I Giochi della verità: il centro sinistra fa tutto da solo

Alessandro Biancardi

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    AGGIORNAMENTO (11.38) PESCARA. Sembravano archiviate le polemiche ed invece riscoppiano più dirompenti che mai. La spaccatura all'interno della maggioranza alla Regione è evidente e le posizioni nette. E siamo appena all'inizio.  

 


 


AGGIORNAMENTO (11.38) PESCARA. Sembravano archiviate le polemiche ed invece riscoppiano più dirompenti che mai. La spaccatura all'interno della maggioranza alla Regione è evidente e le posizioni nette. E siamo appena all'inizio.


 



I COMMENTI DI TANCREDI E TAGLIENTE (Fi)

«Da alcuni giorni leggiamo attoniti le contrastanti e reciproche velenose dichiarazioni di Del Turco e D'Alfonso, sindaco di Pescara, sui giochi del Mediterraneo, i quali rischiano di diventare più occasione di guerra che di pace. Almeno qui in Abruzzo».
È quanto sostengono i Consiglieri del Gruppo di Forza Italia Giuseppe Tagliente e Paolo Tancredi. «Nel merito di queste esternazioni riteniamo, tuttavia, di non poter dar torto né all'uno né all'altro, in quanto entrambi toccano problematiche di indubbio interesse e valore. Ciò che più stupisce- proseguono i due Consiglieri - è che le posizioni di entrambi vengano esternate soltanto a mezzo stampa, escludendo dal dibattito le istituzioni, anzi i consigli, che delle istituzioni determinano le volontà. Ragione per cui chiediamo che venga quanto prima riunito il Consiglio Regionale per una riflessione allargata sull'intera vicenda. Anche per non rischiare di cadere sempre nel ridicolo»
17/11/2005 11.38


LA SITUAZIONE



Spesso le ragioni dell'evidenza stentano a prevalere su congetture da verificare. Capita ed è capitato spesso nel nostro paese.
Sta capitando ancora: eclatante è l'esempio dei Giochi del Mediterraneo.
Da una parte c'è la più alta carica politica che dice: «stiamo messi male in Abruzzo, abbiamo priorità come lavoro e ricerca. Con tutti quei soldi (circa 150milioni di euro) potremo fare tantissime cose e risollevare il territorio».
Dalla parte opposta si trovano addirittura uomini dello stesso schieramento del presidente Del Turco che da molto poco hanno cambiato idea e che dicono: «i Giochi servono e sono una grande opportunità».
Intanto non si specifica per chi sarebbe una grande opportunità.
Per i sostenitori non v'è dubbio. Fra meno di sei mesi si tornerà a votare e c'è da scommettere che le posizioni assunte dagli schieramenti, almeno a Pescara, influiranno molto sul voto.
E' evidente la posizione del Presidente Del Turco («non devo scendere a patti con nessuno perché non mi ricandiderò») e quella del futuro deputato primo cittadino di Pescara, Luciano D'Alfonso.

L'ennesima riprova l'abbiamo avuta anche ieri.


L'OFFENSIVA DEL TURCO

Il Presidente Ottaviano Del Turco ha avuto un colloquio con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta, con cui ha esaminato lo stato delle vertenze in atto legate al tessuto industriale abruzzese. «Ho chiesto a Gianni Letta - ha commentato Del Turco - di aiutarci a risolvere i grandi problemi delle aziende in crisi. Del resto, la Camera sarà chiamata presto a dirci quanti fondi intende mettere a disposizione per questi drammi. A noi va bene anche che i soldi, come per i Giochi, vengano presi dalla Protezione civile, purché i soldi ci siano».

