Maxiliquidazione Cimoli, Melilla (Ds):«la Regione dica subito no»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Regione Abruzzo si esprima contro l'erogazione della maxi-liquidazione da 5 milioni di euro a Giancarlo Cimoli, presidente uscente del consiglio d'amministrazione di Alitalia. È la richiesta contenuta in una risoluzione urgente presentata stamani all'Emiciclo dal consigliere regionale dei Democratici di sinistra Gianni Melilla.
«Dalla stampa» si legge nel testo «si apprende che il Tesoro avrebbe concesso una liquidazione di cinque milioni di euro al Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia. Si tratta di una cifra rilevantissima, sproporzionata rispetto alle normali indennità previste per le società per azioni pubbliche e, soprattutto, incongrua rispetto ai risultati fallimentari collezionati dalla Società negli ultimi tempi (l'Aliltalia potrebbe addirittura essere costretta a portare i libri contabili in tribunale). Ebbene, rispetto a questo disastro economico e finanziario che investe la nostra compagnia di bandiera, pare cha al manager sia stata anche accordata la garanzia di essere sollevato da qualsiasi azione di responsabilità nei suoi confronti. Diversi Senatori hanno chiesto al Governo la massima trasparenza sulle clausole contrattuali dei manager pubblici, affinché il Parlamento e l'opinione pubblica sappiano come viene speso (dilapidato in questo caso) il denaro della collettività. E ciò» aggiunge il testo della risoluzione «deve avvenire soprattutto in tempi nei quali ai cittadini si richiedono sacrifici in termini di basse retribuzioni, basse pensioni, aumenti del costo dei servizi essenziali».
Per questo il consigliere Melilla chiede all'assemblea di impegnare la Giunta regionale «a far sentire al Governo la contrarietà della Regione Abruzzo su questa liquidazione che viene erogata in un periodo di tempi difficili per i bilanci regionali e degli Enti locali».


LA VICENDA

L'ex numero uno di Alitalia Giancarlo Cimoli silurato dal Tesoro (principale azionista della compagnia) potrebbe ricevere una indennità di buona uscita di 5 milioni di euro.
Così dopo essere passato per le Ferrovie ed essere approdato nella prima compagnia aerea italiana i risultati della sua gestione sono in entrambi i casi visibili e tangibili. Oltre dunque gli stipendi d'oro ora potrebbe arrivare anche il premio finale…
«Cinque milioni di euro di liquidazione per due anni e mezzo alla guida dell'Alitalia, se rispondesse alla verità, sono una cifra scandalosa e inconcepibile per una compagnia aerea che perde un milione di euro al giorno». È quanto sottolinea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, riguardo le indiscrezioni sulla liquidazione che sarebbe stata concessa all'ex amministratore delegato dell'Alitalia, Giancarlo Cimoli. «Nessuno vuole aprire processi o fare della inutile demagogia sulla discutibile gestione manageriale di Cimoli ma il Tesoro, in quanto azionista pubblico, ha il dovere di fare chiarezza su questa incredibile vicenda», sottolinea il leader della Cisl. «Non possono essere i contribuenti italiani né tantomeno i dipendenti dell'Alitalia a pagare il conto salato di una gestione fallimentare della nostra compagnia di bandiera in questi anni. Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori», ha detto Bonanni, «e poi dare questi segnali in controtendenza. Occorre legare gli stipendi e le liquidazioni dei manager ai risultati effettivamente raggiunti, come il sindacato propone che si faccia anche per i lavoratori».
Intanto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa- Schioppa, non ha voluto commentare la notizia.
Mentre secondo le agenzie delle 12.30 Cimoli non dovrebbe ricevere alcun indennizzo.
«Il presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, non ricevera' alcuna indennita' di buonuscita lasciando l'Alitalia». Lo afferma uno dei suoi legali, Salvatore Trifiro', «con riferimento alle notizie di recente riportate dai media circa il contratto tra Alitalia e Cimoli». Trifiro', «nell'interesse di Alitalia Spa e del suo amministratore Cimoli», precisa che tra Alitalia e Cimoli «non vi e' alcun contratto che garantisca allo stesso 8 milioni di euro in caso di recesso anticipato» e che, inoltre, «non vi e' alcuna trattativa fra Cimoli e il ministero dell'Economia e delle Finanze in relazione a una qualsiasi 'buonuscita'».

12/02/2007 12.48