Astore:«amministratori spregiudicati e speculazioni:arrivi l’Antimafia»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

798

AGGIORNAMENTO (16.40)ABRUZZO. L’On. Astore, deputato di Italia dei Valori e componente della Commissione parlamentare Antimafia, intervenendo nella seduta di ieri fissata per l’esame della relazione del Presidente Forgione, ha proposto alla Commissione di avviare con urgenza un approfondito lavoro di indagine su fenomeni criminali che stanno interessando le Regioni apparentemente “esenti”, ponendo in particolare l’accento sulle Regioni Abruzzo e Molise. «UN PERICOLOSO MALAFFARE DIFFUSO: ANCHE QUESTA E’ MAFIA»




AGGIORNAMENTO (16.40)

ABRUZZO. L'On. Astore, deputato di Italia dei Valori e componente della Commissione parlamentare Antimafia, intervenendo nella seduta di ieri fissata per l'esame della relazione del Presidente Forgione, ha proposto alla Commissione di avviare con urgenza un approfondito lavoro di indagine su fenomeni criminali che stanno interessando le Regioni apparentemente “esenti”, ponendo in particolare l'accento sulle Regioni Abruzzo e Molise.


«UN PERICOLOSO MALAFFARE DIFFUSO: ANCHE QUESTA E' MAFIA»

E' questo il primo atto ufficiale del genere che chiama in causa direttamente la nostra regione. Da alcune settimane l'ex deputato Pio Rapagnà aveva rilanciato l'opportunità di una nuova visita della commissione per verificare eventuali infiltrazioni mafiose anche alla luce delle inchieste che stanno sconvolgendo la vita amministrativa e politica della regione.
«In alcune parti di queste Regioni», ha detto Giuseppe Astore, «la criminalità organizzata, approfittando della presenza di amministratori pubblici spregiudicati, di una sostanziale pigrizia dei cittadini e di fenomeni di clientelismo esasperato, ha trovato terreno fertile che potrebbe averle consentito di pilotare la spartizione di centinaia di milioni di euro che ruotano attorno alla sanità, all'edilizia ed ai fondi UE».
«Ho espressamente citato in Commissione i casi FIRA e Montesilvano per la regione Abruzzo ed il caso Black Hole per la Regione Molise – ha sottolineato l'on. Astore – ed ho chiesto, ottenendo allo stato un'adesione solo informale che nell'agenda dei lavori della Commissione parlamentare Antimafia la questione delle Regioni di frontiera, quali l'Abruzzo ed il Molise, vengano trattate prioritariamente».
«In coerenza con tali considerazioni e rispetto all'esigenza di riorganizzare le sedi operative della D.I.A. auspico l'apertura in una città sulla fascia costiera adriatica tra Bari ed Ancona», ha concluso l'on. Astore.

18/01/2007 9.58

«UN PERICOLOSO MALAFFARE DIFFUSO: ANCHE QUESTA E' MAFIA»

