«Collaborazione tra ospedale di Pescara e Šabac»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

891

PESCARA. Nella mattinata di ieri la delegazione pescarese è stata ricevuta dall'Arcivescovo Cattolico di Belgrado, Mons. Stanislaw Hocevar, che incoraggia Don Iacobucci nella sua opera.
La missione è nata proprio dall'opera di un sacerdote pescarese, Don Girolamo Iacobucci che è parroco a Šabac, dove sta animando un piccolo ma vivace centro di dialogo interreligioso con gli ortodossi, gli ebrei e i musulmani e che offre sostegno e aiuto alle persone con grave disagio sociale. Don Iacobucci ha stabilito rapporti con il Ceis per attuare anche nella città serba il "Progetto Uomo" messo a punto dal Centro di Solidarietà di Pescara.
L'Arcivescovo ha annunciato che è intenzione della Santa Sede realizzare a Šabac, crocevia geografico e culturale tre gli stati e le fedi della zona balcanica, un centro internazionale per il dialogo interreligioso, per la cui realizzazione ha istituito una commissione di cui fanno parte anche Mons. Hocevar e Mons. Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto.
Nel pomeriggio la delegazione ha raggiunto Šabac, dove ha incontrato il Presidente del Comune di Šabac, Miloš Miloševic e gli altri amministratori della città. Nel corso dell'incontro è stata condivisa un'intesa di amicizia e di cooperazione tra le due città. Gli amministratori serbi hanno illustrato anche le opportunità economiche e territoriali dell'area, anche attraverso l'ausilio di una pubblicazione realizzata ad hoc in lingua italiana.
Quindi il sindaco e gli altri componenti della missione hanno visitato l'Ospedale della città, diretto dal dottor Slobodan Mirkovic, con il quale hanno approfondito il progetto di attivare una collaborazione tra il locale presidio sanitario e l'Ospedale di Pescara, per la formazione specialistica di medici e infermieri.
Nella serata la delegazione pescarese è stata ricevuta dal Vescovo Ortodosso di Šabac, Sua Grazia Lavrentije, il quale ha elogiato l'opera di dialogo interreligioso svolta dal centro di Don Iacobucci.
«Sono convinto», ha detto D'Alfonso, «che l'Europa non la fanno solo gli stati. Una quota rilevante della costruzione comunitaria deve partire dalle città, che sono l'espressione più vera dei valori e delle tradizioni dei popoli. Anche noi vogliamo e dobbiamo fare la nostra parte, valorizzando gli sforzi compiuti da coloro che già da tempo sono impegnati in questo difficile ma fondamentale lavoro».

03/02/2007 10.32