè Federfarma) potrebbe fornire gratuitamente. Non è stato fatto, anche se adesso ci dicono che le prescrizioni mediche sono aumentate. La seconda proposta era il monitoraggio in tempo reale delle prescrizioni anomale. Poi veniva l'incentivo “reale” a favore di quei medici che utilizzano farmaci generici o comunque a più basso costo. Accanto a queste misure “dirette” avevamo proposto la distribuzione, nelle farmacie e non in ospedale, dei farmaci ad alto costo in nome e per conto con condizioni economiche vantaggiose per la Regione. Infine il controllo di farmaci molto costosi nell'utilizzo non specifico. Non ci hanno voluto ascoltare? Le conseguenze sociali e politiche sono sotto gli occhi di tutti. E' stata un'occasione persa dalla politica regionale per essere credibile ed attenta ai bisogni reali. Mi sembra quasi inutile piangere sul latte versato».
s.c. 15/02/2007 16.03

AMICONE:«AMMESSO L'ERRORE BISOGNA EVITARE DI PERSEVERARE»

«La proposta di attingere dai fondi globali del bilancio regionale per eliminare i ticket sanitari se da una parte dimostra il riconoscimento di un errore tattico politico per un'inutile ed ulteriore vessazione dei cittadini ( tanto prima o poi la spesa si riassesterà ai livelli iniziali ) dall'altra è una proposta suicida perché sottrae risorse allo sviluppo», lo dichiara il Capogruppo UDC Mario Amicone.
«E' proprio il classico caso in cui quando si cerca di rimediare ad un errore la sommatoria non è uguale a zero ma in questo caso è uguale a meno 2, salvo gli ulteriori effetti negativi che si moltiplicano automaticamente. E la disponibilità dell'Assessore Mazzocca per questa soluzione che tra l'altro peggiorerebbe ancora il rapporto della spesa sanitaria sul totale delle risorse e del bilancio regionale», continua il capogruppo Udc, «sta a dimostrare oltre la cecità per la rinuncia allo sviluppo anche la sua incapacità a governare questa Sanità che continua a produrre debiti sempre crescenti. Sarebbe stato opportuno», aggiunge Amicone, «giudizioso e virtuoso cercare invece di rimuovere alcune cause che producono più debiti che servizi, intervenire sulle spese eliminando gli sprechi ( consulenze, convegni, e co.co.co. ) e non semplicemente coprire le maggiori spese – e quindi i debiti – aumentando le tasse ed istituendo i ticket.
Ho la sensazione» conclude Amicone«che purtroppo ancora una volta sarà questa, come si è già fatto, la soluzione vincente perché è sicuramente la più facile ma anche la più pericolosa perché si innesta la spirale infinita di consolidare le spese, di legittimare gli sprechi ed avere sempre il problema delle coperture finanziarie».

15/02/2007 16.46