Confesercenti Pescara. «Basta con l’improvvisazione nel turismo»

Alessandro Biancardi

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Confesercenti Pescara. «Basta con l’improvvisazione nel turismo»
PESCARA. «Basta con l'improvvisazione: Pescara deve dotarsi di un Piano di marketing turistico. È stato perso già troppo tempo». La richiesta, rivolta al Comune di Pescara, arriva dalla Direzione provinciale di Confesercenti, che constata come in altre città di richiamo turistico in queste settimane sia già partita la campagna promozionale ed organizzativa in vista dell'estate 2007.
«Nella nostra città» rileva invece la Direzione di Confesercenti Pescara «siamo all'anno zero. Abbiamo un porto nuovo per il quale bisogna programmare con decisione il potenziamento e che potrebbe portare nuovi flussi turistici, non solo traghettare persone verso la Croazia; così come possiamo contare su uno scalo aeroportuale in forte crescita , nonostante le assurde esternazioni di alcuni esponenti della Giunta Regionale a proposito di una sua delocalizzazione in mare. Abbiamo tutte le carte in regola per crescere, ma manca una programmazione seria e puntuale da parte dell'Amministrazione comunale».
Fra le note dolenti della programmazione turistica di Pescara, la Direzione dell'organizzazione imprenditoriale sottolinea come nella città adriatica «ci sia da tempo ormai una carenza di posti letto alberghieri alla quale va posto rimedio», e come al tempo stesso manchi «la certezza delle regole nel sistema organizzativo della costa, la più grande ricchezza di Pescara: da tre anni ormai diciamo che è necessario giungere ad un progetto integrato di valorizzazione del litorale, visto che la nostra è una delle pochissime città ad aver conservato la spiaggia nel tessuto urbano. Ma anche in questo caso, occorre un supplemento di sforzo quotidiano per far smuovere l'Amministrazione».
Per non parlare del turismo giovanile: «Pescara finisce sulle guide nazionali come una delle città più cool d'Italia, con una concentrazione unica di locali e circoli, ma sono ancora troppo poche le strutture ricettive per l'accoglienza turistica dei giovani. Non un camping, non un ostello, non un albergo della gioventù». Così come manca un programma di lungo respiro, dice Confesercenti, «per quella grande opportunità che è il turismo congressuale».
Finora, analizza Confesercenti, «ci siamo dovuti accontentare dei soliti concerti in piazza e di una programmazione dell'ultimo minuto. Ma ora che la concorrenza di altre città si sta facendo agguerrita, siamo di fronte ad un bivio: si mettano a punto gli strumenti necessari per la promozione e l'organizzazione turistica della città e dell'arenile. Oppure, è questa l'unica alternativa, la classe politica cambi registro e smetta di dire che Pescara è una città dal grande potenziale turistico, perché dipende proprio dalla classe politica la possibilità di imprimere una svolta all'economia di questa città».

23/01/2007 12.35