Aumento indennità consiglieri: presentato alla Camera il progetto di legge

Alessandro Biancardi

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Aumento indennità consiglieri: presentato alla Camera il progetto di legge
AGGIORNAMENTO (15.42) ABRUZZO. La conferenza dei Capigruppo (assente Donato Di Matteo Ds), nel corso della riunione di ieri, ha affrontato il problema della indennità ai consiglieri ed ha deciso all’unanimità, di proporre in occasione della prossima riunione dell’Assemblea regionale un ordine del giorno con il quale si impegnano i Parlamentari abruzzesi a farsi promotori di un apposito disegno di legge, a livello nazionale, che preveda il blocco o la modifica degli automatismi di incremento, previsti dall’art. 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 e contenuti nella Finanziaria dello Stato 2007, delle indennità dei Parlamentari dalle quali discende obbligatoriamente la misura delle indennità dei Consiglieri regionali. COSTANTINI PRESENTA IL PROGETTO DI LEGGE:«INDENITA’ CONGELATE FINO AL 2010»
Insomma un impegno ad impegnarsi per deliberare in consiglio regionale; una decisione che poi dovrebbe impegnare i parlamentari abruzzesi che a loro volta dovranno essere così bravi da impegnare il Parlamento a costituire un apposito provvedimento che esoneri l'Abruzzo dagli aumenti previsti da norma nazionale.
Di sicuro molto impegnativo.
Una storia che ricorda molto quella già vista per il famoso emendamento infilato di soppiatto che aumentava le indennità a disposizione dei consiglieri per i portaborse e che poi dopo l'indignazione generale ha portato la maggioranza a cancellarlo.
Anche allora si registrarono spaccature ed una corsa a cancellare il passo falso senza bene capire come fosse stato possibile approvarlo e per volontà di chi.

«Credo che sia l'unica risposta seria e logica - ha detto il consigliere regionale Fabrizio Di Stefano, che ha partecipato alla riunione come consigliere segretario, - ad un provvedimento assurdo che arriva in un momento così delicato per la nostra nazione. Questa nostra risposta va a sancire un comportamento lineare a fronte dei tanti esercizi di demagogia a cui abbiamo
assistito in questi giorni da parte di esponenti politici di centrosinistra, ad iniziare dal segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino»

RIFONDAZIONE:«LANCEREMO UNA CAMPAGNA NAZIONALE»

«Fino ad oggi abbiamo taciuto», dice il capogruppo di Rifondazione, Santroni, «per evitare di aggiungerci a questo “coro stonato” e perché riteniamo di non dover ulteriormente dimostrare il nostro impegno in favore della razionalizzazione dei costi e della maggiore efficienza delle pubbliche Istituzioni. Abbiamo da sempre promosso iniziative ed interventi che vanno in questa direzione (enti strumentali, stop agli stagisti in Regione, etc.) ed è per questo che oggi ci preme non tanto dichiararci contrari a questi aumenti automatici, cosa che pensiamo scontata, ma definire un'azione, la più condivisa possibile, per scongiurarli».
Secondo Rifondazione bisognerebbe per prima cosa indagare la questione nella giusta dimensione, che non è regionale.
«Parliamo di un aumento di indennità che va ad incidere su tutto il territorio nazionale: 1) su tutti i magistrati, 2) su tutti i deputati ed i senatori della Repubblica Italiana, 3) su tutti i consiglieri regionali delle 20 regioni italiane. Questa è la proporzione del problema che abbiamo di fronte, in quanto tale va affrontato. Ci preme a questo punto, come Partito della Rifondazione Comunista, lanciare una campagna sul territorio nazionale per scongiurare questi aumenti, abbiamo provveduto ad informare il Partito nazionale, tutti i nostri gruppi consiliari regionali e stiamo verificando, di concerto con i nostri gruppi parlamentari, le iniziative da intraprendere già nei prossimi giorni. Intanto in Regione, come prima iniziativa dell'intera Conferenza dei Capigruppo, è stato predisposto un ordine del giorno che invita i deputati abruzzesi ad elaborare un provvedimento che sia in grado di bloccare gli aumenti automatici di parlamentari e consiglieri regionali».

