Di Bonaventura: «la mia è una città democratica e trasparente»

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Un fascicolo completo sarà inviato al Prefetto e alla Procura. I massimi rappresentanti istituzionali della città schierati contro la «campagna politica» dell'opposizione. Una «campagna politica», orchestra a dovere per «screditare l'amministrazione cittadina».
Il sindaco Franco Di Bonaventura, Nicola Crisci, l'assessore Regionale Tommaso Ginoble e il presidente del Consiglio comunale Achille Frezza hanno risposto alle questioni sollevate dal centrodestra in merito alla trasparenza amministrativa.
Alla conferenza erano presenti tutti gli Assessori comunali, i capigruppo e diversi Consiglieri, oltre all'Assessore provinciale Nicola Di Marco.
Il sindaco proprio non ci sta a passare come un anti democratico e ha annunciato: «Una relazione dettagliata sarà inviata al prefetto e alla Procura al fine di tutelare non solo le singole persone ma anche l'autorevolezza che questa città esprime a più livelli». Così Di Bonaventura ha risposto alle accuse della minoranza che nei giorni scorsi ha annunciato una interrogazione parlamentare per la mancanza di trasparenza nelle attività del Comune.
«Difendiamo la totale trasparenza del nostro operato», ha continuato il primo cittadino, «e siamo intenzionati a garantire, come sempre in passato, le prerogative della minoranza. Unico nostro limite sono le leggi dello Stato in tema di convocazione del Consiglio comunale e di modifica del regolamento. A questo proposito abbiamo messo a disposizione l'apposito strumento della Commissione statuto e regolamento».
Il Sindaco Di Bonaventura ha poi annunciato che non tornerà più su questo argomento, anche per evitare che una strumentalizzazione politica possa condizionare la serenità del lavoro amministrativo: «mi rammarica il comportamento della minoranza che per fini puramente politici offende questa città e i suoi amministratori. Le ragioni della sconfitta vanno ricercate al loro interno e non attraverso un attacco frontale alla storia di questa Città».
Il comune nei giorni scorsi era stato accusato di impedire il regolare svolgimento dell'attività di controllo dell'opposizione, ma sarebbero i fatti, secondo Di Bonaventura «a smentire queste affermazioni».

LA DIFESA DI DI BONAVENTURA

Primo punto- attività del Consiglio Comunale.
«Ne abbiamo tenuto 6 dall'insediamento ad oggi ( giugno 2006- gennaio 2007)», ha specificato il sindaco. «Il presidente del Consiglio ha garantito le riprese integrali delle sedute tramite una convenzione con una rete privata locale. Inoltre i due Consiglieri di opposizione hanno avuto tutto lo spazio necessario per approfondire gli argomenti (seduta del 22 giugno 06, il Consiglio è durato 3ore e 50 i due Consiglieri di opposizione hanno parlato per 50 minuti: 11 settembre
06 la seduta è durata 4,45" e l'opposizione ha parlato per 80" minuti:
28 settembre 06 in 9 ore di Consiglio l'opposizione ha parlato 160
minuti: 16 novembre 06 8,35 di consiglio l'opposizione ha parlato per
3 ore e mezzo: 28 novembre 06 in sei ore di consiglio l'opposizione ha parlato 3 ore e 40 minuti: 19 dicembre 06 in 4 ore di Consiglio l'opposizione ha parlato per 176 minuti)».
Secondo punto: Attività della Giunta.
«Ci accusano di non garantire l'accesso agli atti ma è falso», ha ribadito il sindaco. «Ho dato mandato al segretario generale di verificare presso tutti i Dirigenti se vi sono richieste fatte dai Consiglieri ancora inevase. In realtà ogni richiesta è stata soddisfatta attraverso la predisposizione di atti e documenti richiesti, fatta eccezione per una relazione riservata inviata dal direttore dei lavori di rifacimento del lungomare al collaudatore in corso d'opera. Si tratta in effetti di un documento che secondo la legge deve essere riservato ma abbiamo richiesto chiarimenti presso la Commissione di vigilanza per gli accessi agli atti e a breve sapremo se è possibile mettere a disposizione il documento in deroga alle norme vigenti».

16/01/2007 11.18