L'Abruzzo tenta di convincere i Parlamentari a diminuirsi gli stipendi

Alessandro Biancardi

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L'Abruzzo tenta di convincere i Parlamentari a diminuirsi gli stipendi
ABRUZZO. Centrosinistra in disaccordo anche sulla riduzione degli stipendi. E’ stata approvata ieri dal Consiglio regionale, riunitosi a Pescara, la risoluzione annunciata «che impegna i parlamentari eletti in Abruzzo ad intraprendere o sostenere iniziative per ridurre il costo della politica e tra cui l'indennità di carica dei consiglieri regionali».
Nei giorni scorsi erano state molte le polemiche per l'aumento voluto dal governo centrale che ha rimodulato le indennità dei parlamentari sulle quali si calcolano quelle di tutti i consiglieri regionali.
Alcuni mesi fa era stato lo stesso consiglio regionale a tentare la sveltina dell'aumento degli stipendi incrementando la voce dedicata ai portaborse e agli uffici di segreteria. Un aumento cospicuo che sarebbe stato affidato ad ogni singolo consigliere regionale.
L'emendamento infilato di soppiatto da mani anonime venne votato nella distrazione generale.
Seguì una generale indignazione e sollevazione che portò al ritiro del provvedimento.
A sorpresa con l'anno nuovo è invece arrivato il provvedimento del governo che impegna centinaia di milioni di euro per i suddetti aumenti per un generale innalzamento dei costi della politica.
Così anche i consiglieri abruzzesi ieri si sono trovati a combattere una battaglia contro il provvedimento “votato da altri” che li obbliga a soggiacere all'aumento di stipendio.
Ma la cosa non si poteva accettare supinamente nelle condizioni in cui versa la regione e così è spuntata la risoluzione che ha scontentato tutti e che sarà inviata, oltre che ai parlamentari abruzzesi, anche ai presidenti di Camera e di Senato.
Ma nei giorni scorsi il parlamentare abruzzese Carlo Costantini (idv) aveva già annunciato la presentazione di un disegno di legge alla Camera che potrebbe essere votato già al Parlamento.
Ieri infatti si è dissociata l'Italia dei Valori ed i consiglieri Benigno D'Orazio (An) e Giuseppe Tagliente (Fi).
«L'approvazione dell'ordine del giorno votato in Consiglio, risulta assolutamente insufficiente per un superamento certo e definitivo della questione» è il parere del capogruppo IdV in Consiglio Regionale, Bruno Evangelista.
«I parlamentari nazionali che non hanno provveduto per sé stessi alla riduzione delle indennità - obietta Evangelista - non si comprende come potrebbero attivarsi nei riguardi dei consiglieri regionali. Con assoluta lealtà ho esposto alla conferenza dei capigruppo, prima di giungere in
Aula, la indisponibilità dell'Italia dei Valori a sostenere un documento che non esplicitasse per lo meno l'impegno di tutto il Consiglio ad individuare un percorso legislativo autonomo e capace di bloccare, in tempi rapidi ed efficaci, i previsti aumenti. Forse - conclude Evangelista - sia nella maggioranza, che nell'opposizione, non si è compreso che le gravi difficoltà economiche dei nostri corregionali richiedono un forte segnale ed un esempio concreto per il risanamento, fatto anche di
sacrifici che sono richiesti a tutti».
Critico si è dimostrato anche Alfonso Mascitelli (Italia dei Valori), il quale ha messo in evidenza che il suo partito «si aspettava un atteggiamento, in Consiglio, attivo e propositivo, per dare un segnale forte alla regione».
Invece è partito, per Mascitelli un «segnale di attesa».
Mascitelli ha poi annunciato la presentazione di un disegno di legge, che sarà elaborato a giorni e che potrebbe costituire la vera risoluzione del problema.

«DALL'IDV NON ACCETTIAMO LEZIONI DI MORALITA'»

Fabrizio Di Stefano (An), ha risposto che «se ci troviamo a discutere di questo argomento è
per un provvedimento del governo Prodi, di cui il ministro Antonio Di Pietro (Idv) fa parte: da voi non prendiamo lezioni di moralità, e neppure dai Ds».
Giovanni Pace (An) ha ricordato che nel momento in cui guidava la Regione ed era a capo del Teatro stabile d'Abruzzo ha «rinunciato all'indennità per questo secondo incarico, e si parla di una cifra di circa mezzo miliardo di vecchie lire».
«Sono infastidito dalla ipocrisia», ha detto Giuseppe tagliente (Fi),«sembra la riproposizione di vecchi copioni, la summa di tutte le ipocrisie possibili, visto che si rimette la scelta sulle indennità dei consiglieri regionali a deputati e senatori che hanno già percepito la nuova indennità, intascando tutti gli arretrati del 2006».
«L'ordine del giorno, proposto dalla conferenza dei capigruppo e approvato oggi in consiglio regionale», ha detto il segretario regionale dei Ds, Stefania Misticoni, «è un passaggio importante verso l'obiettivo di ridurre i costi della politica. Ciò non esclude, però, che si possano e si debbano elaborare ulteriori provvedimenti per evitare che l'automatismo degli aumenti pesi sulle finanze regionali, sottraendo ulteriori risorse ad un bilancio che già ci costringe a chiedere sacrifici ai nostri concittadini».

31/01/2007 8.58