E poi nel convegno al quale partecipavano gli organizzatori di Torino 2006 ha detto.
«Vedo che per difendere una causa persa si usano anche argomenti che non stanno in piedi. La signora Evelina Cristillin, che organizza i Giochi di Torino 2006 può contare su un budget di 1.200 milioni di euro. Quasi tutti provengono da sponsor pronti a pagare per manifestazioni sportive che saranno viste in ogni parte del globo, dall'Asia, all'America, all'Australia, all'Europa. I Giochi del Mediterraneo, invece, hanno un budget ridotto al 10 per cento del costo dei Giochi invernali e ciò perché non esistono sponsor disposti a pagare per una manifestazione che nessuna televisione trasmetterà».
Il Presidente Del Turco torna sul tema dei Giochi del Mediterraneo confermando la necessità che il Governo stanzi i fondi necessari a garantire lo svolgimento della manifestazione. «Non ho incontrato un solo abruzzese - ha aggiunto Del Turco - che mi abbia detto di aver visto una gara dei Giochi di Almeria. Salvo per quelli che sono andati lì in vacanza, Almeria è per gli abruzzesi come Pescara, dopo i Giochi, potrà essere per gli abitanti della costa Brava. E' noto a tutti che i Giochi del Mediterraneo non sono un affare per nessuno, salvo che per i soliti noti. Se il Governo intende farli per ragioni politiche, metteremo la nostra parte ma voglio vedere Governo e Parlamento che dicono no al nostro emendamento sugli ammortizzatori sociali per le aziende abruzzesi in crisi e poi ci chiedono di spendere cifre ancora più grandi per un evento clandestino che si svolgerà tra 5 anni».



LA CAVALLERIA- MARGERITA
«Nessuno pensi di far passare chi sostiene le legittime aspettative dei Giochi del Mediterraneo come irresponsabili superficiali che rispetto ai drammi della nostra Regione preferiscono occuparsi di frivolezze e spendere danaro per cause perse».
Ad affermarlo è il vice coordinatore regionale de La Margherita, Camillo D'Alessandro, consigliere regionale, chiamato a difendere la posizione di D'Alfonso.
«Sono convinto che i Giochi siano una grande opportunità per l'Abruzzo e che non sia corretto porli in alternativa con le esigenze di sviluppo e di lavoro della nostra Regione, bensì devono essere considerati come complementari alle politiche per il rilancio dell'Abruzzo sulla scena mediterranea».

E fa eco anche la direzione provinciale del partito di D'Alfonso.

«La Margherita di Pescara, riunita congiuntamente ai suoi più alti livelli di rappresentanza politica cittadina e provinciale, esprime un giudizio preoccupato nei confronti delle dichiarazioni rese in questi giorni alla stampa dal Presidente Ottaviano Del Turco a proposito dei Giochi del Mediterraneo. La Margherita di Pescara ritiene l'occasione dei Giochi una grande opportunità per la città, per la provincia e per l'intera regione Abruzzo che attraverso questa manifestazione sportiva internazionale avranno l'opportunità straordinaria di farsi conoscere sul vasto scenario mediterraneo e potranno potenziare il patrimonio delle infrastrutture sportive, dei servizi e della mobilità.
Per questa ragione non è possibile a nessuno, per quanto potere o rappresentanza politica esprima, decidere della sorte dei Giochi, né è possibile che chi riveste rilevanti responsabilità istituzionali si esprima su questo argomento in modo tanto netto.
La Margherita esprime l'esigenza che tutti i livelli istituzionali del nostro territorio, Comuni, Province e Regione si facciano carico di proseguire nell'opera di lobbing istituzionale che ha consentito finora i risultati importanti del riconoscimento della qualifica di grande evento a Pescara 2009 e la previsione nella Finanziaria 2006 dei primi stanziamenti per i Giochi».

Il documento unitario si conclude: «A tale proposito la Margherita di Pescara sottolinea l'inopportunità e la strumentalità delle posizioni che mirano a porre in contrapposizione i Giochi del Mediterraneo con le esigenze dell'Abruzzo sul piano dell'economia, del lavoro, della formazione e della ricerca».

A questo punto appare assolutamente di secondo piano il fatto che oggi si riunisca a Roma il Cda dei Giochi del Mediterraneo.
17/11/2005 8.57