«Abbiamo costituito dei comitati in commissione per mezzo dei quali vogliamo andare a studiare criminalità organizzata e nuovi fenomeni che si stanno radicando nella nostra società. Soprattutto in quelle regioni giudicate come “non a rischio”».
Giuseppe Astore, a PrimaDaNoi.it spiega meglio le intenzioni che lo hanno spinto come membro della commissione antimafia ad accendere qualche riflettore sulle realtà in alcune regioni come Molise, Puglia, e Abruzzo, realtà disomogenee ma scosse tutte da importanti inchieste giudiziarie che hanno come filo conduttore una malavita intesa come corruzione e malaffare.
Situazioni che generano connivenza tra amministratori e poteri economici come imprenditori di spicco, istituti bancari ed investono i campi dell'edilizia e della sanità.
«Guardi che non parliamo di mafia come è stata rappresentata nelle fiction o nei film», spiega l'onorevole Astore, «ma le mafie sono tante e di diversi tipi. In questi casi parliamo più di criminalità diffusa come fenomeno sociale, come malaffare consolidato che porta anche ad una certa assuefazione anche nella società e nella opinione pubblica. Secondo me occorre studiare a fondo le singole realtà e capirne ragioni e cause per poter poi trovare la strada e frenare questo tipo di corruzione. Anche perché si tratta di nuova criminalità che utilizza mezzi e metodi nuovi che non si conoscono ancora a fondo».
Ma non c'è allarmismo…
«Tutto con la massima tranquillità, senza allarmismi… ma si tratta di affrontare il problema e non ignorarlo o far finta che non esista».
Appunto.
E per quanto ci siano persone che siano favorevoli ad un interessamento della commissione antimafia in Abruzzo è chiaro che sono molte le forze avverse da superare.
Anche perché in Abruzzo le inchieste importanti hanno messo in dubbio il modus operandi sia di forze politiche a destra che a sinistra.
Si dovranno superare anche resistenze di troppo…
«Credo che se ci muoviamo a livello nazionale qualcosa possa venir fuori».
Si tratta allora di analizzare e tentare di estirpare «fenomeni radicati di clientelismo diffuso e di un certo modo di agire anche del centrosinistra, metodi che pesano sulla nostra società come una cappa d'acciaio».
«Per cominciare ho chiesto che una sezione distaccata della Dia venga prevista sulla dorsale adriatica scoperta da Bologna a Bari con una sede magari ad Ancona o Pescara. I prossimi passi saranno costituiti da due incontri dibattiti; uno a Campobasso, nella mia regione di origine e l'altro probabilmente a Pescara con il ministro Di Pietro».
Inoltre, la finalità dello studio dell'Antimafia potrebbe favorire il varo di una legislazione più opportuna, consona, e con maglie più strette che non permettano scappatoie o libertà spesso eccessive.
«Credo che un esempio importante possa partire proprio da noi politici», spiega Astore, «anche noi del centrosinistra potremmo astenerci da logiche inadeguate come l'aumento delle spese, delle poltrone, abitudini che dovrebbero essere smesse».
Saranno dunque creati due comitati interni alla commissione antimafia che dalle prossime settimane inizieranno i loro lavori.
Speriamo bene.
«A proposito, come mai lei è l'unico che mi ha chiamato per approfondire questo argomento?»
Speriamo bene.

18/01/2007 15.02


RAPAGNA': «ECCO L'ENNESIMA LETTERA APERTA AL DIRETTORE DE “Il Centro” »

