Indennità consiglieri: piovono proteste anche dai pensionati Uil

Alessandro Biancardi

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Indennità consiglieri: piovono proteste anche dai pensionati Uil
ABRUZZO. La Uil Pensionati contesta le scelte del Consiglio regionale abruzzese in merito all’indennità dei consiglieri. Nei giorni scorsi l'assise ha "girato la palla" ai parlamentari eletti in regione, chiedendo loro di intervenire alla Camera e al Senato per ridurre "i costi della politica". La Uil Pensionati ritiene che, essendo in un momento particolarmente delicato, per l’Abruzzo, dal punto di vista dei conti, i consiglieri regionali avrebbero potuto decidere in prima persona e rinunciare all'aumento dell'indennità fino alla fine del mandato.
A sostenerlo è Giovanni Orsini, segretario regionale della Uil Pensionati, impegnato in prima persona, da qualche giorno, nell'azione di protesta contro la Regione per l'imposizione dei ticket sui medicinali.
«Non accettiamo assolutamente - dice Orsini - che i consiglieri facciano tutti la parte del pesce in barile, sulla questione lle indennità, mentre la Regione continua a tartassare i cittadini, e i pensionati in particolare, con nuove tasse e con i ticket».
La vicenda delle indennità è emblematica, per Orsini, dei privilegi di cui beneficiano i politici, e fa notare che ai gettoni e alle pensioni d'oro degli amministratori si contrappone la situazione tutt'altro che facile di molte persone "normali".
«Ci sono personaggi politici - fa notare il segretario della Uilp - che beneficiano di più pensioni, avendo ricoperto vari incarichi nel corso della propria carriera. Noi siamo contrari a tali privilegi, ed è arrivato il momento di farli scomparire, perchè non è ammissibile che a pagare siano sempre le fasce più deboli, come sta avvenendo per coprire il buco della sanità».
Dopo alcuni giorni di picchettaggio davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità, in via Conte di Ruvo, i pensionati delle tre sigle sindacali sono sempre più decisi a scendere in piazza il 10 febbraio, a Pescara, contro i ticket, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil.
«Siamo in attesa - conclude Orsini - che la Regione decida il ritiro del provvedimento dei ticket e continuiamo a chiedere che vengano decise misure alternative, e far sì che a pagare sia chi di dovere e non solo i cittadini abruzzesi, sui quali fino ad ora sono state scaricate le colpe di altri».

03/02/2007 9.57