Nuovo stop all'elezione del presidente del Parco Nazionale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Con un intervento coraggioso, quindici giorni fa, il Ministro dell'Ambiente Pecoraio Scanio aveva inviato la richiesta di parere per la nomina del Presidente alla competente commissione parlamentare. Nonostante la procedura di nomina, avviata da circa un anno (il commissariamento dell'Ente Parco risale al marzo 2006), dovesse essere portata rapidamente a conclusione tenuto anche conto delle attese del territorio, la richiesta del ministro non sarebbe mai giunta a destinazione.  L'INTERROGAZIONE DI ACERBO AL MINISTRO PECORARO SCANIO
«La segreteria della presidenza della Camera dei Deputati», racconta Alberto D'Orazio, presidente della Comunità Pnalm, «con uno zelo degno di miglior causa, ha rinviata al mittente la richiesta del ministro in quanto non corredata dell'allegato relativo all'intesa con la Regione Molise».
Formalità burocratiche, probabilmente anche esasperate, hanno prevalso ancora una volta, su una volontà politica ormai chiara, netta, definita, sostenuta da Partiti, Associazioni, Amministrazioni Locali, Comunità del Parco: rinnovare dopo due anni di vacatio la presidenza dell'Ente, ricostituirne gli organi per rilanciare il più antico parco d'Italia.
«Il nuovo stop ci lascia sconcertati», continua D'Orazio, «le giustificazioni addotte e i timori di annullamento della eventuale nomina, troverebbero il presupposto in una sentenza della Corte Costituzionale che avrebbe annullato la nomina di un Commissario Straordinario in un Parco della Regione Toscana».
Ma le spiegazioni date non soddisfano e per alcuni la "preoccupazione"
appare del tutto strumentale in quanto riferita ad una situazione
diversa: «la sentenza di cui si parla», chiarisce D'Orazio, «riguardava la nomina di un Commissario nominato dall'ex ministro senza aver prima attivato la procedura per giungere all'intesa con la Regione sulla nomina del presidente».

«VOLONTA' DI IMMOBILISMO»

Dietro all'intoppo burocratico ci sarebbe quindi, secondo quanto riferisce il presidente della Comunità del Parco «l'interesse a che il nostro Pnalm rimanga nella situazione di totale immobilismo in cui si trova da anni. Qualcuno vuol far prevalere la logica delle spartizioni per cui ogni casella della scacchiera deve essere al posto giusto e concordato da partiti o lobby di vario interesse».
Eppure la designazione di Rossi come Commissario Straordinario e la sua contestuale indicazione come Presidente, risale al giugno 2006 e l'attesa si sta trasformando in un vero e proprio tormento.

L'APPELLO AL MINISTRO

Il presidente della Comunità del Parco ha così lanciato un appello al ministro Pecoraro Scanio: «proceda alla nomina del consiglio direttivo dell'ente, ne ha facoltà, non ci sono pareri da richiedere perché la comunità si è espressa, il ministro per le politiche forestali ha fatto la sua parte. Restano da designare gli altri membri di sua competenza, sarà poi il consiglio direttivo a nominare al suo interno il vice-presidente vicario».

26/01/2007 9.39