Tempesta: «la metro se va bene a Firenze va benissimo all’Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il Comitato di settore del Ministero dei Beni culturali oggi ha detto sì alla tramvia in piazza Duomo a Firenze.
Un'opera importante per il capoluogo toscano che però non ha mancato di far scoppiare dure lotte interne alla classe politica locale sulla opportunità di un'opera tanto invasiva a due passi dai monumenti.
La notizia però fornisce il destro al primo cittadino dell'Aquila per riparlare della piaga della città: la metropolitana di superficie.
«E' questa l'ennesima dimostrazione che l'opposizione che si sta portando avanti all'Aquila sul passaggio della metropolitana di superficie a via Roma è soltanto strumentale e puramente politica», ha detto Biagio tempesta, «non è un caso, infatti, che il centrosinistra al Comune di Firenze abbia ottenuto il via libera ad una linea del tram accanto al Battistero. Quindi le preoccupazioni del Ministero su eventuali danni che il passaggio di un tram provocherebbe ai monumenti riguarda solo la città dell'Aquila, mentre in altre parti d'Italia e d'Europa i problemi in tal senso sembrano scomparire. Che fine hanno fatto le preoccupazioni di esperti e non sulla vicinanza del tram ad esempi di rara bellezza architettonica come sono quelli presenti nel capoluogo toscano?»
Così l'intenzione dell'Amministrazione fiorentina, di centrosinistra, di liberare il centro dalle auto e dal traffico quotidiano contribuirebbe a far ottenere al progetto un sì che permetterebbe di portare avanti un'idea di miglioramento che assomiglia in parte a quella aquilana.
«Una somiglianza che, però, sembra sfuggire ai più», ha spiegato ancora Tempesta, «e soprattutto a coloro che dicono no all'Aquila che avrebbe bisogno, allo stesso modo, di avere un centro storico pedonalizzato ma comunque collegato con tutte le zone della città grazie alla metropolitana. Bisogna rendersi conto che i tempi cambiano e le esigenze pure. Ottimizzare il traffico con mezzi veloci e non inquinanti significa migliorare la vivibilità di una città e se può farlo Firenze perché non può farlo anche L'Aquila? E qui si chiude il cerchio: come al solito è soltanto una questione di schieramenti politici dove il centrosinistra dice sì al centrosinistra e, sulla stessa questione, dice no al centrodestra.
Non è così che l'Italia può andare avanti senza che il rispetto della libertà ci sia sempre e comunque».

13/02/2007 14.45