Corte dei Conti: «clientelismo il vero danno per i contribuenti»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Il livello professionale in molte istituzioni locali è spesso modesto» e soprattutto nei casi in cui «la gestione della cosa pubblica è stata condizionata da interessi di parte, dove la politica del personale ha seguito la logica del clientelismo, con conseguenze deleterie sui ruoli, talvolta sconvolti da scelte premiali prive di riscontro in ordine alle mansioni svolte e perfino ai titoli di studio posseduti».
No, non è la solita polemica politica, ma uno stralcio del discorso dell procuratore regionale presso la Corte dei Conti dell'Abruzzo, Bruno Di Fortunato, tenuto questa mattina nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
Quello che ne è uscito fuori non è proprio un ritratto edificante di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica a nome dei cittadini. E non c'è neppure da stare troppo tranquilli, sentendo la reazione del presidente Del Turco che non si è indignato più di tanto, ma che ha ringraziato Di Fortunato per l' intervento di oggi e, «soprattutto, per il tono civile adottato nell'esporre giuste riflessioni e argomentazioni».
Di Fortunato è stato chiaro: «certi comportamenti si risolvono in un danno per tutti i contribuenti» e ha assicurato, « non possono e non debbono essere lasciati senza sanzione».
Il procuratore, nella sua relazione, ha inoltre spiegato come gli illeciti vengano segnalati, sempre più numerosi, alla Procura regionale della Corte dei Conti dell'Abruzzo da cittadini, associazioni e soggetti «non tenuti alla denuncia in adempimento di specifici obblighi di legge».
«Appare chiaramente», ha insistito il procuratore, «quanto sia diffusa l'omissione di segnalazione alla quale, invece, sono tenuti i soggetti in relazione alla funzione che rivestono nell'ambito delle strutture amministrative».

I DATI DEL 2006

«L'importo complessivo delle condanne», si legge invece nella relazione del presidente della sezione giurisdizionale per l'Abruzzo Gian Giorgio Paleologo, « è stato di 24 milioni 440.097 euro, nonostante la frequenza delle sentenze di assoluzione (quasi il 29%) e il prudente uso del potere riduttivo da parte del collegio». Le sentenze pubblicate in totale sono state 42, le condanne sono state 30, dodici le assoluzioni e sei le ordinanze istruttorie.
Sempre nello stesso anno sono stati 71 i ricorsi proposti da concessionari di servizi e di riscossione di tributi. Di questi, 18 sono stati decisi nel mese di dicembre. In totale le controversie in corso di definizione sono 53, 18 le udienze di responsabilità. E anche qui c'è una “lieta” sorpresa perché le controversie più frequentemente all'esame della sezione hanno riguardato, secondo quanto riferito questa mattina da Paleologo «amministratori e dipendenti di enti locali per responsabilità inerenti progettazione, esecuzione e collaudo di opere pubbliche»

LA TENGENTOPOLI TEATINA
Il 2006 è stato un anno importante anche per la controversia della famosa Tangentopoli dell'amministrazione del Comune di Chieti. «La controversia», ha ricordato Paleologo, «è stata definita nel corso dell'anno passato dopo che nel 2001 c'era stata una sentenza parziale».
La vicenda riguardava «una serie di azioni commesse in danno del Comune da amministratori, funzionari ed altri soggetti, riguardanti la realizzazione di opere pubbliche o di pubblico interesse. Il procuratore regionale della Corte dei Conti aveva chiamato a rispondere dei danni 21 persone, sostenendo che le azioni poste in essere avevano determinato una lievitazione dei costi fino a determinare il dissesto finanziario del Comune».
Con la sentenza del 2006 la Corte dei Conti ha condannato dieci dei 21 convenuti al pagamento di 450 mila euro per danni all'immagine del Comune e 250 mila euro per danni da disservizio.

LA CORTE DEI CONTI PROMUOVE PESCARA

Proprio ieri, invece una importante vittoria per m'amministrazione di Pescara.che ha certificato la «sana gestione finanziaria» del Comune.
La Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti, infatti, nel corso della seduta dello scorso 18 gennaio 2007 presieduta da Mario Giaquinto ha certificato e verificato la «sana gestione finanziaria» del Comune di Pescara. In particolare, l'organo preposto al controllo dei documenti contabili ha constatato l'esito positivo delle valutazioni sui bilanci consuntivi relativi agli esercizi 2004 e 2005 relativamente a diversi aspetti fra cui: il valore positivo del risultato di gestione e valore positivo del risultato di amministrazione, la completezza della documentazione che compone il rendiconto della gestione, il corretto svolgimento delle operazioni di riaccertamento dei residui attivi e/o passivi e il rispetto dei limiti d'indebitamento e rispetto del vincolo costituzionale di attivazione dell'indebitamento per il finanziamento. Poi ancora il rispetto del Patto di Stabilità negli anni 2004 e 2005 e la corrispondenza del conto economico e del conto del patrimonio con gli esiti della gestione.

D.D.C

09/02/2007 15.20