Valorizzazione costa teatina, sviste ed incongruenze: protesta Fossacesia

Alessandro Biancardi

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Valorizzazione costa teatina, sviste ed incongruenze: protesta Fossacesia
FOSSACESIA. «La Legge licenziata ieri dal Consiglio regionale avente ad oggetto Disposizioni urgenti per la tutela e la valorizzazione della Costa Teatina è una grave offesa per l’abbazia di San Giovanni in Venere, monumento nazionale di grande pregio storico-artistico e ambientale: ad una superficie di 58 ettari che circonda l’abbazia viene applicato il regime di protezione proprio delle riserve naturali, ma senza i benefici di una riserva». Arrivano puntuali anche le polemiche del sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio che afferma: «San Giovanni in Venere non può essere considerato un sito di serie B».
«Inoltre si poteva estendere il perimetro dell'area protetta ben oltre quello indicato nella legge, fino a comprendere il parco naturale Fosso di San Giovanni, previsto dal nostro PRG», aggiunge il sindaco Di Giuseppantonio, «non si comprendono le ragioni di una tale esclusione e tanto meno non si capiscono le ragioni di una “operazione” di taglia e incolla dei disegni di legge, nel chiuso delle stanze regionali, senza interpellare l'istituzione più vicina alle esigenze del territorio, cioè il Comune E' stata sacrificata in questo modo una legge, ottima nei contenuti e condivisibile nei principi che l'hanno ispirata, sull'altare della spettacolarizzazione della politica. Del resto la legge originaria, firmata da Caramanico, La Morgia, Tagliente e Orlando, senza gli emendamenti presentati nell'ultima Commissione, era stata condivisa con i sindaci ed elaborata ascoltando le esigenze del territorio».
La norma che riguarda il territorio comunale di Fossacesia (l'art. 4 comma 3) è stata infatti elaborata senza concordare nulla con il Comune, violando le norme e le comuni regole di convivenza civile tra Istituzioni.
In risposta alle esigenze di tutela e valorizzazione della collina di San Giovanni, sull'area intorno all'abbazia, esistono già due sistemi di vincolo; uno chiesto dall'Amministrazione comunale e istituito ad ottobre 2004, dopo numerose riunioni e diversi solleciti, dalla Soprintendenza Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici nella zona più vicina al monumento.
Un secondo vincolo, istituito dal Consiglio comunale di Fossacesia nel 2006 con una variante specifica all'attuale strumento urbanistico, che congela l'attività edilizia in una zona più ampia.
All'interno di questo perimetro già vincolato, oggi la Regione disegna un anello più piccolo (58 ettari) e impone il regime di protezione proprio delle riserve naturali, ma non istituisce una riserva.
«Questa volta si potrebbero guastare i rapporti tra Regione e Comuni abruzzesi, enti ai quali tra l'altro la Costituzione assegna pari dignità. – ha aggiunto Enrico Di Giuseppantonio – Lunedì incontrerò gli altri sindaci e ho già interessato l'Associazione dei Comuni d'Abruzzo, perché non intendo in nessun caso restare a guardare».

14/02/2007 14.35


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=8385]L'APPROVAZIONE IERI IN CONSIGLIO REGIONALE[/url]