Emergenza neve che non c’è, operatori: «la calamità costa 20mln»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Ammonta a 20 milioni di euro il danno per il comprensorio sciistico abruzzese. L’assenza di neve nei mesi di dicembre e gennaio hanno causato un danno agli operatori della montagna, in ginocchio per l’insolita stagione invernale con temperature primaverili. Sono solo 5 le stazioni sciistiche (su 21) aperte sul versante aquilano, sulle quali è possibile sciare grazie all’innevamento artificiale.
I mesi di dicembre e di gennaio, rispetto all'entità complessiva dell'intera stagione invernale, rappresentano oltre il 50% dei volumi d'affari per gli operatori.
Quando la stagione vera arriverà, e quindi anche la neve, come auspicabile, difficilmente si riuscirà a compensare le perdite subite sino ad ora.
A sottolinearlo sono stati gli stessi operatori sciistici e i sindaci del comprensorio provinciale, che ieri si sono incontrati in una riunione convocata dalla Presidente della Provincia Stefania Pezzopane in una gremita sala Celestiniana.
Gli operatori hanno formalmente appoggiato la proposta dell'Amministrazione provinciale di richiedere lo stato di calamità naturale che, ha affermato la Pezzopane, sarà inoltrata a Regione e a Governo solo al termine della stagione sciistica, quando effettivamente si potranno quantificare i danni causati dalla mancata apertura degli impianti, nella speranza che la stagione possa comunque avere una ripresa.
L'iter procedurale dovrà essere avviato subito, perché i tempi tecnici sono lunghi, e perché l'Amministrazione non intende perdere un'occasione importante. Altre regioni si sono già mobilitate nella stessa direzione.
A questa vanno affiancate altre proposte, inserite in un ordine del giorno votato all'unanimità che i singoli Comuni discuteranno successivamente.
«La Regione va sollecitata ad accelerare l'approvazione del piano per i bacini sciistici» ha dichiarato la presidente «ma dovrà anche approntare un piano straordinario per il turismo, che possa valorizzare a 360 gradi le risorse della montagna, per recuperare le presenze turistiche nelle stagioni primaverile ed estiva».
La Provincia chiederà poi alla Regione di predisporre un piano infrastrutturale straordinario, in modo da articolare la proposta turistica invernale dei bacini sciistici nei periodi in cui manca la neve. Non solo sci, dunque, non bisognerà più farsi trovare impreparati di fronte alle “sorprese” climatiche.
«E' chiaro che tutti auspichiamo una ripresa della stagione sciistica - ha affermato la presidente Pezzopane - attenderemo pertanto che la stagione sia conclusa per formalizzare la richiesta dello stato di calamità. Tuttavia il segnale che qualcosa di grave sta accadendo e che le prime ingenti perdite ci sono state va dato subito. Intendiamo pertanto avviare sin da oggi le procedure con la Regione e il Governo».
Il messaggio da far passare è chiaro per la Pezzopane: «gli operatori sciistici non sono una categoria inferiore alle altre. Quando subiscono dei danni economici, vanno tutelati, come lo sono gli agricoltori o i marittimi, quando ci sono calamità che colpiscono la costa. Ci aspettiamo la stessa attenzione per le aree interne così come avviene per la costa».
Nel corso del dibattito è intervenuta anche l'assessore al turismo Teresa Nannarone, che ha partecipato alla cabina di regia dell'assessore regionale Enrico Paolini, la scorsa settimana. «L'assessore Paolini non è contrario alla nostra richiesta- ha affermato l'assessore Nannarone - Abbiamo ottenuto l'impegno di formalizzare la richiesta al governo alla fine della stagione sciistica».
La Provincia, inoltre si è impegnata a chiedere alla Regione la dilazione dei pagamenti delle imposte e di altri oneri a carico delle aziende danneggiate, nonché un incontro con il Prefetto e con gli enti d'ambito per studiare strumenti straordinari di sostegno alle categorie danneggiate e per monitorare le eventuali carenze idriche.
All'incontro hanno preso parte gli assessori Oreste Cambise, Teresa Nannarone, Celso Cioni e Pio Alleva. Numerosi i sindaci e gli operatori presenti, tra cui gli amministratori di Rocca di Cambio, Campo di Giove, Rocca di Mezzo, i rappresentanti dei comuni di Scanno e di Ovindoli, il Centro turistico Gran Sasso, Montepratello, Montemagnolia, il Consorzio “Tre nevi”, Rifugio Passo Godi e Monte Godi srl, i rappresentanti delle scuole di sci, Pizzalto Spa, Campo Felice Spa, Rifugio Alantino, Passo S. Leonardo srl, Consorzio Aquila città d'arte, Confindustria e Confcommercio, Associazione Albergatori Gran Sasso.

Mara Iovannone 23/01/2007 8.32