DI PAOLO (UDEUR): «IPOCRISIA VERA COME GLI SPRECHI»

Il capogruppo Udeur, Angelo Di Paolo, invece si dimostra perplesso sulle posizioni espresse dall'assessore D'Amico e il segretario Ds Misticoni che hanno assunto «una posizione tanto strumentale nei confronti delle notizie riportate dalla stampa circa gli aumenti degli stipendi dei Consiglieri regionali».
«Tutti hanno fatto finta di dimenticare che» ha proseguito Di Paolo «l'aumento della indennità in questione, è frutto di un adeguamento automatico previsto dalla legge nazionale, la quale stabilisce che, il trattamento economico del Parlamentare nazionale è pari al 65% di quello in godimento al Presidente della Corte Costituzionale (ma dei Giudici è meglio non parlare), mentre il Consigliere regionale guadagna il 65% dell'indennità percepita dal Parlamentare, che è bene evidenziare, risulta essere la più bassa tra tutte Regioni. Siccome, la legge prevede l'adeguamento periodico dello stipendio del Presidente della Corte, si capisce come, almeno in questa occasione, non può esserci attribuita nessuna responsabilità. Per intenderci, il Consiglio non ha varato alcuna norma in tal senso».
«Sgombrato il campo da questo equivoco» ha continuato Di Paolo «agli amici della maggioranza, che non hanno perso l' occasione per fare della demagogia spicciola, ricordo che ben altre sono le cose che indignano i cittadini; ad esempio il brutto vizio, ereditato dalla precedente amministrazione, di assegnare cospicue risorse alle associazioni, molte delle quali pseudo-culturali (e per spirito di maggioranza non sto a dire a quanto ammontava la cifra spartita), occasione che ci ha trasformati tutti in ottimi commensali; l'aumento delle addizionali; gli sprechi per gli immobili; i tiket per la sanità; gli scandali delle cartolarizzazioni; le assunzioni di diverse centinaia di Co.Co.Co. con procedure discutibili, per una spesa di circa 4 milioni; Direttori generali che guadagnano tre volte il nostro stipendio; ecc».


«Davvero grottesche e, perché no, anche pittoresche le dichiarazioni, soprattutto quelle fataliste che vorrebbero tali aumenti obbligatori per effetto di un automatismo di Stato».
E' il parere dell'associazione culturale “La Radice” che tuttavia dice di astenersi dal commentare «una sconcertante situazione di tale elevata immoralità» ricordando ai politici beneficiari «dell'obbligo ad incassare 5.000,00 euro di compensi in più, che la pensione mensile di un invalido civile è di 242,84 € per tredici mensilità, cioè 3.156,92 € l'anno».

26/01/2007 8.30

CAMBI (CNA): «DAI CAPIGRUPPO FUMO NEGLI OCCHI»

«Mutuando la Real Marina borbonica, ieri la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale ha ufficialmente deciso la sua linea sugli aumenti di indennità: ‘facite ammuina'. In caso di ispezioni a bordo sulle navi del Regno delle due Sicilie, ognuno doveva ingegnarsi a fingere di fare qualcosa, pur di gettare fumo negli occhi: ai nostri capigruppo la soluzione deve essere piaciuta assai». Sceglie la strada dell'ironia il presidente regionale della Cna, Franco Cambi, per commentare la decisione adottata all'unanimità dai capigruppo consiliari a palazzo dell'Emiciclo sulla contrastata decisione di applicare l'adeguamento delle indennità di carica di consiglieri e assessori: un automatismo che, secondo i calcoli degli stessi uffici regionali, comporterebbe un aumento di spesa di circa un milione di euro in due anni sui bilanci dell'ente. «I giornali di questa mattina – prosegue - sottolineano con enfasi la decisione adottata ieri di presentare un ordine del giorno in Consiglio regionale che impegni i parlamentari abruzzesi a farsi promotori di una iniziativa per la modifica della legge nazionale. La stessa legge che, attraverso un complesso e perverso meccanismo di automatismi, finisce per provocare anche gli aumenti delle indennità dei consigli regionali».
“L'ammuina” della conferenza dei capigruppo, a detta di Cambi, è presto spiegata: «Pur di mostrare il proprio impegno, viene intrapresa una strada (l'ordine del giorno) che in genere ha il valore di un bicchiere di acqua fresca, tanto salutare da essere difficilmente negato a qualcuno o qualcosa nelle seduta del Consiglio. Lo stesso ordine del giorno, poi, dovrebbe impegnare soggetti diversi da sé, cioè i parlamentari abruzzesi, a farsi promotori di una iniziativa a carattere nazionale: considerato che non esiste alcun vincolo di causa-effetto tra le decisioni di un Consiglio regionale e il mandato parlamentare, è facile capire che fine farà questa “storica” decisione di cui ieri andavano fieri diversi capigruppo di maggioranza e opposizione. Oltretutto, il peso specifico della scarna pattuglia parlamentare abruzzese è così esiguo sul totale delle due assemblee, da far prevedere facilmente come andrà a finire. Dunque, una soluzione di facciata la cui efficacia si rivelerà presto zero».
«La verità – osserva Cambi – è che la conferenza dei capigruppo vuol fare credere agli abruzzesi di essere costretta, quasi a forza, a recepire l'adeguamento, ma si tratta di una penosa bugia che offende l'intelligenza tanto di chi lo afferma che di quanti sono costretti ad ascoltarla. In passato, in presenza di casi analoghi, con decisione autonoma il Consiglio ha soprasseduto dal recepire gli adeguamenti: gli archivi possono venire facilmente in soccorso. Inoltre, diverse voci in questi giorni si sono levate tra i banchi del Consiglio e della Giunta chiedendo di seguire questa strada maestra, ma evidentemente è più forte la tentazione di mettere in scena il teatrino della politica. Se la politica abruzzese vuol dare un segno di forza, nel momento in cui cittadini e imprese pagano di tasca propria gli errori che la classe politica ha commesso nel governo della sanità, con l'imposizione di addizionali su Irpef e Irap, forse è il caso di lasciar perdere l'ammuina: il costo della politica è argomento serio su cui è il caso di comportarsi in modo serio».