Egregio Direttore,
prendo atto con soddisfazione e grande sollievo che la mia “coraggiosa” richiesta di un nuovo sopralluogo in Abruzzo della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa e similare è stata raccolta e rilanciata dal Deputato dell'Italia dei Valori Giuseppe Astore, così come pubblicato oggi 18 gennaio in primo piano da “Il Centro” e da altri importanti quotidiani regionali.
L'On. Astore, alla luce dei più recenti fatti giudiziari e di criminalità verificatisi nella nostra Regione, da me ripetutamente segnalati alla Commissione Antimafia e al suo nuovo Presidente On. Francesco Forgione, ha dichiarato alla stampa di avere espressamente citato in Commissione i casi FIRA e Montesilvano, sollecitando l'avvio di un lavoro di indagine su fenomeni criminali che stanno interessando le regioni apparentemente esenti da rischi di infiltrazioni, quali Abruzzo e Molise.
Ringrazio l'esponente del partito del Ministro Antonio Di Pietro per la sua iniziativa, poiché era proprio questo che chiedevo alla Commissione Antimafia nel momento in cui informavo la stessa che in Abruzzo si erano verificati fatti gravissimi quali lo scandalo FIRA, il fallimento pilotato del Pastificio Delverde, lo scioglimento del Consiglio Comunale di Montesilvano; l'efferato omicidio ancora irrisolto dell'Avvocato Libero Masi di Nereto e della sua compagna Emanuela Cheli (che si rassomiglia purtroppo a quello ancora oscuro dell'assassinio dell'Avvocato Fabrizi a Pescara), il suicidio in carcere del Sindaco di Roccaraso.
Ribadisco con più forte preoccupazione e rinnovato allarme, confermando tra l'altro le valutazioni espresse dall'On. Astore in sede di Commissione e sulla stampa, che in alcune zone dell'Abruzzo, la criminalità, approfittando della presenza di amministratori spregiudicati, di fenomeni di clientelismo esasperato, di una sostanziale “latitanza” di “controllo politico” da parte dei partiti, degli organi preposti, ma anche della società civile e della informazione più “distratta”, ha trovato terreno fertile che potrebbe averle consentito di pilotare la spartizione di centinaia di milioni di euro su sanità, edilizia, fondi Ue, opere pubbliche, Enti strumentali di Comuni, Province e Regione.
Le manifesto perciò di nuovo e con grande rispetto la mia “meraviglia” nel constatare di fatto che, un giornale come “Il Centro” non abbia rilanciato negli ultimi mesi le puntuali denunce da me rese pubbliche sui costi della corruzione politica e sul riproporsi in Abruzzo di una indiscutibile “questione morale” che, per varie ragioni note e meno note, rischiava purtroppo di coinvolgere nel suo “ciclone” anche il mondo dell'informazione.
Mi ha lasciato l'amaro in bocca e un profondo sconcerto, in quanto impensabile e inatteso, il fatto che l'ex Direttore Dott. Antonio Del Giudice abbia lasciato improvvisamente il suo incarico senza dare alcuna personale e diretta spiegazione “pubblica” circa i motivi e le circostanze che lo hanno portato, a seguito della indagine sulla FIRA, a prendere una simile inaspettata decisione. E Le scrivo tutto ciò ribadendo e riconfermando profonda stima e rispetto per l'importanza e l'impegno de “Il Centro” nel campo della informazione “pubblica” della nostra Regione.
Le sarò grato se vorrà pubblicare “la sostanza” di questa lettera, anche in rispetto della mia “esposizione” e indiscutibile buona fede, e rassicurarmi così circa un Suo personale impegno in tal senso e circa le iniziative che “Il Centro” porterà certamente all'attenzione dell'opinione pubblica abruzzese.


Cordiali saluti.
Pio Rapagnà -ex-Parlamentare.

18/01/2007 15.26

SFL-INNOVAZIONE EUROPEA: «LA DIA A PESCARA»

«Colgo l'occasione per ribadire che il luogo più idoneo ad ospitare tale “specialità” investigativa sia la città di Pescara», sostiene l'esponente di Sfl Lorenzo Valloreia.
«Ciò in parte per gli eventi occorsi negli ultimi mesi, ma soprattutto per la posizione logistica che essa riveste rispetto al territorio e per la positiva presenza del nuovo tribunale che senz'altro potrebbe ospitare tale infrastruttura. Da circa un anno il mio movimento politico, SFL – Innovazione Europea, si fa promotore di tale esigenza, cioè da quando abbiamo raccolto, su questa questione, il testimone del defunto Nino Sospiri, che fu il primo ad intravedere in Abruzzo questa necessità. La presenza della Dia a Pescara, in tempi non sospetti, non solo avrebbe stroncato sul nascere fenomeni come il “Sistema Montesilvano” o la Fira, ma avrebbe e può tuttora rendere più chiara la situazione di taluni soggetti che, pur essendo nullatenenti, sfrecciano nella nostra città su macchine di grossa cilindrata o si riposano indisturbati nelle loro lussuose ville. Altro argomento poi da accertare è l'incredibile presenza di sportelli bancari sul territorio che, dato il non alto reddito pro capite , secondo i dati ISTAT, sarebbe del tutto innaturale».

18/01/2007 16.40