26/01/2007 13.42

COSTANTINI:«INDENITA' CONGELATE FINO AL 2010»

Carlo Costantini (I.D.V.) ha accolto l'invito rivolto dai consiglieri regionali affichè fossero intraprese immediate iniziative per bloccare gli aumenti delle indennità dei deputati dai quali scaturiscono gli aumenti dei consiglieri regionali. Così senza attendere l'ordine del giorno che il Consiglio Regionale, presumibilmente, adotterà il 30 Gennaio, il deputato ha presentato questa mattina, presso gli uffici della Camera dei Deputati, un disegno di legge che congela fino al 31 Dicembre 2010 gli aumenti delle indennità dei deputati.

Lunedì mattina a Roma nel corso dell'Esecutivo nazionale del partito, l'onorevole Costantini rappresenterà personalmente al Ministro Antonio Di Pietro l'esigenza di sensibilizzare i segretari nazionali degli altri partiti della coalizione di centrosinistra affinchè si costruisca un percorso parlamentare privilegiato per l'immediata approvazione di questa legge.


IL PROGETTO DI LEGGE


TITOLO: Sospensione degli effetti dell'articolo 1, II comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261.


RELAZIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE

Onorevoli Deputati! – Con la presente proposta di legge si propone di bloccare l'adeguamento delle indennità parlamentari al trattamento annuo lordo dei magistrati di cui all'articolo 1, II comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, fino al 31 dicembre 2010.

Pertanto, il presente disegno di legge è composto da un unico articolo che incide sul meccanismo di adeguamento previsto dall'articolo 1, II comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, congelandone l'operatività fino al 31 dicembre 2010.

La presente proposta di legge, quindi, nasce dalla fondamentale esigenza che in questa fase tutto il Paese contribuisca al risanamento dei conti pubblici. Non possiamo infatti chiedere sforzi sempre più intensi ai nostri cittadini senza poi dare l'esempio in prima persona.

Un serio e corretto risanamento dei conti pubblici passa innanzitutto dalla riduzione della spesa pubblica e per essere d'esempio a tutta la comunità nazionale, il primo elemento da riconsiderare è senz'altro quello del contenimento e della razionalizzazione dei costi della politica.

Infatti, tutti dobbiamo partecipare alla riduzione del debito pubblico che rappresenta un obiettivo imprescindibile se si vuole consentire un futuro ai nostri giovani. Per troppi anni abbiamo fatto debito bruciando consumo futuro.

Tra l'altro, appare di fondamentale importanza considerare che l'effetto prodotto da questo intervento legislativo in termini di contenimento dei costi della politica è di gran lunga superiore a quanto riconducibile a quello dei componenti del Parlamento, tenuto conto che numerose indennità, soprattutto nei Consigli regionali, risultano adeguate in percentuale a quella dei parlamentari.

Quindi, bloccando l'aumento delle indennità dei parlamentari per quattro anni, rimarranno ferme anche una serie di altre retribuzioni legate alla rappresentanza territoriale con un rilevante beneficio per le casse dello Stato e di tutti gli altri soggetti pubblici coinvolti.

Questo è solo una tessera di un mosaico più ampio che deve vederci tutti impegnati nell'eliminare ogni spreco e nel ridurre ogni spesa che può essere evitata. Questo mosaico deve rappresentare uno sforzo di tutta la Comunità nazionale volto alla riduzione più veloce e più intensa possibile di questo macigno che il Paese di porta dietro da troppo tempo: un debito pubblico soffocante che tarpa le ali allo sviluppo economico dell'Italia (basti solo pensare alle spese derivanti dagli interessi che lo Stato italiano deve ogni anno pagare ai suoi creditori) e che costituisce un serio pregiudizio al futuro dei nostri giovani.



Testo della proposta di legge


Articolo 1


L'adeguamento delle indennità mensili spettanti ai membri del Parlamento nazionale a norma del dell'articolo 1, II comma, della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 è sospeso fino al 31 dicembre 2010.